
Live report a cura di monnezZza, kINeTiC-M e Zrohell
Grandiosi
Necrophagia!!!! Non vedevo un concerto così esaltante da mesi; l’atmosfera
domenica 27 aprile alle ore 23.20 era di quelle mortifere di inizio anni 90 con
un live curato nei minimi dettagli, dalla scenografia sul palco al trucco dei 6
Riesumati che comprendono teste di zombie, busti mummificati, arti smembrati, un
Iscariah (Basso - ex Immortal) che dalle espressioni sembra uscito da un film di
Romero ed un Killjoy (Voce - Wurdulack) veramente degno dei migliori freak-show.
Il gruppo privilegia i pezzi estratti dall’ultimo disco “The Divine Art of
Torture”: ben 7 dei 10 vengono egregiamente suonati, scelta a mio parere
azzeccata dato l’inserimento del nuovo batterista romano che gia affiancava
Simonetti. La musica del sestetto è ora lenta e pesante, ora veloce e frenetica
e l’unico neo sono delle parti di tastiere che smorzano un po’ la cattiveria
della formula musicale vincente. Quando i zombie tirano fuori i loro cadaveri e
vengono riproposti pezzi da Cannibal Holocaust (L’omonima song), Holocausto de
La Morte (Burning Moon Sickness, Blood freak, Embalmed Yet i Breath), Black
Blood Vomitorium (And you Will Live in Terror) e Death is Fun (Young Burial),
l’atmosfera si fa più ferale e cattiva e la gente sotto il palco (a mio
parere poca dato l’evento) comincia a pogare e a rispondere con la stessa
violenza alle song. Promossi sia in studio che dal vivo; a quando un’altra
mazzata del genere in una città ormai circondata dalla penosa numetal
generation?
Zrohell 4/5
er sor Fyragon, er kINeTiC0, il bambolotto de mi sorella impalato e zio monnezZza...horrorificamente vostri!
Dire
che mi aspettassi una folla oceanica e delirante questa sera non sarebbe giusto.
Ma addirittura vedere poche decine di persone assistere all’unica data del
centro-sud, di una band storica come i Necrophagia, mi ha profondamente deluso.
Di questo passo i concerti metal a Roma potranno contarsi sui capelli di Bisio.
Un mio caloroso vaffanculo agli assenti è doveroso. Gli Exmortem da perfetti
sconosciuti riescono a conquistare l’attenzione con un live d’impatto, pieno
di ferocia e grande amore per il death d’oltreoceano. Il vocalist Pedersen è
sicuramente un personaggio: esteticamente una via di mezzo tra il Phil Anselmo
di “Vulgar...” e un naziskin. La rabbia dei suoi grugniti, e l’ingrossarsi
imbarazzante dei suoi vasi sanguigni, pur suscitando qualche sorriso di
circostanza, mi hanno ricordato i vecchi amici che vivevano di solo death……..ah,
bei tempi! Davvero terremotate il drumming di Reno, un vero killer della doppia
cassa. Pur non essendo trascendentale la mezz’ora della band scandinava lascia
decisamente un buon segno. L’attesa per Killjoy e soci diventa pura ansia
quando i tecnici, oltre a sistemare la strumentazione, cominciano a ricoprire il
palco di aste ricolme di teste mozzate, feticci vodoo, budella di plastica,
mezzi busti di zombi e chincaglieria varia rubata chissà in quale film horror
di serie z. La sorpresa maggiore è l’uscita in scena del mitico Killjoy. Chi
si aspettava un marcantonio assetato di sangue si è ritrovato davanti un hobbit
col pizzetto e la panza gonfiata da ettolitri di birra ingeriti in chissà
quanti anni passati stravaccato su un divano a guardare film (che credo sarà la
fine che farò anch’io). L’apetto ridicolo viene subito messo in secondo
piano dalle sue vocal malatissime: l’iniziale “Upon Frayed…” e “Blaspheme..”
