Live report a cura di ai_ja_nai

 

Subliminal Crusher+Eyeconoclast+Blind Horizon

Roma – 13/02/2004 – Alkatraz

 

Eccomi qua, reduce dalla serata all'insegna del massacro acustico, della calvizie e dell'omosessualità all'Alkatraz :D.

Dopo aver vagato, disperso, tra le ridenti pampe di Fiumicino, finalmente arrivo al locale.
L'atmosfera che si respira all'interno è quello di una simpatica serata tra amici: riconosco molti volti di conoscenti e anche gli altri mi sembrano più o meno familiari.
Il primo che incontro sulla mia via è il buon Giulio "Mindaleth", bassista dei Blind Horizion, che mi informa che potevo zompare il biglietto allegramente, visto che stavo in lista accrediti e risparmiarmi quindi i soldi (N.d.kINeTiC Oalbert ne ha combinata un'altra delle sue hehe)
Immaginerete la mia faccia ----> (-_-)'.
E vabbè, sti cazzi....
L'aria comincia a riscaldarsi e dopo aver fatto tutti i giri di convenuto, mi appresto a prendere posto tra le prime file, per assistere al concerto.


I primi a partire sono i Blind Horizon, band death metal cattiva e prepotente che si fa distinguere subito per un suono compatto, ma veloce. Le melodie scorrono fluide, come una colata di magma, con la voce del cantante a mietere strofe squarciatonsille (e notare che il cantante era febbricitante!). La possente macchina da guerra batteristica fa da sfondo ai granitici riff chitarristici, seguiti da melodicissimi assoli, mentre il basso frulla allegramente nei suoi intricati pattern. Purtroppo la mia ignoranza sulla band non mi ha permeso di distinguere appieno ogni suono (come succede ogni volta che vado ad un concerto in cui non conosco i pezzi proposti). Cmq, lo show fila liscio e riesco ad apprezzare comunque la giovane band al loro primo live. Grind, tuppa a non finire e rullate da brivido contraddistinguono le cadenze delle canzoni (e il batterista, in seguito mi ha rivelato che anche lui stava male! Complimenti alla serietà!). Una cover notevolissima dei Death e degli At The Gates ad arricchire lo showcase, intermezzata da un demenziale pezzo melodico dal testo irripetibile e dopo un 40 minuti abbondanti, tra proclami privi di senso, zucchine e risate la loro performance termina. "Siamo tutti calvi e froci, p*rco Dio!" è l'anatema che ci accompagnerà per il resto della serata. E per la gioia delle ragazzine e degli studenti di psichiatria, ecco a voi il prode Mindaleth, più pompinaro che mai al microfono! Subito dopo, lesti e calveggianti più che mai salgono sul palco gli Eyeconoclast. Sfoggiano stasera il loro nuovo elemento al basso, per inciso.


La performance è da scuotere le fondamenta del locale. Volumi a palla, riff spaccamontagne, arrampicate degne di Manolo sono solo alcuni dei confusi ricordi che ho del loro show di death metal al massacro. La band sfoggia classe e contemporaneamente sbrago totale con una performance caciarona all'inverosimile. Cantanti si alternano sul palco, molti "special guest", il chitarrista in kilt e il bassista in tanga. La demenzialità raggiunge livelli inimmaginabili. A scapito di un drumming non sempre perfetto a causa di inconvenienti tecnici (trigger fuori fase e volumi mal regolati), la band si rivela più entusiasmante del previsto: riesce a far scapocciare sorridere e saltellare come poche riescono e per una band underground appena nata questo è sicuramente molto! Il cantante si arrampica sulla gabbia, cantando in bilico sulle sbarre. E il bassista lo imita a ruota, appendendosi per un gomito con tutto lo strumento a seguito ad una sbarra e lasciandosi penzolare mentre suona, per poi gettarsi in un tentativo di pogo col pubblico. Alla fine il risulatato è un maelstrom di suoni di una violenza spaventosa, ma convincente. Ritengo che i veri vincitori della serata siano loro.


Finita la carneficina, con le casse ancora fumanti, la band smonta (col cantante più pesto che mai), per cedere il passo ai Subliminal Crusher, protagonisti del piccolo festival. Anche questa volta, mi mangio le mani per non aver approfondito prima il discorso di questa band, onde poter apprezzarne meglio una performance live. Tuttavia, nonostante ciò, penso di aver potuto comunque degustare ciò che avesse da offrirmi. Il loro, come ho stabilito personalmente essere col batterista (avvicinato a fine concerto), è un "thrash+", ovvero ritmiche tipiche del sopraccitato genere, ma con l'aggiunta della pesantezza del new metal, cosa che risuona molto nella struttura dei riff, con le chitarre all'assalto. Drumming mediamente tecnico e sorprendente, scapocci degli axeman e intro psichedelica (anzi, "subliminale" :)) condiscono un altra performance, dal sapore non sempre fresco, ma comunque appetibile.



Alla fine della serata, un tuuuuuuuuuuuu interminabile mi accompagna dall'uscita del locale, fino al mio letto.
Una serata veramente divertente, non c'è che dire, che sta a dimostrare come, in un paesaggio underground affollato e molto spesso non proprio di una qualità esaltante, si trovino ancora persone con la passione e la capacità dell'intrattenimento.
Dalla regia è tutto, qui Alberto, Alkatraz a Fiumicino, DK666.