|
|
|
||||||||||||||||
|
E' sempre così dura descrivere un
disco ambient e ancora di più giudicarlo in maniera "oggettiva". La musica, in
ogni sua forma, di per sè è "soggettiva". Se poi ci inoltriamo nella dark
ambient, in cui non ci sono strutture o armonizzazioni dei suoni, diventa in
pratica impossibile. Quello degli italiani Olhon, è il secondo album e si
intitola "Sinkhole". Massimo Magrini già in Bad Sector (potete scaricare dal suo
sito parecchi album sotto questo nome) e Zairo con Where, le due menti che
compongono Olhon, sono andati a recuperare i suoni emessi dalle profondità del
Pozzo del Merro nei pressi di Roma, le cui ultime rilevazioni lo danno profondo
400 metri. Quello che i nostri hanno incapsulato è un viaggio nero, buio, cieco
fra le cavità naturali della nostra Terra. "Sinkhole" disegna nella nostra mente
aperture celate o impenetrabili, irraggiungibili, tenta di "svelare" alcuni
misteri che tutt'oggi rimangono tali, ci porta lontano e in basso...molto in
basso...titoli come "On Sea Level (-70 M)", "Descent", "Unexplored" o "Speleosub
(-100 M)", sono di gran lunga più descrittivi di qualsiasi altra parola...dark
ambient minimale, "subacquea", disturbante certo, non da ascoltare in pieno
giorno o in gita con la scuola, bisogna liberare la mente da ogni pensiero, non
curarsi del fatto SE questa è "musica", non deve interessarci la "forma", bensì
la "sostanza", siate voi stessi i protagonisti dell'esplorazione di voi
stessi...ascoltando "Sinkhole", in questa maniera, non posso far altro che
tesserne le lodi e consigliarvi di acquistarlo. D'altro canto, se non siete
avvezzi a questo tipo di sonorità, andate incontro al rischio di odiarlo e di
sbadigliare per 41 minuti... |
|||||||||||||||||
|
|