Wacken - 05-07/08/2004

Live Report a cura di ai_ja_nai

 

E anche per quest'anno ce l'abbiamo (ce l'ho) fatta. Il WOA è finito da un pezzo (e anche il report avrebbe dovuto essere consegnato quanto mai prima, mi scuso per il ritardo con tutti i nostri abituali lettori) e sarebbe ora che mi decidessi a buttare giù i residuati mnemonici di sto viaggio, prima che il tempo me lo lavi via completamente dalla mente.

Dunque, dando un giudizio globale sull'intera baracca, a sè stante, direi che si è trattato di un successone di dimensioni power epiche: tutto è filato liscio senza un intoppo, niente risse, niente incidenti, niente disguidi tecnici; gli addetti ai lavori hanno tenuto 40.000 persone (record) incollate ai 4 palchi della manifestazione senza far mai scemare l'attenzione per tre giorni filati... fosse stato per me, l'avrei fatta durare una settimana, visto che dati i miei impegni giornalistici in sostanza mi sono perso parte dei concerti per correre dietro agli artisti, che spesso fuggivano dietro cortine di bodyguards, pronte a rimbalzarmi come una pallina da flipper...Tuttavia, prima di andare avanti, una premessa è d'obbligo: sappiate in quanto non posseggo il dono dell'ubiquità, in questo report troverete "solo" 22 concerti sui 60 proposti dall'organizzazione più 3 interviste, e scusate se è poco visto che se ero da solo. Inoltre, NON troverete il report del concerto dei Satyricon, nè degli Helloween, nè dei Children of bodom, nè dei Saxon, perchè a quell'ora il sottoscritto era poco fuori dalla sua tenda, a 1 km dai palchi a vomitare a fontana per un'infezione intestinale causatagli dalle condizioni in cui era costretto a nutrirsi da tre gg... sorry for the inconveninece. A parte questo, are you ready? L'atmosfera di rilassata campagna avvolge completamente l'aria di puro sbrago che si respira.. è il 5 agosto, il cielo è sgombro di nuvole (e rimarrà tale per tutto il periodo del festival, per fortuna), il sole picchia da far morire, il puzzo di merda di vacca attanagliante e nonostante la popolazione metal finora riscontrata sia di molto inferiore a quella del giorno finale, già saremo in 10.000...Dopo aver smaltito due ore e mezza di fila sotto il sole per ottenere il pass stampa, speso un centinaio di euro in spedizioni di ricognizione al metal market, finalmente si avvicina l'ora fatidica, le 18:00, ora di apertura delle danze. E da quel momento in poi fu come se le porte dell'inferno avessero dischiuso i battenti... l'invasione delle bestie era cominciata.

NB:i seguenti report sono messi in ordnine alfabetico, non di comparizione, giusto per facilitarvi la ricerca di gruppi che vi possano interessare (sapete, non è il solito festival con massimo 10 gruppi).

