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Secondo
album per Letum, sotto le cui spoglie si cela Mattias Henriksson di cui però non
conosco le gesta musicali non essendo propriamente un grosso estimatore del
genere. Non conosco il primo disco e da quel che si legge in giro, le cose non
sembrano essere cambiate molto. Da quel che sento, possiamo catalogare Letum
come dark ambient, influenzata da Raison D'etre, ma dai toni molto più
"rumorosi". Chiamatela "harsh" dark ambient o "noisy", fatto sta che i sentieri
esplorati da Mr. Henriksson sono chiaramente tormentati e nebulosi. Il tappeto
increspato da suoni e rumori disturbanti è senza dubbio quello dell'ambient
minimale classica. Sospiri, female vocals e orchestrazioni neoclassiche danno
quel tocco di "ancestrale", austero, spirituale in un contesto globalmente
depressivo...un lavoro che, per quanto ridotta sia la mia conoscenza in campo,
non mi sembra aggiunga molto ma che non ho difficoltà a credere capace di
catturare l'attenzione degli amanti di questo tipo di produzioni. Magnetici. |
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