
Live report a cura di King of Outlaw
ROSAE CRUCIS + BATTLERAM
Roma – 02/11/2003 – Coetus
Chi di voi lettori è nato o vive a
Roma, sa benissimo che il Coetus ha rappresentato un punto di ritrovo importante
per la scena Heavy capitolina...per qualche periodo questa officina del metallo
è rimasta inattiva, ma ora ha riaperto i battenti e ad inagurare la nuova
stagione ci pensano i Rosecrucis, accompagnati dai Battle Ram, metal band picena
di tutto rispetto. Purtroppo dei Battle Ram non ho visto molto, dico purtroppo
perchè per quel poco che ho visto questi cinque ragazzi ci sanno davvero fare,
non curanti delle mode imperanti suonano un onesto e genuino Heavy Metal come lo
si suonava nei mitici anni '80, con forti influenze di gruppi come Omen o
Manilla Road: potenza attitudine e sentimento sono le caratteristiche
fondamentali della band picena...spero di poterli vedere di nuovo dal vivo. Ora
arriva il turno dei Rosaecrucis, storica band romana attiva ormai da moltissimi
anni, ma che solamente da poco è riuscita a pubblicare il suo disco di debutto,
"Worms Of The Earth". La band romana viene introdotta da un intro epico e oserei
direi fastoso, quasi un autocele brazione del proprio sound che si erge fiero
come un vessillo di un impero che la modernità vorrebbe sottomettere, ma che
invece si staglia ancora lì nonostante il logorio del tempo. Finito l'intro è
"The Justice Of Roma" ha sferrare il primo assalto e subito mi colpiscono le
capacità vocali del singer Giuseppe "Ciape", la cui estensione è interminabile,
ma anche il resto della band non è da meno: le due chitarre sprigionano potenza
e pathos allo stesso tempo, il basso è pulsante e potente come un tritasassi e
la batteria scandisce tempi di storie ormai divenute leggende. "Bran Mac Morn" è
fascinosa, potente e incessante e nonostante qualche problema tecnico con i
microfoni, la band non si scoraggia e prosegue inarrestabile la propria marcia
trionfale, grazie anche ad un forte amore per ciò che fa, distante anni luce
dalla sindrome da rock star che colpisce molte delle band nostrane. "Escape From
Eboracum" e "The Dagoon's Moor", anche esse estratte da "Worms Of The Earth"
sono altri due ottimi esempi di Heavy Metal puro ed incontaminato, quello
suonato dai primi Manowar per intenderci (cui i Rosaecrucis offrono il loro
tributo eseguendo una cover di "Pleasure Slave"). Prima di riprendere il
batterista Piero, semmai ce ne fosse bisogno, dà al pubblico un assaggio delle
proprio capacità eseguendo un solo potente e preciso. "Gates To Abominium" dà il
via alla seconda parte del concerto e la sostanza non cambia: ogni membro della
band impugna il proprio strumento come fosse una daga e mostra "Al mondo la
potenza e la giustizia di Roma". Non c'è molto altro da aggiungere, senonchè
alle band come i Rosecrucis va il mio rispetto per le energie e la volontà che
mettono in ciò che fanno, unendo a tutto ciò una capacità esecutiva e
compositiva fuori dal comune e soprattutto esaltano le proprie radici senza
dover ricorrere a miti appartenenti ad altre realtà.
Tracklist: The Justice Of Roma, Bran Mac Morn, Escape From Eboracum, The
Dagoon's Moore, Solo di batteria Gates To Abominium, The Black Stone, Pleasure
Slave, The Witch
King Of Outlaw