Amon Amarth: Parecchio sconquassati dalla giornata che mi ha visto testimone di parecchie performance con volumi al limite del disumano, e col sonno che avanza (erano le 2:00 di notte quando hanno cominciato a suonare), ci apprestiamo a cambiare palco per seguire la performance che già si preannuncia distruttiva solo guardando il fomento di tutti i presenti all'avvicinarsi dell'esibizione dei vikinghi. Gli Amon Amarth partono nel migliore dei modi, aprendo con l'intro di "Victorious March" (tnx to The_Elder per la consulenza musicale). Hegg comincia a urlare nel microfono con la sua granitica voce, mentre delle fiammate da napalm volano da davanti al palco; l'impatto visivo/audio/psichico è terrificante, il pubblico si lancia in un fomentoso headbanging collettivo. Impossibile esimersi. Raccolgliamo le ultime forze, il mio collo minaccia di staccarsi, è un'esplosione di luci e ruggiti di chitarre, mentre la batteria di sotto macina come un caterpillar. Fuoco e sangue dilagano per il pubblico, che da "normali bravi bastardi ragazzi di provincia" si trasformano in guerrieri assetati di strage, mentre corriamo alla carica di chissà quale immaginario nemico... che fosse anche stato un esercito alieno sarebbe stato travolto a pugni e calci da quella massa contorcente e ululante. Penalizzata solo da un basso troppo invasivo, a sfavore delle chitarre, che però non ha influito sulla potenza dello show, il concerto fila tranquillo (se, un par di palle, prova te a rimanere in piedi a scalmanarti per dalle 2 alle 3 di notte dopo un intera giornata e soprattutto dopo lo show dei Destruction... solo l'odio oramai ci teneva in piedi). A seguire dell'opener, For the Stabwounds in our backs. "You think you are safe / well, live your life / there's no way to escape / the day when all the living things die / the day - we'll rise again" declama Hegg, con un megacorno da 2 litri che gli pende dalla cintura e gli strumentisti che assecondano la folla seguendoli con un sincrono e fuorioso headbanging... è troppo. E ancora, Death In Fire, Where silent gods stand guard, Bastards of a Lying Breed, Masters of War, The Avenger, Bleed for Ancient Gods (Tnx ancora a The_Elder). Mi spiace solo per "Once sent from the golden hall" che è mancata nella scaletta, ma non si può avere tutto dalla vita. Complimenti!


Anthrax: Devo dire che mi aspettavo di più da questa band, sulla quale, la mia cultura musicale vacilla di parecchio e che pensavo di corroborare con questo live. Invece mi trovo parecchio deluso da una band quasi new metal che alterna riff proveniente da vecchi album (subito riconoscibili dalla bontà dello stile) a pezzi indecenti delle produzioni più recenti. Spero che i fan non me ne vogliano, ma quello a cui ho assistito è stata una performance abbastanza noiosa, che non è riuscita a toccarmi in nessun modo, scivolandomi sopra alla grande... mah. Notare che il volume, a 200 mt di distanza faceva rombare i timpani di molto al disopra dello standard della sopportazione.. sotto il palco deve essere stato letale! Comunque, riservo poche parole ad uno show che, nonostante la mia sopraccitata ignoranza sugli Anthrax, non mi ha particolarmente impressionato.


Arch Enemy: Belli, belli, belli, una delle band migliori di tutta la manifestazione. Classe a palate e potenza distruttiva a go-go, nonostante alcuni fan di vecchia data di mia conoscenza si contorcessero negli spasmi del vomito ululando fra un conato e l'altro "channo i riff power, channo i riff power..."; sarà, ma a me il power piace e quindi alzo il mio bel pollicino in su. Mi ha colpito in particolare la velocità e crudeltà dei riff, con la cantante che ha offerto una onesta performance a dispetto dei detrattori. Tenuta di palco eccezionale e grande esibizione, per una band che non ha bisogno di descrizioni per essere tranquillamente annoverata tra i vincitori (nel senso che vincono bene ;)) di questa edizione del WOA. Sì, anche se le contaminazioni powerecce ci sono.. e allora?



Bal Sagoth: Ahh, la mia band preferita di sempre, il reale motivo per il quale ho partecipato al WOA di quest'anno. E che, purtroppo non sono riusciti a dare una performance degna di palma d'oro. Sicuramente, per quei pochi fan che sono andati a vedere l'esibizione di 30 minuti scarsi degli inglesi, il fomento avrà raggiunto vette inaudite, visto lo stampo della band, ma ciò non toglie la raffazzonatura di uno show con suoni regolati male e scaletta opinabile. Tra l'altro, colpo di scena, la defezione di Mackintosh, l'attuale batterista dei Dragonforce, ci lascia sbigottiti: ma come? Dopo 10 anni nell'underground, finalmente che sono sotto contratto con la Nuclear Blast, finalmente che riescono a partecipare anche ad eventi mainstream come questo, molla la band all'indomani dell'uscita del sesto album? Mah. Il nuovo batterista ("younger, faster, more powerful" a sentire Byron, il cantante) ce la mette tutta per rimpiazzare il fenomeno uscente. Operazione riuscita? Si e no. Qualche imprecisione a tratti sulle parti più tirate invalidano la piena approvazione del sottoscritto. Peccato, un'occasione unica sprecata.. speriamo di rivederli in futuro.



