KICK AGENCY in collaborazione con Tour De Force (www.tourdeforce.it) presenta:

SABATO 10 LUGLIO @ CENTRALE DEL TENNIS (ROMA)

 

Sotto una bellissima giornata di (quasi) metà luglio si è tenuta l'edizione 2004 del Summer Day in Hell, l'oramai celebre italianissimo festival metal itinerante. Il clima è ventilato, il rischio insolazione è alto e al momento del mio arrivo (circa le 3 e mezza), noto una cospicua folla già stipata davanti all'ingresso, stranamente ancora chiuso.

Verso le 5 e un quarto finalmente la sorveglianza si decide a schiudere l'uscio (anche perchè il concerto sarebbe dovuto cominciare alle 5, quindi...) e la folla comincia a sciamare dentro, rombante, bestemmiante e grufolente (chi c'era sà a cosa mi riferisco), per scoprire poi dopo pochi metri che un secondo cancello ostruisce l'entrata dentro lo 
stadio vero e proprio... Durante l'attesa al secondo portone, ci sorbiamo anche un divertente siparietto dove i Death Angel, lilleri lilleri, se ne stavano passeggiando allegramente attorno alla cerchia esterna delle gradinate, con richiami gioiosi e fischi degli astanti.

Dopo un altra mezzoretta di bestemmie e scazzi con la sicurezza, finalmente si entra e comincia la corsa all'interno del campo per l'accaparramento della prima fila, corsa a mio parere abbastanza inutile, visto che c'è un sole che spacca le pietre e che una delle gradinate già appare succulentamente bella in ombra. Inutile anche dirvi dove è ricaduta la mia scelta.

Vision Divine: Stranamente, mentre entro, i Vision Divine stanno ancora facendo il soundcheck. La formazione questa volta è arricchita con il nuovo cantante, Michele Luppi, andato a rimpiazzare l'insufficiente Fabio Lione. Formazione che in sede di recensione si è beccata una feroce stroncatura da parte del sottoscritto. Figuratevi quindi la mia contentezza quando constatai tempo fa che i Gammaray erano stati rimpiazzati da questi poweroni. Insomma, tra Olaf Thorsen e Kai Hansen, voi che scegliereste? Quasi consequenzialmente alla prova microfoni, e con la gente che ancora sta fluendo nello stadio, parte il concerto (e qui mi soffermerei ad analizzare la brutale realtà dei gruppi spalla, sacrificati sugli altari degli headliners a suonare una mezz'ora scarsa ingiustamente con mezzo pubblico); nel momento in cui i VD hanno attaccato con la prima canzone, "Secret of Life", sono stato tentato di andare a casa di corsa a distruggere la malefica recensione di "Stream of Conciousness". La prova su palco è maestosa: bravissimi, perfetti, veloci, nessuna sbafatura. La voce del singer ragiunge vette inaudite, sfoggiando tutta la sua dorata estensione, e mandando definitivamente in pensione nei cuori dei fan la figura del rhapsodiano uscente. Tutti i presenti (un paio di centinaia di persone, più tutti quelli stravaccati sugli spalti) cantano i ritornelli e agitano le braccia, profulgendosi in calorosi applausi, tanto da indurre il cantante alla fine del secondo pezzo ad un "Grazie a tutti! Siete un pubblico della Madonna!". Da notare che i Death Angel stavano poco in disparte, praticamente in mezzo al pubblico, ad osservare divertiti la performance dei nostri, mentre concedevano autografi e foto a chiunque ne facesse richiesta. Finita la mezzoretta concessagli, i VD devono ritirarsi per cedere il passo agli entranti Tiamat, non senza però ringraziare sentitamente i presenti per il caloroso benvenuto al festival e per l'alto gradimento riscontrato durante la loro performance. Bravissimi, palma d'oro al cantante e pubbliche scuse per l'abbaglio preso sul disco. Ed ora, passo la palla al prossimo recensore! (ai_ja_nai)

