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La paura
ed il leggero/ansioso sospiro del terrore, la caduta inesorabile di ogni idolo e
la natura umana, così fragile e spaesata nel buio della notte eterna che si
impossessa della terra, si auto-distrugge con le proprie mani in un paesaggio di
desolazione fatto di cadaveri a perdità d'occhio. Questo in sintesi ciò che
potrebbe trasparire dall'ascolto di questo primo capitolo dell'alchimista di
cupi, selvaggi e sintetici suoni, il mastermind Henrik Nordvargr Björkk gia
mente e fautore di incredibili e camaleontici progetti, alcuni di culto come MZ.
412 ed altri interessanti come Goatvargr, Folkstorm, Econocom, Incinerator
International più varie collaborazioni (... tra l'altro con bands Italiane quali
The Maldoror Kollective, Forgotten Tomb, etc...). Il disco non si discosta molto
dallo stile primario del nostro eroe Svedese, ma come al solito esiste una
pecurialità e componente intimistica che differenzia, seppur per poche varianti,
il sound estremizzato e sviluppato su lidi non approfonditi negli altri
progetti. "Awaken" è ambient apokalittico fatto di momenti ad ampio respiro o
meglio di soffocamento claustrofobico, leggermente industrializzato se non per
alcune inserzioni di classico ind. rumoristico sintetizzato, quindi i soliti
scricchiolii catacombali e lavorazioni di forge infernali molto losche e
striscinati. A ciò aggiungiamo estremi e desolanti ambientazioni paesaggistice
(darksoundscapes) che si dilungano di molto ma con la solita raffinatezza ed
equilibrio. Diversi samples si diramano come vasi sanguigni lungo passaggi
angusti, soavi canti sintetici come sirene ammaliatrici del peccato avvinghiano
l'ascoltatore circondandolo con un certo alone di mistero incoscio: uno stato
ansioso pervade ogni lunga e meno lunga traccia del cd. Qualche sparuto spunto
chitarristico (da me prediletto) condisce alcune tracce come nella bellissima ed
accattivante "Cellar Dweller", misantropiche lunghe suite marcatamente Dark
Ambient / Drone con momenti di ricerca (Research, poca devo dire) su "Sulphur
Mist" e "Seeds of Blood" che portano il timbro di cera lacca di Henrik che penso
nelle sue notti tormentate dall'estro sia direttamente ispirato del supremo,
sinceramente questi lidi mi esaltano e certamente saranno appetibili per i
maniaci del genere. Musica più ArteProfana per pochi fortunati intenditori,
peccato che non ci sia la presenza degli oscuri killer loops dei
Maschinenzimmer, sarebbe stato qualcosa di semplicemente devastante! Il digipack
(gatefold) è molto ben curato nella sua semplicità e limitato a sole 1000 copie,
non sarà mai più ristampato... |
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