Böhse Onkelz: Argh, che palle! Dovete sapere che, come a tutte le grandi manifestazioni, il merchandise abbonda in quantità sproporzionate. Bene, ora, come rimarreste se vi dicessi che metà della merce acquistabile al Wacken riguardava la suddetta manifestazione, e il resto riguardava una band quasi hardcore di nazisti che ha occupato 3 ore di showset unicamenete perchè al ridosso del loro scioglimento e perchè di casa? Dio, come mi sono stati sul cazzo! Ho passato tutto il pomeriggio prima del concerto a svegliarmi durante la siesta preparatoria perchè un cacchio di crucco aveva messo l'autoradio (a palla) a ridosso della nostra tenda a palla, coi BO, un accidenti di gruppo punk/hardcore; come se non bastasse, dalle 21:15 fin dopo la mezzanotte, sti cavolo di bestie continuavano a suonare, mai visto uno show così lungo, nessuno degli altri headliners ha suonato così tanto. Vi chiedete perchè nazisti? Un mio amico si è fatto tradurre grossomodo i testi, che recitano roba tipo "noi non cadremo mai perchè siamo tedeschi, noi siamo i più forti perchè siamo tedeschi" e via dicendo. Sono proprio contento che si siano sciolti, almeno la finiranno di infestare i festival con la loro presenza...

Cannibal Corpse: Ora. Vi pare giusto che una band di calibro come i Cannibal Corpse, in grado di richiamare tutti i brutallari di mezzo mondo, in grado di sconquassare tutto e tutti e di far ridere nonostante la crudezza della musica per i testi al limite dei peggiori film splatter di serie z degni del nostro Horrorscope, vi pare giusto dico, che per delle assurde quanto mai bigotte questioni di censura debba rinunciare a metà del suo showcase per "ripiegare" sugli ultimi lavori, che non si discostano assolutamente tra l'altro dalle prime produzioni? Avete capito alla perfezione: I primi tre dischi dei Cannibal Corpse sono off limits in Germania, censurati e proibiti dalla legge; nonostante il pubblico chiedesse distintamente ( e per mettere d'accordo 10000 persone incazzate ce ne vuole, eh?) "Hammer Smashed Face" a gran voce, Corpsegrinder è stato costretto più volte a negarla, adducendo un probabile arresto della band se avessero eseguito tale canzone. Ridicolo. Assolutamente. Indecente. Tuttavia, la cosa non ha impedito al cantante l'opportunità di prodursi in un simpatico comizio contro la censura, terminato con "They deserve to die" e seguente canzone, nonchè a qualche testa di cazzo di qualche gruppo di stronzi di nome Nevermore di prodursi in discorsi di cattivo gusto nonchè totalmente fuori luogo (vedere report band). A parte questo, che vi devo dire? Nonostante suoni impastati come una pizza mista a miele e cemento armato, hanno devastato tutto il possibile, esibizione divertente e fomentante. Peccato ancora per la menomazione...



Children of Bodom: Sì, è vero, ho detto all'inizio che non avrei messo il report dei CoB, ed infatti non lo è; è più un paio di appunti che mi sono preso: 1) lo showset era lo stesso di Roma, Summer Day in Hell 04 (check the report); 2) Erano tutti in piena forma, a parte l'evidente incapcità di Alexi Laiho di suonare e cantare contemporaneamente. O uno o l'altro. Ma contemporaneamente no. Per il resto, ero a un kilometro dal palco in tenda e se sentiva come se avessero messo un cuscino sulle casse del mio stereo in salone mandato a volume medio-alto.... w i fonici sordi.