Tiamat: Neanche faccio in tempo a riprendermi dall'esibizione dei Vision Divine (che al contrario di oalbert, al sottoscritto fanno un effetto lassativo), salgono sul palco i Tiamat, una delle band seminali del Death Metal made in Sweden...ops, magari qualche decennio fa...si perchè, oggi sappiamo tutti che magra controfigura siano i Tiamat di quello che furono...show pietoso all'insegna di quel gothic-rock da strapazzo che i nostri ex-incursori scandinavi hanno metabolizzato malissimo (lo dico?? PEGGIO DEGLI HIM!!!!). L'unico pezzo che sono riuscito a gradire, e a fatica, è quella "Whatever That Hurts" di un "Wildhoney" che reputo l'ultimo album degno di un nome importante come è quello dei Tiamat. La sola attenuante la si può concedere unicamente perchè loro non c'entravano nulla...ne con la bill, ne con quanto di buono hanno saputo fare secoli addietro...un'ombra. (kINeTiC-M)

Death Angel: Quando salgono sul palco i Death Angel, dopo lo show a dir poco desolante dei Tiamat si scatena l'inferno. Mi sembra di aver già parlato del perchè i gruppi storici siano diventati tali in occasione del concerto degli Exodus, ora ho modo di tornare sull'argomento. Il quintetto di origine filippina ha assolutamente devastato tutto il devastabile nei quaranta minuti scarsi a loro disposizione, sfoggiando un repertorio di gran classe in cui i pezzi nuovi (vedi l'introduttiva "thrown to the wolves", assolutamente spaccaossa) si miscelano perfettamente con quelli vecchi. I cinque sul palco sono delle furie scatenate, non si stanno fermi un attimo e dimostrano quanto siano gasati per l'opportunità di suonare a Roma per la prima volta. E dopo una performance del genere i nostri sono stati tutto il resto del tempo in mezzo ai fans, dimostrando ancora una volta che essere bravi e giocare a fare le rock star non per forza siano due cose che debbano stare insieme. Per quanto mi riguarda dopo una simile esibizione magistrale, tutto il resto è noia. (Fyragon)

Fear Factory: Estasi. Li avevo già visti nel '94 mi pare, con i Manhole e le Drain al Frontiera, e sebbene, quella volta, suonassero da headliners, con conseguente tracklist di lusso, nei 45 minuti circa sul palco del Summer Day, i Fear Factory, orfani della "pecora nera" Cazares, distruggono il distruttibile. Partono in quarta da schiacciasassi senza freni con le prime due temutissime mazzate di "Archetype", ovvero "Slave Labor" e "Cyberwaste", durante la quale anche il Fyragon, da sempre avvezzo alle "mitraglie" americane, si lascia andare a un commento stranamente positivo. Io, sono in mezzo alla folla, tirando pugni insieme agli altri FFFans, saltando come un ossesso, sgomitando, creando il vuoto in torno a me, in preda a isteria pura mischiata alla celeberrima esaltazione adrenalinica "oalbertiana". Ancora una volta, ringiovanito, sono alla mercè dei nostri brutali assassini tecnologici. La mia batteria interna si scarica però appena terminate le suddette songs (l'autonomia di solito è di un paio di minuti, qui è durata già incredibilmente 10 hehe) ma ciononostante, per brevi lassi di tempo mi sono lasciato nuovamente travolgere dalle varie "Archetype", "Martyr" (tratta dal primo micidiale album!!!!!!!!! SUFFER BASTARD!!!!), "Replica" (immancabile) e "Self Bias Resistor", "Shock" e "Edgecrusher", incoraggiato anche da quel buon vecchio instancabile pogatore che è il SeregoN. Distrutto, come anche il tappeto verde del Centrale, stanco, ma assolutamente soddisfatto dalla maiuscola prova delle macchine da guerra di Los Angeles ritrovate...il concerto per me finisce qui... (kINeTiC-M)

