Saeko: Zen Metal a tutta manetta! Risponde Saeko (maddai?!), voce e testi. Muy bien, dopo mesi di attesa, ecco a voi la fedele stesura dell'intervista avuta presso il tendone del Wacken 2004 (sì, lo so, me dovrei vergognà..) con la giapponesina in questione. Dopo aver gustato (bleah!) del sushi presso lo stand, sono riuscito ad abbordare la PR della Armageddon e farmi concedere un'intervista con la "next big thing" del power femminile. Due cose, non appena l'intervista è cominciata, ho notato: 1) E' un pò meno carina che nelle foto da booklet; 2) è un'ignorante completa sulla scena metal e sulla musica che suona... cosa che mi ha sconcertato un tantinello: ma come? Noi qua a farci il culo per cercare di rendere omogeneo un discorso musicale che senza noi giornalisti (N.d.Ditt0heaD perdonate il delirio di onnipotenza oalbertiano...io so giornalaro!), a dir lo vero, sarebbe più complicato di una moderna Babele e c'è ancora gente al giorno d'oggi che si permette di non sapere quali siano le coordinate della propria musica?! Io non lo so.. E non venitemi a dire che è riduttivo cercare di clasificare sempre tutto quello che si sente, perchè sono emerite stronzate: i (sotto)generi esistono eccome e chi afferma il contrario è solo un illuso o un poppante. E, vi dirò, a me sta Saeko mi pareva tanto rientrare nella seconda categoria...
A: Allora, molto piacere di conoscerti. Innanzitutto, cominciamo con una domanda di rito (e che sicuramente si saranno posti in tanti): come succede che una ragazza di Osaka si mette in testa di cantare metal?

S: Bè, ci crederai o no, non lo so! Insomma, è successo, punto. Principalmente mi devo rifare alla mia infanzia per quel che riguarda le mie influenze. Partendo dalla vecchia musica, da adolescente ho cominciato ad ascoltare l'hard rock e poi da lì il passo verso il metal è stato breve. Per quel che riguarda il passaggio da una parte del palco all'altra, bè, è accaduto quasi per gioco, come tutte le cose più grandi che si fanno nella vita.

A: Parlami più nel dettaglio di cosa ascoltavi da "piccola".

S: Cercavo di ascoltare tutto, il più possibile, sempre.

A: Non hai generi che ami e cho odi in particolare?

S: No, perchè odiare significa non capire. La comprensione è la strada verso l'orizzonte (ammazza, che massime che me spara questa! NdA)



A: Mhh. E come è iniziato tutto questo "gioco"?

S: A 14 anni (Saeko è del 74, NdA), cominciarono ad arrivare in Giappone le prime metal bands, da lì è partito tutto. Anche se ero troppo giovane, non potevo fare a meno di rimanere affascinata dai gruppi provenienti dalla Svezia e da maestri come gli Helloween ("I'm alive" fu un fulmine a ciel sereno per me). Inizia a cercare una band con la quale suonare, ma scoprii ben presto che la realtà è sempre più dura di quello che si crede; dopo aver provato per un pò di tempo, mi arresi e mi iscrissi all'università. Sentivo però che c'era qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò e quindi piantai baracca e burattini e ripresi la mia scalata. In fin dei conti, la montagna era sempre là, ero io che mi ero allontanata da essa. E la mia perseveranza posso dire oggi che fu premiata.

A: Non sai quanti vorrebbero essere al tuo posto! Parlami un pò di allora, com'era la scena in Giappone?

S: Bè, mi spiace, ma non esisteva una scena. In effetti molte cose sono cambiate da allora, anche se oggi come oggi non saprei dirti molto riguardo alla scena metal giapponese...

A: Ma come no?!

S: Bè, ho lasciato Osaka 3 anni fa. Ora vivo ad Amburgo. Una cosa però la posso dire con certezza: l'Europa ha giocato un ruolo determinate sia nella nascita di una scena metal in giappone, sia nel suo soffocamento.

A: Posso starci per la nascita.. ma riguardo al soffocamento?

S: Te lo spiego subito. Sai cosa si dice? "In Giappone non sanno suonare". Gli europei un pò di puzza sotto il naso ce l'hanno e non sono molto contenti di vedersi soffiare i riflettori da una fresca fresca che viene da fuori. E' normale che ci sia una sorta di.. guerra fredda. (N.d.Ditt0heaD ma quando inizia l'intervista?? :D)

A: Bè, ci sono gruppi metal giapponesi molto forti, come i Galneryus ad esempio, che fanno un genere molto simile al tuo...

S: Ah, sì li conosco: il batterista è un mio amico di vecchia data...



A: Bono a sapersi... comunque, a quel che ne sappiamo noialtri qua nel Vecchio Mondo, il Giappone è un paese incredibilmente ricettivo in termini musicali: tutti i gruppi includono delle date in quel paese, i cd con bonus tracks inedite per il giappone non si contano...

S: Guarda, non è che sia così tanto popolare il metal, eh? Non vorrei farti crollare un mito, ma...

A: Anche questa mi giunge inaspettata... quante cose sai imparando a fare il giornalista! 
Hai detto comunque che ora non vivi più in Giappone. Torneresti indietro nella tua terra natia in pianta stabie? Se sì, perchè? (N.d.Ditt0heaD ma che cazzo ce frega??? :D)


S: Suppongo che lo farei per cercare di dare una spinta alla scena musicale giapponese, che vive perennemente sulla scia di ciò che arriva da oltremare.. i giapponesi possono fare meglio di così e io l'ho dimostrato!

A: Ok. Un ultima domanda: cosa significa il titolo del tuo album? (N.d.Ditt0heaD yahoooo!!)

S: Eh, sapevo che me l'avresti chiesto (N.d.Ditt0heaD io mica tanto hehe). Dunque, il fatto è che è molto difficile da spiegare. In effetti riesco farlo meglio con la musica che con le parole. Il titolo deriva da un verso di una mia canzone che dice: "Aboheaven we alone axists, above heaven alone exists". Significa chi siamo soli, sia sopra che sotto il cielo. E da soli dobbiamo farcela per portare a compimento i nostri sogni.

A: Ti ringrazio molto per l'intervista, Saeko (N.d.Ditt0heaD quale?). Ti auguro buona fortuna per il tour con Doro e per il futuro. Fai un salto in Italia, mi raccomando!

S: Non mancherò, ciao!!

intervista a cura di Alberto "ai_ja_nai"