Death Angel: Ottima performance per la band della bay area, in tour dopo l'uscita del loro ultimo "The Art of Dying". Partono a tutta forza con l'intro di "The Ultra Violence", per poi proseguire con una scaletta che pesca sia dal passato che dal recente, con la micidiale "Trown to the wolves" come uno dei pezzi conclusivi. In sintesi, hanno spaccato tutto con una potenza ed un aggressività tale come solo una band storica come loro potrebbe fare. Ottima forma fisica, ottima tenuta di palco, ottima scaletta, ottimo concerto, cosa chiedere di più? Semplice, apparizioni continuate nell'area accessibile a noi giornalisti e massima disponibilità coi fans, cosa che han concesso in quantità industriale... dei veri metallari.



Destruction: Prima della calata degli dei, devono sempre arrivare dei messaggeri. Prima dei signori della guerra, devono arrivare i devastatori. Prima degli Amon Amrth, i Destruction. Gesù, di rado ho visto performance così altamente distruttive come quella di stasera. La scenografia è composta da una serie di copertine del loro labum, più alcuni lanciafiamme disposti strategicamente ad eccitare la folla (a parte un lieve zompo all'indietro del cantante quando gli hanno acceso la fiammata quando si stava cantando ad un microfono troppo pericolosamente vicino...). Volumi perfetti, performance da fomento a bestia, che ha raggiunto il suo culmine quando ad un certo punto il cantante (che ho scoperto essere alto due metri e largo un terzo in più di me) ha ringraziato tutti i presenti, chiedendo quanti di noi suonassero. All'ovvio sbandieramento di migliaia di mani ha risposto "Good, because you are the future of music. And we dedicate the next song to you all, guys... BESTIAL! INVASION! FORM HEEEEELLL!!!" e scapoccio frenetico in onda con le smitragliate di doppio pedale.... aggiungete pure l'apparizione di tre guest del calibro di Abbath (Immortal), Sabina (Holy Moses) e il tizio degli Hypocrisy che non mi ricordo mai come si chiama a cantare tutti sull'ultima canzone. Se non sono i vincitori, sono quasi a parimerito.


Dio: Un concerto lungo un paio d'ore per il re del festival, accolto come una divinità scesa in terra (e te credo!) dai fans e supportato da uno show paragonabile al capolavoro pirotecnico degli In Flames dell'altr'anno. Voce grandiosa, tenuta di palco maestosa, la folla ballava come un orso ammaestrato ai suoi voleri nella fetta migliore dello show, dalle 8 alle 10. Tutti i capolavori ci sono passati sotto agli occhi in una performance storica (ma saranno tutte così le sue? Marò..) al limite di quei meravigliosi anni 80 che noi altri giovincelli 20enni possiamo solo immaginare... bello bello. Unico neo: una certa scarsa disponibilità a conforntarsi con noi addetti alla stampa.. è arrivato in un furgone blindato con le guardie del corpo che spintonavano noialtri poveracci col pass, manco fossimo fan sbavanti ed urlanti, invece di gente con cineprese e blocchi notes...



Dionysus: Un pò noiosa come performance, precisa come un orologio, ma per nulla esaltante, cosa che mi ha portato ad allontanarmi quasi repentinamente all'inizio.

Doro & Warlock (line up 1986): Che palle. Un mega super show articolato in due parti, la prima con un'orchestra di parecchi elementi a fare da supporto alla cantante, la seconda col gruppo "normale". Sicuramente voleva essere un esperimento audace, una sorta di "unplugged" un pò più hard sulla falsariga di "Symphony and Metal" dei Metallica. Risultato? Noioso. Le canzoni super anni 80 di Doro perdono completamente di potenza e mordente, con la conseguenza di spingemi ad andare a cenare, piuttosto che seguire la performance. Per lo meno la seconda parte del concerto si è ripresa con l'entrata in scena dei Warlock, che hanno ritirato su le sorti di un'esibizione destinata a durare nel sonno dei presenti. Non male, se non fosse stato per l'orchestra. Quanto a Doro in sè e per se, si tratta di un eccezionale cantante, con una tenuta di palco grandiosa, frutto dei suoi tanti anni di esperienza. Chi ha detto che gli anni 80 sono morti?