Children of Bodom: Ancora scosso dalla performance annichilente dei Fear Factory (quel batterista mi ha lasciato a bocca aperta, credo proprio che dovrò farmi una cultura su quest'ultimi), la travolgente esecuzione dei Death Angel (ragazzi, ho visto un tipo con un maglietta bianca prendere una spallata durante il pogo e schizzare come un proiettile a velocità tipo 1 m/s in mezzo alla folla!) e la fortuita apparizione di Alexi Laiho sulla cerchia esterna (al quale ho anche stretto la mano), più imbarazzato che mai dai fans che l'ha circondato in men che non si dica, mi appresto finalmente a scendere dall'appollaiata postazione per conquistarmi con due spallate e qualche permesso la seconda fila per i CoB. "Secondo me, ci lasciamo le penne a sto show", commenta il mio bassista presente a fianco a me; "se, lascia sta," gli rispondo "con tutte le ragazzine bagnate che cominceranno a strillare dopo la comparsa de Laiho sul palco, vedi come se calmerà l'atmosfera.."; la mia previsione non poteva essere più azzeccata: all'entrata in scena dei Bambini del Bodom, un'orda spuntata non si sa da dove di ragazze in evidente stato di eccitazione mestruale comincia a trapanarmi le orecchie con strilla ed esclamazioni degne di un concerto dei Take That. "Alexiihhh!! Oddio, è proprio luiihh! Waahhh! Che bonoo... etc etc". Madonna. Ad un certo punto, in mezzo a 'sto marasma de ragazzine arrapate e ragazzini al loro primo concerto fomentatissimi, parte l'intro di "Hate me". E poi tutto diviene come un'enorme montata di luci da discoteca, cori sui riff e scapocci ripetuti. Il fomento raggiunge le stelle, prendo spallate e restituisco gomitate, le casse mi perforano i timpani, mi ritrovo in men che non si dica a consumarmi la voce su quasi tutti i pezzi. "Towards dead end" (Yahuuu!), "Bodom after midnight" (Wahuuu!!!), "Needled 24-7" (Aaaaahhhhuuuuggh!! Eseguita troppo alla perfezione!), "Angels don't kill", "Everytime I die" e "Silent night, Bodom Night" sono la maggior parte di pezzi che ricordo (non sono riuscito a riconoscerne un paio, uno probabilmente tratto da Hatebreeder e un altro dall'ultimo), per uno show comunque troppo corto e, stranamente, il primo con seriamente delle pecche. In primis, di carattere tecnico, per qualcosa come la metà dello show, vedo il tastierista fare la spola tra palco e mixer principale, sito a bordo backstage, per implorare un incremento apprezzabile da orecchio umano di volume. E ancor più grave, una scaletta non proprio all'altezza, dove si è dato più spazio alle novità, tratte molte volte dal recente e discutibile "Hate Crew Deathroll", in sfavore di "Something Wild", neppure lontanamente sfiorato. Appena un ora di concerto e il singer annuncia l'ultima canzone (in growl), accolta con un dispiaciutissimo "NOOOOO!" dal pubblico, e ribattuto indietro da un "Sorry, but the time is what it is" (con voce normale, come a togliersi la maschera da "cattivo" :D). Fracico e contuso, e un pò scontento di uno show che poteva essere molto di più, ma che in finale lascia un pò con un senso di incompletezza, mi vado a risiedere, ignaro del fatto che il peggio della serata è ancora a venire... non fu 11 su 10 come pensavo, ma un banale 7+. (ai_ja_nai)

Du palle (kINeTiC-M)

Essendomi già stata assegnata questa band prima ancora di entrare nell'area che avrebbe ospitato il concerto (O  meglio,che stava già ospitando i vision divine,ma non ce ne fregava molto),un po' malridotto per via dei Fear Factory di poco prima,faccio per avvicinarmi al palco. La prima avvisaglia viene data dal cambio di pubblico:la presenza di ormoni maschili cala drasticamente(rimangono infatti solo bimbetti,tutti quelli con un acceno di barba vanno a sedersi e riposarsi),mentre quella di ormoni femminili è quasi palpabile (Leggi:"era pieno di ragazzine che si bagnavano"). Mh. Pessima cosa. Si respira un'atmosfera da MTV,mancavano solo gli striscioni "Alexi 6 bono".Vabbe'. Aspetta e aspetta alla fine scende il buio e i COB iniziano a suonare.E' come temevo:scaletta composta al 90% dagli ultimi due dischi,"Follow the reaper" e "Hate crew deathroll"(A mio avviso due pessimi album) (N.d.kINeTiC non solo per te hehe), due o tre pezzi da "Hatebreed" e..."Something wild?". Abbiamo fatto un disco con quel nome? E quale sarebbe? " Dev'essere stato questo il pensiero della band...E come dargli torto? Quando si fanno copertine tutte uguali è difficile distinguere e l'esibizione riflette il piattume degli artwork in tutto e per tutto.Eppure i presenti erano in "delirio"...Se si può chiamare delirio un branco di 14enni che saltano sul posto, facendo finta di scapocciare con a tracolla le borsette onyx. Intanto sul palco i simpaticissimi COB suonano e suonano. Perfetti, per carità, ma annoiati come delle rockstar consumate. Guardo il secondo chitarrista e...Che fine ha fatto il simpatico cicciottone barbone?! Sarà stato cacciato perchè rovinava l'aspetto da boyband del gruppo? Ipotesi del tutto plausibile. Rispetto ai FF il volume era stato portato al doppio ma non sono arrivati neanche alla metà dell'impatto delle due band precedenti, a dimostrazione che non è esattamente quello a contare. Sono arrivato alla fine dell'esibizione completamente annoiato e anche un po' schifato ma devo ringraziare la mia accompagnatrice Marta per avermi aiutato a reggere una tale rottura di concerto; non fosse stato per lei non ci sarebbe traccia dei COB in questo report (N.d.kINeTiC mai sottovalutare oalbert hehehe), in quanto me ne sarei andato a mangiare con il resto del DK. (SeregoN)

