|
A: Ok, Alex, è un piacere conoscerti di persona (veramente, avevo chiesto di parlare con Turilli, che è il più simpatico, ma stava al telefono..azzo.. NdA); sai, non è da tutti conoscere di persona uno dei miti della propria giovinezza, ci sono praticamente cresciuto con la vostra musica. Bene, comincia a dirmi qualcosa a proposito del nuovo album.
S: Bè, si tratta di una nuova saga, come saprai. L'approccio al lavoro è praticamente lo stesso che abbiamo sempre adottato, ma con delle revisioni qua e là. Il vecchio
ciclo delle "Agalord Chronicles" si è concluso con "Power of the dragonflame" e ora si ricomincia daccapo!
Inoltre sono orgoglioso di sfoggiare un Fabio più agguerrito che mai, molto migliorato rispetto alle precedenti produzioni.

A: Che intendi?
S: Bè, se senti il disco, il suo cantato non è diverso dai vecchi dischi; ma ora porta tutto su un livello molto superiore di tecnica e di espressività. Fabio è un cantante eccezionale, non lo cambierei per nulla al mondo, può fare il
cantante tenorile, growl e pulito con la massima naturalezza (Ah, perfetto, il Pavarotti-Akerfeldt del power epic, har har har!!, NdA), è veramente versatile e molto professionale.
A: Mh. E se è così bravo, come mai i Vision Divine hanno rotto con lui? (e qui mi sono cagato sotto, pensavo che mi avrebbe menato e, visto il palestrato che è, un pò paura la fa!)
S: Dovresti chiederlo a loro...
A: Vàbenevàbene... sempre in tema di attriti interni, potresti illuminarmi sulla dipartita di Lotta, cosa che ci ha lasciato tutti un pò così, straniti...
S: Bè, il problema con lui non era certo tecnico, se è questo che intendi. Diciamo , che per differenze caratteriali è stato allontanato dalla band. Non era capace di reggere il ritmo della band, non poteva seguirci dove noi volevamo portare i Rhapsody e questo non era ammissibile, specialmente in questo periodo di cambi contrattuali e ascesa ad un livello superiore.
A: Ho capito. Bè mi spiace sia finita così...
S: No, non fraintendere, non abbiamo rotto! Usciamo, ci sentiamo, ma una cosa è l'amicizia, una il lavoro. Semplicemente sono due piani differenti, tutto qua.
A: Ok. Dimmi un pò, che ne pensate della vostra proposta musicale collocata nella scena attuale?
S: Non seguo la scena attuale.
A: Come?! Non ti importa di sapere come influenza la tua musica il mondo che hai attorno?
S: No. Il faccio la mia musica, loro la loro. Fine. Inoltre, negli ultimi anni, non ho assolutamente visto niente di notabile, nel panorama metal moderno (Ma questo ha vissuto sulla luna? NdA).

A: ...e che t'ascolti?
S: Bè, solo classici della musica anni'80: Manowar, Virgin Steele e Malmsteen (mah, a parte i VS, dissento un pò.. NdA). E poi conta che non è sempre possibile ascoltare musica.
A: Sarebbe?
S: Bè, allora innanzitutto pensa al fatto che sono musicista di professione. Quindi sto a contatto con strumenti e note tutti i giorni. Inoltre, questo
album ha richiesto due anni di preparazione e sei mesi di durissimo lavoro in studio, perchè venisse così come lo sentite.. inoltre ha coinvolto un orchestra di 200 elementi, e dovendo lavorare ad un ritmo così dimmi un pò se hai ancora voglia di sentire musica...
A: Capisco. Di fronte a tutte queste moltiplicazioni pantagrueliche della mole di lavoro, come vivete il vostro impegno?
S: Ecco, anche questa è una buona domanda. In seguito alla separazione da Lotta e all'integrazione della nuova line-up, abbiamo deciso di cambiare a livello personale il rapporto con la band. Abbiam deciso di essere più liberi e di vivere in modo più ampio il nostro progetto, senza dover programmare tutto. Saremo una band diversa, in futuro, vedrete.
Inoltre, per i nostri fans, la nostra tournèe sarà certamente più vasta e includerà moltissime nuove date, italiane e non.
A: Prevedete collaborazioni in futuro?
S: No, continueremo ancora per la nostra strada da soli.
A: Ecco, una domanda in erente alla questione di prima: qual'è il lato difficile di essere una band come i
Rhapsody?
S: Mmmbè, sicuramente le relazioni interpersonali. E' difficile reggere un carico di responsabilità simile, riuscire ad essere d'accordo con tutto cioè che componi con il resto della band, quindi ad avere omogeneità ed armonia interna ed riuscire a tirare fuori buona musica, nonostante i compromessi di mercato e di gusti personali ai quali devi scendere.
A: Che consiglio daresti alle nuove band emergenti?
S: Bè, gli direi di essere più genuini che potete. Di non deviare dalla propria strada e di seguire sempre quello che ti piace, non quello che gli altri
volgliano che tu faccia.
A: Domanda Tranello: squadra che vince non si cambia o meglio sperimentazioni a "salto nel vuoto"?
S: Squadra che vince non si cambia, ovvio (e qui me l'aspettavo ad esser sinceri.. che facce toste! NdA)
A: E i detrattori che vi criticano di monotonia?
S: Guarda, ne ho le tasche piene di questa gente. Non è possibile accontentare tutto e tutti. Quando arrivi ad un livello tale che la tua fascia di pubblico è così vasta, non puoi pretendere di piacere a tutti. Ci sarà sempre qualcuno che ti critica, qualunque cosa tu faccia; è così che và il mondo.
A: Bene, grazie del tuo tempo e alla prossima tournèe.
S: Ciao!
ai_ja_nai
|