Grave Digger: Buona prova per gli Tombaroli, che hanno tenuto in pugno qualcosa come 15.000 persone nell'assolato fine pomeriggio del secondo giorno. "The Round Table Forever", "Excalibur", "Lionheart", "The Battle of Bannockburn", "Rebellion", "Scotland United", l'immancabile "Heavy Metal Breakdown" tra le altre hanno fatto cantare il pubblico per un ora e un quarto abbondanti, mantenendo alto l'orgoglio defender di tutti gli astanti. Headbanging a gogo e posizione defender a gambe larghe in avanti e mano alzata con corna erano d'obbligo. Forse un paio di sbafature durante un paio di canzoni (ma potrebbe essere stata solo una mia impressione da batterista cinico) e dei volumi non sempre decenti avrebbero innalzato lo show alla perfezione, ma direi che un bell' 8 e mezzo ce sta pienamente, no?



Helloween: Come per i CoB Lascio un paio di appunti. La performance e lo showset è stato lo stesso del Summer Day in Hell 04 (LO STESSOOO, SEMBRAVA AVESSERO UN COPIONE!!!) e la performance altrettanto terribile.... capolinea, Helloween.

Hypocrisy: Devo dire di non conoscere per nulla questa band ed è un peccato, perchè nel poco tempo che mi sono soffermato hanno dato una dimostrazione di classe veramente sopraffina, con dei suoni assurdi e una pulizia prodigiosa. Peccato per un vlume che a 500 mt ti rompeva i timpani e che ha decretato la mia fuga in preda all'emicrania.



Kotipelto: Show noioso, come per i Dionysus. Nulla di nota, nonostante la presenza del chitarrista dei Symphony X.

Mayhem: Arrivato in ritardo e persomi le prime due, scopro fortunatamente che "Whore" non è stata eseguita e tiro un sospiro di sollievo. Il palco è acchittato coi "soliti" lancia fiamme, croci rivoltate ovunque e il logo dei Mayhem IN FERRO che svetta alto sopra la testa di Hellammer, che sembra completamente occultato dalla sua batteria immensa.. perfortuna che c'erano i megaschermi (foto allegate). Da notare la presenza di teste di porco VERE impalate su picche che ogni tanto Maniac (con degli orribili capelli corti) si divertiva a leccare e a seviziare con degli aggeggi puntuti che non vedi nemmeno in Soul Blade (The_Elder disse che sembrava Daltanius...). "Dark night of the soul", "Rape humanity with pride", "Freezing Moon" sono le poche che riesco a riconoscere, am il pubblico sembra apprezzare ad ogni modo, segno che lo showset doveva essere alquanto ricco. Notevole lo stacchetto in cui Maniac lancia le teste di porco sul pubblico che immediatamente scatena rissa e pogo per accaparrarsele....Suoni sempre un pò carenti (a quel punto si era capito che era proprio il Black Metal Stage ad essere regolato male), ma performance degna di plauso, specialmente grazie al durmming di Hellhammer, sempre preciso e raffinato. Soprattutto ciò che faceva alzare un sopracciglio è stato il fatto dell'ora dell'esibizione: alle 5 del pomeriggio, in pieno sole... il che mi lascia un pò perplesso: una band black metal in pieno giorno? Mah.



