
Live report a cura di King of Outlaw e kINeTiC-M
KONKHRA+ILLNATH+CORPUS MORTAL+HOMO IRATUS+NECROTERIO+ENEMYNSIDE+SOTHIS
Roma – 12/11/2003 – Alpheus
Il 12 Novembre si è celebrato a Roma l’ennesimo mini festival Extreme Metal (mi riesce difficile trovare altra definizione data la diversità dei gruppi presenti ) che ha permesso da un lato ai Konkhra di esibirsi, per la prima volta credo nella nostra città, e dall’altro a gruppi emergenti, tra i quali hanno spiccato Illnath ed Enemynside su tutti ( almeno secondo il mio punto di vista), di farsi conoscere.
SOTHIS : sono loro a dare il via alla manifestazione e pagano purtroppo gli inconvenienti che paga ogni opener-act : pubblico scarso, sound approssimativo e tempi brevissimi. Il gruppo abruzzese non si fa scoraggiare dalle condizioni e ce la mette davvero tutta, proponendo un black/death a tratti anche piacevole, ma comunque poco personale e poco incisivo. L’unico fatto degno di nota di questa band è l’ultimo brano eseguito, dove i Sothis si avvalgono della collaborazione di una seconda voce, eseguita da una ragazza, che a mio parere dona molto più spessore al brano rispetto al collega maschile: non si tratta della solita voce femminile, ormai diventato un vero e proprio trend, ma di un urlo infernale, che alterna growling e screaming vocals con forte naturalezza…Fossi i Sothis prenderei in considerazione la possibilità di cambiare cantante…. (King of Outlaw)
ENEMYNSIDE : elogiare questa band ulteriormente sarebbe superfluo (andate a dare un’occhiata alla recensione e all’intervista)…quello che mi chiedo io è perché una band del genere debba avere solo 20 minuti a disposizione…E’ una cosa scandalosa!!! Comunque mettiamo da parte le polemiche e occupiamoci della musica: gli Enemynside sono una portentosa macchina sputa riff, che abbina potenza e melodia, tecnica e attitudine…tutte cose assai rare al giorno d’oggi. Purtroppo anche per loro il tempo concesso è veramente poco, ma lo fanno fruttare benissimo eseguendo quattro brani tratti dal loro debut “Let The Madness Begins”. Superata qualche incertezza nel brano iniziale, dovute a problemi tecnici (in Italia non possono mancare sia chiaro!!!) alla voce, la band romana esplode in tutto il suo splendore nella stupenda “Bad Junks”…Ormai ho finito le parole per descrivere la bravura di questa band, spetta solo a voi dargli ciò che realmente si meritano. IMMENSI!!! (King of Outlaw)
NECROTERIO: La band brasiliana ha come costante la ripetitività: sia su disco che dal vivo, sono così identici nel tramortire l'ascoltatore con la loro inutilità "spaziale" e banalità "fotonica" che dopo appena 10 minuti di musica (!?) mi sono messo a vedere il merchandise dei gruppi e a rollare innumerevoli sigarette...non c'è molto da dire su questa inutile "bruttal" band, se non che sono portatori di noia pura destinati a scomparire nel giro di pochi anni...l'album fa cagare, dal vivo, per forza, fanno cagare... (e così sentenziò il kINeTiC-Nostradamus-M)
HOMO IRATUS: eccola la sorpresa del concerto! I tre muratori death-core degli Homo Iratus sono stati quanto di più gradito in una serata, che per quanto mi riguarda, ha rasentato la noia pressochè totale (ad esclusione degli Enemynside e dei Konkhra). Non sapendo chi fossero, a termine concerto mi sono avvicinato al cantante/bassista Angelos e ci siamo fatti una risata constatando la scarsa promozione nei loro riguardi...a parte questo fatto non di poco conto (bacchettata agli organizzatori!), il loro show è stato divertente e dinamico come pochi! La loro personale miscela esplosiva di Death Metal e Hardcore, mi ha fatto rimanere incollato al pavimento dell'Alpheus (che non è da disdegnare