
Live report a cura di kINeTiC-M e monnezZza
TODAY IS THE DAY - CHARGER - BOSTON HORROR CORE
Roma – 28/05/2003 – Circolo degli Artisti
Pazzeschi. Gli americani Today is the Day sono dei pazzi furiosi. Mai le mie orecchie erano state così maltrattate. Ma andiamo per ordine: primi in scaletta, tali Boston Horror Core, che come suggerisce il nome, fanno una specie di hardcore molto in linea con le ultime "new sensations" nu metal cafone in giro, ma più grezzi e punkeggianti. Non male anche se non si capiva moltissimo (diciamo pure "un cazzo" come al solito l'acustica al Circolo latita...). Molto meglio i Charger, band stoner che più stoner non si può e che deve molto ai Black Sabbath se sono riusciti ad aprire per i tre scalmanati della Relapse...pezzi ipnotici, lunghi e stordenti per una interessante band sconosciuta ai più (me compreso)...ma parliamo dei Today is the Day: una band UNICA, un cantante, Steve Austin, UNICO (uno schizofrenico ve lo assicuro), una fusione termonucleare globale cacofonica devastante! Il chaos generato dalla band noise fra le più estreme è impressionante e ha leso permanentemente i miei poveri timpani...difficile distinguere i pezzi l'uno dall'altro, difficile dare un giudizio positivo o negativo, i Today is The Day o si odiano o si amano, il noise è proprio questo ragazzi...per quanto mi riguarda, posso dire di aver assistito a uno dei concerti più ESTREMI che mi sia capitato e quei quattro gatti (in realtà na trentina de persone al massimo) presenti non potranno darmi torto...oggi è il giorno e oggi non sono più lo stesso uomo!
kINeTiC-M
Kapokinetico pronto? Today is the day! Noooo, nu mme va, so stanco, sto a uscì troppo. Ma io da solo non ci vado però...già m'immagino una
tristissima serata a rosicare, triste e solo a casa a guardare come un ebete Milan-Juve. Ma per la mia gioia interviene una variabile impazzita: Fyragon, con un suo inaspettato intervento, costringe il capo ad alzare le regali chiappe e muoversi alla volta del concerto. La sua voglia di fare viene subito zittita con un inaspettato 12 euro di biglietto (x il sottoscritto spesi bene). L'ingresso non è dei più confortanti, visto che il circolo stasera è una fornace. In mezzo a 60-70 persone provenienti da chissà quale centro sociale (siamo veramente tre pesci fuor d'acqua stasera!) i Closer Than Kin danno vita ad una mezz'ora di concerto sudato e viscerale. Il cantante è il catalizzatore dei presenti: alto, piazzato, petto nudo, fisionomia da Ciro Ferrara, atteggiamento alla Henry Rollins nel cantare e tanta, tanta rabbia a fuoriuscire dalle sua lancinanti vocals. La musica è davvero coinvolgente (una sorta di noise-hardcore con un impatto da death metal band), e la loro esibizione risulta alla fine sorprendente nonchè gradita. Anche il Fyragon mostra di apprezzare, ma ancora non sa cosa l'aspetta. Dopo una 'ristorante' Nastro Azzurro (anche noi abbiamo i nostri sponZi...di mmerda!!), un modo come un'altro per sudare meglio e di più, la serata riparte con i Charger. Il tempo si dilata all'inverosimile, tutto diventa pesantissimo, i movimenti sono pochi, impercettibili e faticosissimi a farsi e percepirsi. No, niente droghe. Sono i Charger. Doom-sludge-noise dalle tinte apocalittiche: tanto pesante quanto irritante, roba da far saltare le cervella a chiunque. Dopo un solo brano il povero Fyragon è boccheggiante in un angolo, con la bava alla bocca e maledizioni lanciate verso il dio che lo ha convinto ha far muovere il kapo per venire a questo sabba, il quale invece (insieme al sottoscritto) mostra evidente piacere durante quest'esibizione. So che in questo periodo esce il loro nuovo album per la Peaceville (strano connubio), ma non credo che riuscirà a rendere giustizia a questi suoni. Un gruppo che sarà sicuramente in testa alla lista di chi apprezza band come gli Eye Hate God. Mastodontici, senza dubbio. Purtroppo dopo mezz'ora siamo costretti a salvare il Fyragon in preda ad una crisi e ad uscire fuori, dove comunque i restanti 15 minuti di live saranno ugualmente apprezzati e soprattutto uditi. Presentarsi dopo questi due gruppi a sentirsi i Today is the day (ma lo capiremo troppo tardi) è roba da suicidio. La band di Steve Austin si presenta sul palco e senza menarla troppo per le lunghe comincia a far capire che la fama di cui gode la band, è nulla dinanzi alla realtà. Ho solo un espressione per definire la loro esibizione: "La terapia del dolore". Ho abbandonato il mio corpo osservandone la sofferenza, le carni sezionate, la mente martoriata, i sensi annichiliti. L'esibizione è un percorso a tappe in cui si sfida chi è all'ascolto a sopportare e sconfiggere il dolore per uscirne marchiati, coscienti di essere vivi anche grazie alla sofferenza.Io ho resistito per un'ora. Poi mi sono dovuto defilare per una evidente defaiance fisica. Vorrei prima del colpo di scena sottolineare l'esibizione del batterista. Fisicamente immobile, senza una goccia di sudore addosso, e con le braccia (sembrava la dea Kalì ve lo giuro!) a martoriare le pelli, sottolinenando senza colpo ferire le dinamiche di questo rito purificatore. Nel mentre mi godo questo vero Armageddon, noto un ragazzo dall'aspetto evidentemente fuori di testa entrare nel locale. Poco importa, se nonchè dopo cinque minuti la musica si ferma e vedo Steve Austin letteralmente fuori dalla grazia di dio, inseguire un personaggio sino al bancone della birra e urlargli con la gentilezza tipica di un animale infuriato "you wanna fukkin my ass!!? you wanna fukkin my ass!!?". Il personaggio era il tipo che avevo notato prima. A quanto pare il tossicone, in evidente astinenza da "Cannibal Ferox", si è piazzato sotto il palco e non trovando di meglio da fare, ha deciso di piazzare un delicato mozzico sull'interno coscia del povero Steve, il quale dopo quest'episodio è risalito sul palco, ha suonato un'altro pezzo in mezzo al papabile disagio dei presenti, e poi mollato tutti per andare in ospedale a farsi controllare (ma ormai sarà già diventato uno zombie secondo me...). Tutto finisce così, freddamente. Il Fyragon che si morde le dita per essersi perso l'unico episodio degno della sua attenzione e con ancora addosso i segni dello shock per l'esibizione dei Charger. Io invece m'incrocio con un tipo dall'aria estasiata, con una sciarpa del Milan al collo (cazzo fa un caldo della madonna), e un ghigno si dipinge sul mio viso. Io e lui. Due persone felici. Uno per un concerto. Uno per una partita. A chi sarà andata meglio?.....di certo non a Fyragon...
monnezZza