Live report a cura di King of Outlaw
THERAPY?+HALO
Roma – 13/11/2003 – Black Out
Le regole del music business non le capirò mai, sono troppo complesse: catapultano su un piedistallo circensi e illusionisti da quattro soldi e gettano nell’oblio band meritevoli di tutt’altro trattamento…La storia del rock è piena di eterni incompresi e tra questi senza dubbio si devono annoverare i Therapy? una band dalle straordinarie capacità che da oltre dieci anni produce un ottimo rock dalle venature indie ed infarcito di punk, che quest’anno è tornato sul mercato con un ottimo disco (“High Anxiety”) e che il 13 novembre ha regalato ai fan della capitale un memorabile concerto, grazie anche alla Hellfire Promotions (sempre attenta a ricordarsi di gruppi che alle luci della ribalta preferiscono la genuinità della loro proposta, vedi Hanoi Rocks e Pretty Boy Floyd).
La data romana del gruppo irlandese viene aperta dagli Halo, una band che conoscevo come cover-band dei Depeche Mode, ma che non avevo mai visto alle prese con i propri brani e devo dire che l’impressione è stata più che positiva. Questi quattro ragazzi picchiano giù duro, proponendo un post rock, a tratti più psichedelico a tratti più “punkeggiante”, che diverte il pubblico presente; quello che più mi sorprende di questa giovane band romana è la naturalezza con cui si muove sul palco e soprattutto la ricercatezza di ogni singolo brano: L’unico appunto che posso fare è che forse la proposta degli Halo dal vivo, alla lunga, può risultare un po’ indigesta e se posso permettermi di dare un consiglio alla band è di scegliere, in previsone di concerti come headliner, di puntare più sui brani potenti e diretti.
Finalmente arriva il momento dei Therapy? e come salgono sul palco si ha la sensazione che la band irlandese sia particolarmente contenta di esibirsi nella nostra città e così salutati i fan in un perfetto italiano è “Hey Satan You Rock” ad aprire il concerto, seguita da “Stand In Line”, che come la precedente è estratta dall’ultima fatica della band. Il pubblico esplode letteralmente in “Die Laughing” e “ Turn” estratte dal grandissimo “Troublegum”, sicuramente il loro miglior album. Riscaldato il pubblico i Therapy? eseguono un altro paio di brano dal loro ultimo disco, “Rust” e “If It Kills Me” e l’audience sembra rispondere bene, contagiata anche dalla innata simpatia di Andy, che incita il pubblico a più non posso. Arriva il momento di “Moment Clarity”, splendida anch’essa con la sua atmosfera cupa, e poi di “Sister” potente e che esalta la sezione ritmica della band. Il pubblico esplode quando viene introdotta la viola elettrica, sa già cosa significa: “Stories” bellissima song estratta dall’ottimo “Infernal Love” così come la successiva “Diane”, eseguita solo con la viola elettrica che accompagna la voce di Andy, catapultando il pubblico in un’atmosfera quasi irreale. “Dancin With Manson”, vecchissima traccia contenuta in “Caucasian Psycosis” del ’92, ridesta il pubblico, “Nowhere” lo fa riesplodere…Ormai è diventata una festa: Andy diverte il pubblico parlando un perfetto italiano e scherzando anche quando dei problemi tecnici infastidiscono la sua performance, il pubblico, a sua volta, risponde all’invito di Andy saltando, pogando e cantando a squarciagola e d'altronde non potrebbe essere altrimenti con “Potato Junkies”, “Knives” e “Screamager”. I Therapy? abbandonano il palco per qualche minuto e invocati a gran voce dal pubblico tornano ed eseguiscono “My Voodoo Doll”, uno dei miei brani preferiti estratto dall’ultimo “High Anxiety”, e ancora “Isolation” cover dei Joy Division e chiudono la serata con la vecchissima “Teethgrinder”. Senza dubbio i Therapy? sono una grandissima band e dal vivo incrementano le loro potenzialità. Grandissimi.
Infine a Mattia e Livio della Hellfire Promotions va il mio ringraziamento e il mio rispetto per la loro capacità di anteporre la passione al business; numerosi promoter dovrebbero prendere esempio da questi due ragazzi che a modo loro contribuiscono a far crescere la scena musicale del nostro paese, a differenza di altri, aguzzini ed incapaci, che invece l’affossano…
King Of Outlaws