Motörhead: Evvai! Il momento più ignorante dewl festival! Dopo l'intervista, il trio sale sul palco, con la platea che esplode in un boato senza limiti. Il bandierono della copertina di "Inferno" capeggia il palco e dà subito l'impressione di cosa sta per accadere. "We are motorhea" parte a razzo e il primo vero show ha iniziod. Ottima esecuzione e ass-kickin' a palla. Suoni forse un po impastati, ma l'atmosfera biker ha piu che compensato le carenze sonore. Inutile spendere troppo tempo a parlare di questo concerto. La scaletta ve la immaginerete:"Stay clean", "Shoot you in the back", "Metropolis", "Going to brazil", "Ramones", "God save the queen", "Life's a bitch", "Sacrifice", "Ace of spades" e l'intramontabile e mastodontica "Overkill". C'è stato anche un assolo di batteria dove Micky D si è divertito a lancia re una bacchetta in alto durante una rullata. Senza prenderla al volo. E un altra. E ancora, finchè il aria contemporaneamente non c'erano qualcosa come tipo 20 bacchette roteanti...



Nevermore: Fanculo. Non riporto lo show per protesta contro l'insulsissimo atteggiamento che hanno avuto durante la loro esibizione. Ad un certo punto quel cretino di Warrel Dane ha esclamato sogghignante qualcosa come tipo "Ed ora il prossimo pezzo.. il nostro pezzo più violento da 'Dead Heart in a Dead World'... un pezzo che comincia con la H.." Basito il pubblico si guarda in faccia, pensando "Ma non ci sono canzoni che cominciano con la H in quel disco...". E Warrel, sempre più sogghignante, "HAMMMERRR SMASHED FACEEEE! Ahahahah! E tanto comunque noi non saremmo mai arrestati, ahahah!" con atteggiamento canzonatorio. Spero che Corpsegrinder gli abbia scoreggiato in faccia nel backstage per un atto del genere. Ma prendesse per il culo sua madre.



Orphanage: Openers del secondo giorno, gli Orphanage sono una specie di lacuna Coil con gli scream de mezzo, un tantino più violenti. Ma nulla di che. Show per darkettoni annoiati che con occhi da tonni sul banco del supermercato e facce completamente inespessive assistevano dondolandosi sulle new rock, tutti ammantati di nero con 40 gradi all'ombra. Valla a capire certa gente. Comunque si è trattato di un esibizione onesta, per quanto possa essere rilevanta uno show da 30 minuti, certo...

Paragon: band power metal veramente noiosa, "deliziano" gli ascoltatori con casse spedite (manco tanto) e assoli veloci, con un acustica pessima. Che schifezze, ho resistito per un quarto d'ora e non c'era nemmeno altro da vedere in giro.

Thunderstone: Buona performance, unico gruppo power veramente degno di nota di tutta la manifestazione, hanno dato uno show onesto e ricco di tecnicismi e di coinvolgimento. Peccato che un malditetsa assillate mi ha permesso di sostare poco al loro show, per obbligarmia ritirarmi in tenda, ad 1 km dai palchi, dove comunque il fracasso arrivava.

Zodiac Mindwarp: Buono show di apertura festival (specialmente se comparato con quelle robacce dei Circle to circle dell'anno scorso), con un rock and roll dalle tinte heavy che ha messo subito di buonumore tutti i partecipanti. Scoattamenti con la chitarra e assoli da bluesman texani, hanno subito saturato l'aria di quel heavy rock che troppo spesso la gente ignora, saltando a piè pari un genere che risulta essere una perfetta commistione di ignoranza rock e potenza metal. Ottimi i suoni, per essere un super opener e ottima la resa.



Qua si conclude il nostro report. Devo dire che si è trattato di un esperienza abbastanza soddisfacente e arricchente (sapeste quanti ne ho conosciuti di big artist grazie al quel pezzetto di plastica con su scritto "PRESS"...), che spero di ripetere l'anno prossimo. Unica riflessioneche mi viene in mente è l'assenza di un impatto power decente, almeno comparato con l'anno precedente, con bands incapaci di coinvolgere il pubblico, mentre nel campo death un assoluto trionfo musicale. Notevole anche la crescente presenza di band mooolto underground con generi particolari che affiorano preponderantemente (vedi Elakelaiset oppure Onkel Tom). Lascio a voi le riflessioni, và oltre le mie forze mentali in questo momento. Per cui chiudo e vi saluto. Stay folk!

ai_ja_nai