Helloween: Tragedia e delusione. Sono le parole che mi vengono in mente richiamando alla memoria l'impressione del concerto degli Helloween. Partito con una bellissima sorpresa (l'immortale "Starlight"), la mia gioia comincia a scemare rapidamente dopo le prime note del cantante, evidentemente non in grado di cantare al meglio le canzoni 
del repertorio. La mia delusione appena accennata si tramuta in orrore quando la band annuncia "Eagle fly free" ("a song from Keeper 2... about a bird... that flies.."), dove il cantante, nonostante ce la metta tutta, non riesce assolutamente ad arrivare dove Kiske una volta volava alto in scioltezza. La vecchiaia arriva per tutti, chi meglio chi peggio. I Maiden sono risparmiati, gli Helloween no. Tutto questo, a dispetto di un'onesta scaletta dove una coinvolgente "Keeper of the seven keys", cantata in coro da tutti i presenti, una buona "Power", con tanto di intermezzo canoro per la folla e con classica sfida "lato destro vs lato sinistro", una decente "If I could fly" e una onesta "Open your life" tratta dall'ultimo "Rabbit don't come easy" fanno, o meglio tentano di fare la loro figura, di fronte ad un pubblico che ha visto esibizioni troppo al disopra dello standard durante la giornata per accettare una simile prova dai numi tutelari del power. "Era meglio se i Vision Divine li avessero messi dopo gli Helloween" mi scappa addirittura durante il concerto, per avere uno sconfortato assenso dai mesti spettatori del circondario. Aggiungiamo pure che la batteria, i volumi della quale erano tarati aldisopra di tutti gli strumenti, anche sopra la voce, ha preso un due-tre stecche da far alzare un sopracciglio a me e quanti stessero prestando attenzione; aggiungiamo anche che i microfoni dei chitarristi erano praticamente muti; aggiungiamo pure che certe luci rotanti erano fissate ad alzo "occhio di spettatore" e che quindi ho passato metà del concerto con la retina impressa dai riflettori; aggiungo io in finale che non mi hanno suonato "Heavy metal is the law", che è LA canzone metal da concerto per eccellenza e vi sarete fatti un'idea di come sono passate le ultime due ore del fest; sì esatto, due ore. Vision Divine, 30 min, Tiamat 30 min, Death Angel 45 min, Fear Factory 45 min, Children of Bodom 1 ora, questi 2 ore, che su carta poteva pure essere sensato, ma che trasposto nella truce realtà....Bisogna anche dire che dove le carenze tecniche hanno fatto danni, i tedesconi hanno cercato comunque di propinare uno show "divertente" e che coinvolgesse il pubblico in un viaggio che ha visto messe cronologicamente le canzoni dal primo all'ultimo album. Ma i concerti si fanno con la musica, non con le gag. Non posso dire di essere soddisfatto da una mediocre performance di un gruppo che, mediocre, non può permettersi di essere. Soprattutto dopo aver appena registrato un nuovo album. Che delusione. Il giudizio finale della giornata alla fin fine è più che positivo, anche se fa abbastanza riflettere di come si abbia avuto un peggioramento delle prestazioni proprio dagli headliners.. mah.
(ai_ja_nai)