+ UNDERTAKERS

+ SUDDEN DEATH


Roma - 21/11/2004

Alpheus

Bella regà. Il concerto comincia con questa frase. Sul palco non c'è ne il Piotta ne Lando Fiorini, noto cantore di stornelli romani, ma i Sudden Death. A parte questa nota di colore, la loro esibizione comincia in modo interessante, con riff rallentati e atmosfere sulfuree. Comincio a pensare che dal vivo sono meglio rispetto al cd e invece dopo un pò decidono di non farmi pentire. Cominciano a pigiare sull'acceleratore e noia e grigiore mi assalgono. Amorfi, senza nulla che li faccia distinguere dalla marea di band brutal-gore, confermano se non peggiorano le impressioni rispetto alla prova su disco. L'unico sorriso che riescono a estorcermi è quando Enrico Giannone dedicherà scherzosamente un brano degli Undertakers ('I'm a Matherfucker') ad Andrea sei S.D. Ecco veniamo alle note positive. Enrico Giannone. Se Tom G. Warrior dei Celtic Frost è diventato Tom 'WHOO!' G. Warrior, per aver inventato questo verso con cui inframmezza i suoi brani, lui è Enrico BIDIBIDI Giannone per il caratteristico stile con cui gorgheggia. Carisma, autoironia, energia, capacità di gestire qualsiasi situazione sul palco lo confermano ai miei occhi come il miglior front-man estremo italiano. Il Brutal-core con cui i becchini aggrediscono la gente, è solo il teatro che permette a Enrico di sollazzarsi con la gente. La voglia di divertirsi con lui viene spontaneamente a tutti. Se suonano dalle vostre parti, anche se il genere non vi piace, andateci lo stesso. Non sarà certo una serata buttata alle ortiche.

Infine ecco arrivare i Suffocation. Il death made in Florida a quanto pare ha ancora tanti estimatori perchè insolitamente stasera c'è gente (risparmiandomi così, la solita cariola di sterco da versare sulla scena romana). Sin dall'inizio una cosa è chiara. Le intricate strutture dei loro pezzi non saranno vittime di presunte acustiche di merda, di fonici incompetenti o altro ancora. L'iniziale "Infecting the Crypts" squarcia l'aria facendoci capire immediatamente che concerto sarà. Tutto dal''inizio alla fine suona chiaro e potente, come raramente ho sentito in un concerto death. Ahimè, come dimenticare la penosa esibizione degli Hate Eternal, acusticamente vomitevole e tristemente incancellabile nella cartella 'peggiori concerti della storia'. Oblivion, traendo ispirazione da Frank Mullen (il cantante), mi fa notare come comincia ad andare di moda la crapa pelata. Un'altro dal pubblico invece lo fa alla maniera romana gridandogli " a Bruce Willis!!!". Lui pur regalandoci una prova straconvincente come singer, decide come persona di ridicolizzarsi cominciando a fare incetta di luoghi comuni leccachiappacei. Amo l'Italia! Amo il vostro cibo, la pizza, i tortellini, il sole, le donne italiane scopano benissimo. Insomma: pizza, mafia e mandolino. Per fortuna a noi delle parole non interessa nulla, e continuiamo a rimanere inebetiti (l'espressione del presentatore di "Radio Casbah" in questo senso è davvero da ricordare) dall'inizio alla fine dinanzi a questo monolite di rabbia assassina centrifugata con una serie di leziosità tecniche e compositive assolutamente geniali e seminali per tutto il mondo del death. C'è da dire che dal vivo i brani dell'ultimo "Souls to Deny" escono assolutamente sconfitti di fianco al vecchio materiale, non fosse altro per la carica di rabbia che latita in quest'ultima loro prova. La cosa più spettacolare è stato il lavoro delle chitarre, ora impegnate in ritmiche assolutamente inimitabili nel saper infondere groove e rabbia nonostante le intricate combinazioni ritmiche create e le vorticose parti soliste che Hobbs e Marchais lanciano alternativamente sul pubblico. L'impressione con i Suffocation è di trovarsi veramente in un ciclone, con la differenza che non si ha voglia di scappare e nascondersi. Ci si chiede solo se sia una cosa reale o un sogno. Dal vivo per me molto meglio dei grandi, ma un pò freddi Morbid Angel. E' il caso di spendere in questo caso il termine più abusato nella musica: GENIALI. Aggiungerei IMPERDIBILI dal vivo. (monnezZza)