sono due lame che scuotono subito dimostrando che se su disco possono non
piacere, dal vivo sono un vero spettacolo. “Cannibal
Holocaust” e “..and You Will Live in terror..“ oltre a trasmettere
un feeling malato, ricordano anche quanto la scuola horror-gore del cinema
italiano, sia stata una vera e propria ossessione nel background della band. Il
live set (in cui si nota la new-entry dell’ ex bassista degli Immortal
Iscariah), viene agitato da uno strano personaggio che vaga tra il palco e il
pubblico con una maschera da maniaco, sporco di sangue, e armato di martello e
telecamera con cui provoca e riprende tutto e tutti. Il concerto dura poco più
di un’ora senza cadute d’intensità, sciovinando destabilizzanti meteore di
perversione come “Flowers Of Flesh..” o “Blood Freak”, fino ai due
memorabili pezzi finali, “Ze Do Caixao” e “Young Burial”. Credo che
difficilmente riuscirò a dimenticare una serata come questa. Così come non
dimenticherò mai la prima volta che metalFaust estrasse “Season Of the
Dead” dalla sua collezione di vinili per farmi ascoltare un gruppo dal nome
così ridicolo (se me lo ricordo ho ancora i brividi). Intanto spero che la
serata insegni qualcosa: piuttosto che organizzare concerti con 8 gruppi di
merda prima del gruppo principale, ne basterebbero 2 buoni per realizzare
qualcosa di valido e intenso. Grazie e
riVaffanculo a chi non c’era!!! 8/
monnezZza

Non
posso che essere d’accordo con Zrohell e monnezZza, la data romana della band cult
americana è stata davvero eccezionale…era molto che non mi divertivo così a
un concerto (l’ultimo oltre un anno fa a Milano…vero Monne’?). Il livello
di coinvolgimento a cui siamo stati piacevolmente sottoposti da Killjoy e
compagni di macelleria ha dell’incredibile: un concerto anche visivo che ha
visto sul palco, oltre che una band affiatata, anche gli “arnesi” del
mestiere che comprendevano manichini sfigurati, zombi, sangue e altre stranezze
“rubacchiate” dal forziere di Fulci (al quale i nostri sembrano
sanguinosamente legati…). Non ho
amato i vecchi lavori della band e infatti sono rimasto decisamente più
appagato dai pezzi estratti dall’ultimo “The Divine Art…”: eterni
monumenti dell’horror sonoro! I
pochi presenti (non oltre il centinaio ad essere ottimisti…), credo siano rimasti soddisfatti,
anche a giudicare dal loro approccio “poghesco” nei confronti dei
“non-morti” sul palco…una nota d’onore va anche al gruppo di supporto,
gli Ex-Mortem: una sorta di Sinister svedesi davvero brutali! Magari io ci avrei
visto bene anche i norvegesi Gorelord (molto più in linea coi Necrophagia, sia
per testi che per musica), ma gli Ex-Mortem hanno dato l’ennesima
dimostrazione di forza…come siamo diversi noi “italianetti”…rispondo
all’interrogativo di Zrohell a fine “recensione”: 28 Maggio da non
perdere i Today’s The Day all'Alpheus e soprattutto, i
Rotten Sound+Hate Plow, Circolo degli Artisti, l’11 Giugno…Rome grinds bastards
forever!
p.s. concordo pienamente sulla tesi monnezZziana dei 2 gruppi is meglio che 13000...
KINeTiC-M 4/5
Tracklist:
Upon Frayed Lips Of Silence – Blaspheme the Body – Cannibal Holocaust –
Parasite Eve – And You Will Live In Terror – Maim Attraction – Burning
Moon Sickness – Flowers Of Flesh And Blood – Blood Freak – Rue Morgue
Disciple – Embalmed Yet I Breathe – The Divine Art Of Torture – Ze Do
Caixao – Young Burial