per un "nonnetto" come me ehehe), per tutta la durata della loro prova. La ritmicità dei pezzi ha scaldato fatalmente i 7-8 presenti (battuta...che però si avvicina alla realtà...bacchettata ai "soliti metallari romani"!), compreso il sottoscritto, in un headbanging sfrenato per gli altri e moderato per me, che mi ha riportato indietro (mentalmente, sia chiaro hehehe) al tempo dei miei migliori splendori di agonistico pogo! Sono davvero curioso di ascoltarli su disco, chissà che non sappiano stupirmi anche in studio...conclusione temporanea: da portarseli alle feste...divertimento garantito! (kINeTiC-M)
CORPUS MORTALE: La noia, costante come i Necroterio, si riaffaccia pericolosamente coi danesi Corpus Mortale, doomish Death Metal band, di cui non si possono discutere le qualità tecniche (specie del batterista), ma che alla lunga genera apatia, stanchezza e infine sonno letale...non male nelle accelerazioni, ma pesante come un macigno in testa nei momenti di "calma", i Corpus Mortale (in cui figurano ex-membri degli Iniquity) riescono a raggiungere la sufficienza con uno show si altalenante ma almeno abbastanza vario come la struttura dei loro brani. Da rivedere (almeno su cd!).
ILLNATH : Gli Illnath sono per il sottoscritto la vera e propria sorpresa della serata. La band, di cui ignoro la provenienza, è dedita ad un black/death con forti venature sinfoniche di chiara matrice Dimmu Borgir/ Cradle Of Filth o almeno questo è quello che mi è sembrato dal vivo, dove le tastiere non sono un semplice tappeto, ma anzi costituiscono un elemento fondamentale nell’articolazione dei vari brani. Purtroppo anche gli Illnath non rimangono immuni dai problemi tecnici che hanno caratterizzato la serata, e così il bassista è costretto a scendere addirittura dal palco durante l’esibizione di un brano, ma per quale motivo lo ignoro. Comunque la band non si scoraggia e va avanti nell’esecuzione del pezzo. Sicuramente questi ragazzi hanno delle forti potenzialità e chi ha ascoltato il loro cd mi dice che le tastiere non sono poi così presenti, come avviene invece dal vivo e questo è un bene…Comunque il mio giudizio su questa band è sicuramente positivo, ciò che fanno non è originale, ma sicuramente è ben architettato e al giorno d’oggi non è poca cosa. (King of Outlaw)
KONKHRA : Devo ammetterlo non sono un grande conoscitore dei Konkhra, ma nonostante ciò ho avuto sempre avuto grande rispetto per questa band soprattutto in virtù dei primi due album della band ( “Stranded” e “Sexual Affective Disorder” ) dediti a un death metal dalle venature thrash potente ed onesto, dopo di che ho perso un po’ di vista questa band per riscoprirla ieri sera sul palco dell’Alpheus dove questi quattro musicisti hanno letteralmente devastato l’audience presente a suon di riff granitici e precisi. La scaletta eseguita è stata caratterizzata da brani più vecchi estratti dai primi tre album a brani estratti da “Reality Check” uscito proprio quest anno, dove la componente thrash è divenuta più marcata. Un plauso a parte merita il batterista della band: un musicista vero e proprio, una vera e propria macchina per esecuzione, un metronomo per precisione, una mitragliatrice per potenza. I Konkhra, dopo questo esibizione, hanno riconfermato e amplificato ciò che pensavo di loro qualche anno fa: una band onesta, potente e soprattutto capace, che se ne frega del mainstream e va avanti per la propria strada a colpi di riff. (King of Outlaw)
Un ringraziamento particolare va alla Kick Agency per la collaborazione che offre anche a webzine come la nostra, che pur cercando di fare le cose con la massima professionalità, non ha certo il seguito di testate più blasonate.