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Live report a cura di King of Outlaw
NO SLAPPERS NIGHT: DECADENZA+LIMBO+VECCHIA RUGGINE+ANGUS
Roma – 12/12/2003 – Sonica
Spesso nella giungla che ci circonda i nostri occhi si posano sugli alberi più alti, su quelli che si fanno notare di più per la loro mole e quello che il sottobosco nasconde rimane a noi celato, ignari della magia che esso racchiude…Tuttavia non tutti sono degli sprovveduti, ci sono alcuni pochi lungimiranti che volgono i loro sguardi laddove molti non osano guardare…Questa metafora a mio giudizio spiega bene cosa sia No Slappers,ossia un movimento nato per dare voce a bands che producono musica originale, dando loro la possibilità di esibirsi, senza per questo svendersi alle regole del music business ( I Say Fuck To This Shit) e cosa più importante è nato e cresce per la musica, non è animato da scopi di lucro, non è gestito da squali che fanno ciò che fanno solamente per il proprio tornaconto…
Spese queste due parole, che mi sembravano essere doverose, la prima cosa che mi preme sottolineare è stata la risposta del pubblico a questo evento, che a letteralmente sommerso il “Sonica” : è pur vero che questo locale ha una capienza ridotta, ma la cosa straordinaria è che tale risultato è stato ottenuto pur non avendo i mezzi pubblicitari che hanno altri eventi ( e che spesso si rivelano dei veri e propri flop )…
Veniamo ora alle bands coinvolte in questo vero e proprio circo itinerante…
ANGUS : sono i primi a salire sul palco e le cui coordinate musicali gravitano attorno ad un sano Hard Rock italiano (non vi fate venire in mente Ligabue o i Litfiba per favore): le due chitarre macinano riff e assoli, alle note calde e precise di Angus (che dà il nome alla band) si alternano i soli “Sdra-Sdra” del grande Jonna, uno che non suona semplicemente rock, ma lo incarna vivendolo sulla sua pelle…Immenso!!! Ottima anche la prova del singer Killo, che mostra tutta la sua versatilità, offendo una prova vocale, che si distacca da quanto fa di solito con i Decadenza: mai avaro di urla lancinanti, note che sgorgano dallo stomaco come un fiume in piena e un ghigno stampato sul volto come se fosse posseduto. Da sottolineare il brano che chiude l’esibizione di questa band (“Sarajevo Libera” ): un hard rock granitico, che vede soprattutto negli Ac/Dc la maggiore fonte di inspirazione, e non potrebbero essere altrimenti, potente e ben suonato, capace di farmi venire la pelle d’oca dopo pochissime note…Spero di poter sentire presto un loro demo perché questa band ha delle ottime capacità, che se paragonate a quanto si ascolta di solito in Italia diventano eccellenti.
Dopo gli Angus, è il turno dei Vecchia Ruggine e dei Limbo ( troverete nella home la recensione del loro demo), bands con le quali mi scuso per non avere assistito alla loro esibizione, ma il sottoscritto era in balia del “Pampero”, e chi lo ha provato sa bene cosa significhi essere in una sorta di limbo alcolico…Sorry again guys
Rientrato in possesso delle mie facoltà mentali, o almeno di parte di esse mi avvicino al palco per assistere all’esibizione dei Decadenza, che suscita nel sottoscritto un notevole interesse, per l’innesto di un secondo chitarrista, che poi altro non è che il grande Jonna…
DECADENZA : la band si presenta sul palco del Sonica per ultima, carica più che mai e senza troppi fronzoli : la lezione che questi 5 rockers impartiscono dovrebbe essere studiata a memoria da chi voglia inziare a suonare, ma anche da chi pur suonando da anni non ha un barlume di personalità: quello che la band offre al pubblico è soltanto la sua musica, nient’ altro, niente pose da rock stars, niente proclami da Gay Rockers improvvisati dell’ultima ora, ma solo e tanta “Fame Di Rumore”.
“Ego” è una sorta di manifesto programmatico, un monito; “Polvere Di Lei” struggente, decadente, da brivido. Dopo appena tre brani mi rendo conto come l’apporto di una seconda chitarra abbia imbastardito il suono di questa band, e le vecchie influenze di Him e 69 Eyes siano solo un ricordo del passato, vedi “Giudy”, mentre “Punto Di Non Ritorno” e “No Hay Banda” sono invece orientate verso il c.d. “Scan-Rock” e le influenze maggiori siano rintracciabili in band come Turbonegro e primi Hellacopters, con un pizzico di Backyard Babies sparso qua e là: le due chitarre sono taglienti come lamette, la sezione ritmica è potente e compatta e infine l’interpretazione vocale del singer è assolutamente coinvolgente, trasportando l’ascoltatore in un vortice di perdizioni, “in un abisso pieno di incertezze e guai”. “Anime”, “Specchio” e la grandissima-tritasassi “Maelstrom” sono un tuffo nel passato, ma tremendamente attuali. “Hey Man” è l’incarnazione di cosa sia, secondo il sottoscritto, il r’n’r : il ghigno di sua maestà Lucifero che mostra i suoi istinti a un mondo costruito su false ipocrise…Prima di lasciare il palco, i Decadenza offrono una gustosa versione di una brano dei T Rex (di cui non ricordo il titolo…il rum ancora si fa sentire). “…Qui c’è tutto ciò che vuoi, i sorrisi dell’incoscienza, un pentacolo e tre 6”…
King Of Outlaw