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+ FLOWING TEARS
Alpheus |
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Un sogno che si avvera. Ho
atteso il momento di vedermi i Samael dal vivo da più o meno 10 anni e
finalmente sono riuscito ad avere una visione completa del gruppo elvetico
guidato da quei due GENI di Xytras e Vorphalack. Su disco, c'è veramente poco
da obiettare (a parte il solito Nemo che mi spara "E' na mmerda l'ultimo
dei Samael!"), ma dal vivo i pezzi acquistano un groove impressionante
supportati inoltre da un ottimo suono e da un paio di "schermoni" su
cui vengono proiettate immagini/video "psichedelici" a soddisfare anche
l'intero apparato oculare. Ma andiamo per ordine: manco arrivo e noto la ormai consueta
desolazione da concerto romano. Tante volte abbiamo istigato, maltrattato e
sbeffeggiato il pubblico capitolino, e anche stavolta non sarà risparmiato
(parlo degli assenti). Ho sentito dire: 1- "16 euro per i Samael so
troppi" quando la prossima settimana i Behemoth ne vogliono 18...i Behemoth
so polakki, devono andare a lavare i vetri! Altro che 18 euri!!!!! 2- "Non
me li so mai inculati" leggetevi l'editoriale di Fyragon e capirete molte
cose...oltre che a dimostrare una palese ignoranza in campo musicale...3-
"C'ho le prove!" come se qui a Roma ci fossero miliardi di gruppi nati
contemporaneamente il 10 novembre 2004...almeno fossero fichi! 4- "Nun c'ho
na lira!" bevete di meno la sera quando uscite e sparate meno cazzate
(leggete sempre l'editoriale di Fyragon hehe). Ad ogni modo forse 100 persone
sono accorse in supporto dei Samael, 100 reali fans (escludendone un paio dei
Flowing Tears, che credo fossero sedute al banco a spacciare magliette come se
fossero cd!), che come me, non potevano lasciarsi sfuggire questa occasione, che
suppongo resterà irripetibile.
Flowing Tears: di questa band non so davvero un "cinar" (se semo capiti), a parte il fatto che la cantante ha alzato il tasso ormonale di parecchi (me sa tanto non solo quello...mumble...) e che le solite due al bancone scapocciavano da sole come ossesse insieme a un SeregoN in grado di pogare pure le ballate (?!!). Vabbe a me non sono piaciuti molto...anzi diciamo pure per niente. Dopo un paio di pezzi di noiosissimo gothic metal, ho lasciato che l'alcool prendesse il sopravvento su di me. Insomma non mi sono sembrati molto diversi da Evanescence e compagnia brutta, se non magari per un suono di chitarra e per le ritmiche più "heavy". Nulla di esaltante. (kINeTiC-M) Diciamo che l'atmosfera non era delle migliori quando sono saliti sul palco i Flowing Tears: poche persone presenti e ancora di meno che conoscevano 'sti quattro. A dir la verità dopo l'ascolto di "Razorbliss" non mi aspettavo nulla di eccezionale e invece mi sono ritrovato davanti ad una piacevole apertura per i Samael.
Samael: Come anticipato nell'introduzione, il palco dei Samael viene allestito con mixer/schermi/batteria elettronica/amenità industriali che solo il buon Xytras ne conosce il mistico significato (il nostro phonato King of Outlaw è andato in visibilio durante la performance della "Dea Khalì" svizzera). Mi balena un pensiero, da una parte frustrante, dall'altra mi inorgoglisce: ho capito perchè ANCHE i Samael vengono snobbati! Essere a metà strada fra una macchina industriale e una pura band heavy metal (chiamatela come volete, per me sono ANCHE questo) è davvero un rischio che in pochi si prendono. Da una parte non piacciono perchè troppo "poser", dall'altra non sono abbastanza "poser" hehehe insomma non possono piacere ai "puristi" in generale, a chi si schiera apertamente da una parte, a chi vuole far parte del "branco" e a chi parla per luoghi comuni. Sempre da una parte, realizzo la totale imbecillità di questi individui e la tristezza di vedere tanti gruppi all'apice (?!) mentre i nostri sono e rimarranno un'entità circoscritta all'underground, dall'altra mi sento un fortunato nel non dover condividere con tanti imbecilli (quelli di prima) le mie emozioni e la magia siderale che il combo svizzero dispensa. Il concerto, come ipotizzavo, è uno spettacolo di note, melodia e immagini che vanno dal profano ed eretico ("Ceremony of Opposites") al surreale, al, perchè no, romantico e magnetico, fino a toccare l'esistenzialismo acustico/mentale (da "passage" a "Reign of Light"). Mi sembra superfluo parlare dei pezzi singolarmente, ma quelli dell'ultimo album risultano davvero convincenti con un Vorphalack soddisfatto e sorridente nel vedere la reazione del pubblico che è davvero entusiasta (cosa cazzo è "On Earth"...rabbrividisco a pensarci...). I pezzi che riscuotono maggior successo, sono tuttavia quelli di "Passage", fra cui l'opener "Rain" e la successiva "Shining Kingdom" (spettacolo questa, manda in delirio più o meno tutti!), mentre un po' messi da parte "Ceremony of Opposites" (solo "Black Trip" e l'indemoniata "Baphomet's Throne" ma comprensibile) ed "Eternal" (spicca la grandissima "The Cross", anche se avrei gradito l'inserimento di "Supra Karma"). L'unica "pecca", almeno per me, è stata la regolazione fra batteria elettronica, che andava benissimo col volume dei restanti strumenti, e percussioni che invece hanno sovrastato un po' tutto quando attaccavano. Vabbè, non si può avere tutto, ma mi accontento volentieri. Che dire sui musicisti? Impeccabili e basta, con un Vorph calamitante frontman (lo zozzone ha azzardato un paragone con Ribeiro dei Moonspell...per me non regge...meglio Vorph!) e Xytras autentico "mago pneumatico". E ancora una volta, mi dispiace per chi non ci è stato, probabilmente se lo merita pure...come diceva qualcuno: "a ognuno il suo". Grazie Samael. (kINeTiC-M)
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