
Live report a cura di monnezZza
THE CROWN+MONOLITH DEATHCULT+ADMIRON
Roma – 20/11/2003 – Circolo degli Artisti
Andare ad un concerto metal a Roma è sempre un terno al lotto. Non sai mai se ci sarà fino a quando non entri nel locale; non sai mai se il gruppo che t'interessa ci sarà; non sai mai quale sarà la qualità audio. Questo concerto, in molti lo ricorderanno, doveva già tenersi ad inizio Aprile. Questo ovviamente aveva creato un pericoloso precedente. Fortunatamente i gruppi c'erano (fatta eccezione per gli attesi Darkest Hour, che per comprensibili motivi personali hanno dovuto sospendere la tournèe europea). A mancare era ben altro. Immaginatevi una Ferrari sulla linea di partenza, pronta a lasciare fumanti strisciate di copertone sul viso degli avversari...nient'affatto! manca la benzina! Cazzo la benzina! Andate al distributore vicino! Tu! Prendi le taniche da 50 litri! Tu il carrello!! Dai presto, che scatta il verde, CAA!!-ZZZOO!!! Insomma nel locale non vendevano la birra!! A un concerto metal!! Non dico altro...Fatto sta, che i metallazzi presenti, sono stati costretti a fare la spola con un pub vicino, che è stato letteralmente saccheggiato (ho visto personalmente il capo chiedere consecutivamente tre marche di birra in bottiglia, e due di birra alla spina, e vedersele negate tutte e cinque per esaurimento!!) (N.d.kINeTiC confermo ehehe). Cosa non si fa per amore...A titolo di cronaca dovrei dirvi che i Darkest Hour sono stati sostituiti dagli Admiron, ma quando sono arrivato avevano già suonato (sorry guyz!). Comincio a giggioneggiare tra bancarelle di dischi e magliette mentre i Monolith Death Cult cominciavano la loro esibizione. Non m'interessava vederli, visto il loro scialbo "The Apotheosis". Senza accorgersene tutti i presenti, sottoscritto compreso, sono stati calamitati da una malefica forza (e non era il panino dello zozzone di Porta Maggiore) sotto il palco, ad ammirare questi questi tre fottutissimi deathsters sciovinare un pezzo dietro l'altro con una forza, una passione, e una compattezza sorprendente. La buona prestazione tecnica non ha fatto che aumentare l'annichilente muro del suono creato da questi tre terroristi sonori. Le parti vocali divise tra il bassista (incredibilmente rassomigliante a Steve Di Giorgio) per quanto riguarda un sulfureo growl, e Cicciobello alla chitarra, che si occupava delle parti più screaming, sono state di sicuro un arma vincente dal vivo. Pezzi medio-lunghi, con un buon alternarsi di parti veloci e lente, dove spesso e volentieri hanno fatto capolino degli splendidi assoli in stile Azagthoth, hanno coinvolto e conquistato piano piano tutti i presenti. Raramente si vedono gruppi di supporto death che conquistano tutta l'audience presente. Applausi sinceri alla fine d'ogni brano, e una giusta ovazione finale a 45 minuti di splendido death metal suonato col cuore. Inutili su cd ma grandi dal vivo: RESPECT!!! Durante l'intervallo prima dei The Crown io ed il capo facciamo una chiaccherata col filippino alla porta che ci rivela che nelle serate GAY del venerdì al Circolo ci sono circa mille presenti che spendono e spandono in cocktail. Un ghigno si forma sul viso del sottoscritto e immediatamente progettiamo col capo una manifestazione sulla falsa riga del GODS OF METAL: GAY-Z OF METAL!!! Ma a ben rifletterci sono la stessa cosa 8P.

L'intro di "No Tomorrow" richiama a raccolta, e appena attaccano le chitarre, uno dei timori iniziali si concretizza tristemente nella sua più totale veridicità. Il suono è una merda. Per i primi due pezzi la gente è stata costretta ad avvinarsi al palco a sentire il concerto dalle spie del palco (normalmente ad uso e consumo dei musicisti), perchè l'amplificazione generale amplificava STOKAZZO!!! (N.d.kINeTiC riconfermo!) Le chitarre erano dappertutto ma di certo non al circolo. Sono stato costretto per tutto il concerto a vagare per il locale alla ricerca di un posto dove fosse possibile far arrivare nelle mie orecchie, oltre alla merda, anche un pò di musica. A risentire meno di tutto questo sono stati i brani più lenti (se si possono definire tali i brani dei The Crown) e "rokkeggianti", in particolare quelli tratti da "Deathrace King", una sorta di B-52 da cui i 5 svedesi prelevano e sganciano brani a tutto spiano sui presenti. "Deathexplosion", "Executioner", "Back From the grave", fanno la gioia dei presenti con il loro fottuta attitudine rock'n'roll. "Blitzkrieg Wichcraft" miete vittime come la falce della morte. L'attesissima "Total Satan" è suonata alla velocità della luce, facendo ugualmente il suo dovere di attesissimo must. La gente urla continuamente le sue richieste al gruppo (la migliore: "O'surdato 'nnamurato") che risponde saccheggiando il nuovo "Possessed 13": "Deliverance" "Kill'em All", "Dream bloody hell", "Zombified","Bow to None" (quest'ultima davvero sorprendente dal vivo), rendono molto meglio che su disco. Stranamente vengono proposti pochi brani da "Crowned in Terror". E per fortuna aggiungo io, vista la resa acustica: la title-track si riconosce a stento. Solo "World Below", fa la sua degna figura. Certo "The Speed of darkness" potevano concedercela. La conclusione del concerto è una vera pugnalata alle palle. La grandissima "1999:Revolution 666" è a dir poco irriconoscibile. Alla fine però tutti siamo soddisfatti perchè i Crown hanno offerto uno spettacolo degno di questo nome, con la band armata d'ascia a grondare sudore e riff sulle prime file. Un discorso a parte merita il cantante Johan Lindstrand. Capello nero a caschetto, basettone scimmiesco, armato di microfono e posseduto dal guardiano degli inferi: una voce che definire cartavetrata è un eufemismo. Per un'ora e mezzo il singer ha retto dei toni infernali senza mai dare segni di cedimento. Non solo ha venduto l'anima a Lucifero, ma pure le corde vocali e i polmoni (N.d.kINeTiC mostruoso...). Non si spiega altrimenti come abbia potuto offrire una prestazione che lo ha consacrato ufficialmente, dinanzi a circa centocinquanta presenti, come uno dei migliori extreme singers non solo in circolazione oggi, ma di sempre ( chi c'era sa che non esagero). Io l'ho sempre preferito a Tompa Lindberg, e oggi ne ho avuto la conferma. Grazie ai Crown e grazie agli organizzatori che ci hanno permesso di vedere quello che forse sarà l'ultimo tour della band svedese..
monnezZza