TITOLO FILM

NIGHTMARE CITY

ANNO

1980

REGIA

Umberto Lenzi

CAST

Hugo Stiglitz, Laura Trotter, Maria Rosaria Omaggio, Francisco Rabal, Sonia Viviani, Eduardo Fajardo, Stefania D'Amario, Ugo Bologna, Sara Franchetti

GENERE

Zombie Horror Trash

Il grande Umberto Lenzi ha dimostrato tutte le sue potenzialità, ahimè, poco sfruttate in seguito, nel campo del cinema horror trash in questo "Nightmare City", definito da molti come un capolavoro del non senso. Molte volte abbiamo visto i morti viventi comportarsi in modo poco consono ai loro usi, li abbiamo visti correre, li abbiamo visti lanciare coltelli stile ninja, li abbiamo visti persino parlare, ma mai siamo arrivati all'estremo di mettere gli zombi a pilotare aerei. Esatto perchè tutto comincia così, con un aereo che arriva all'aereoporto, pieno zeppo di morti viventi, armati fino ai denti (perdonatemi la rima, please), con asce e coltellacci che sfido io a far passare a qualunque metal detector, e incazzati neri. Ora, anche nel campo della raffigurazione dei zombi ne abbiamo viste di cotte e di crude, voi ed io ma anche in questo caso il film differisce. Sembra che tutti gli zombi abbiano ricevuto una vagonata di budini al cacao sulla faccia, lasciati ad essiccare per un paio di giorni e l'effetto è a dir poco ridicolo. I protagonisti del film (un giornalista, mandato all'aereoporto per intervistare il tale Dr. Hagenbeck, e sua moglie, tale Laura Trotter, la cui migliore battuta è "It's terrible...It's horrible") scappano per tutto il film senza fare nient'altro, forse già immaginando che essendo un film di morti viventi non c'è speranza per nessuno. Bene mentre il giornalista cerca di dare l'allarme nazionale e viene snobbato in questa sua unica iniziativa, i morti viventi imboccano di violenza nello studio televisivo dove delle improbabili ballerine fanno un balletto fuori tempo e, soprattutto, fuori dalla grazia di Dio. Fortunatamente gli zombi ne fanno un uso migliorare (con il particolare del morso alla tetta, ovvia). Ma in tutto questo c'è un eroe nazionale. Eh già, il generale Marchinson, che se ne sta, tranquillo tranquillo, quatto quatto e farsi i propri affari alla base generale, predisponendo dei piani geniali per fermare la piaga dei morti viventi. In cosa consistono? Beh prima di tutto nel piazzare delle guardie scelte a casa sua, le quali vengono beffate dagli zombie nel più banale degli agguati e anche degli abitanti di casa (che vengono poi fucilati da altri zombi, in questo film ne fanno veramente di tutti i colori), quindi predispone di fare volare un paio di elicotteri per osservare gli sviluppi della situazione. Sviluppi? Quali sviluppi, che nel giro di poche ore gli zombi si sono raggruppati in squadre di vigilantes, pronti a spaccare il culo a ogni vivo che incontrano? Beh, questo non è il problema, passando per la scultrice che alla fine viene scolpita, per il mitico prete volta gabbana (una scena da vedere e rivedere, anche al rallentatore, uno degli errori più madornali di tutto il cinema mondiale, troppo bello per esprimerlo a parole), per lo zombie chirurgo e per tutti gli zombie con i mitra, si arriva al finale a sorpresa...Come quale sorpresa? Se ve lo dicesse che sorpresa sarebbe? (N.d.kINeTiC azzì calcolando che sti film se li vedemo solo noi, je lo potevi di come annava a finì, invece ora non ci dormiranno la notte hehehe)

Fyragon