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Che serata mesta... non solo mi sono dovuto sorbire la solita trita e ritrita cover band dei Black Sabbath/Iron Maiden (che poi onestamente sono stati i meno peggio della serata), ma il concerto dei Kingcrow, ai quali ho regalato un bellissimo 4/5 in sede di recensione hanno fatto una performance da far rizzare i capelli sulla testa (e non nel senso buono del termine). Ma cominciamo dal principio, và, che forse è meglio. Dopo aver aspettato che la mia ragazza finisse di truccarsi (tutti i maschi che hanno una fidanzata sanno che in genere ad una ragazza mediamente servono 40 minutio minimo), finalmente mi incammino al pub e, sbrigate le relative formalità burocratiche tesserarie prendo posto, con la band spalla che aveva già cominciato a suonare da un pezzo. Gli Atanor sono la classica band che risulta simpatica per i primi cinque minuti, con le vecchie glorie maideniane e sabbathiane; dopo un pò vieni preso dalla smania di cambiare canale e comincia una disperata pantomima per cercare il telecomando mentale per cambiare quel maledetto programma che oramai miliardi di volte abbiamo già visto... ma con altre tre band cover maiden (i Prowlers, gli Invaders, gli Iron Gates) e almeno un altra di cover Black Sabbath (della quale ignoro il nome ma sono sicuro che c'è) tutte a Roma, MA MI SPIEGATE A CHE CAZZO SERVE UNA BAND DEL GENERE? Voglio dire, io le cover dei Black Sabbath e Led Zeppelin le facevo all'epoca del primo gruppo rock quando suonavo la batteria da 6 mesi... ma vabbè. Tralasciando poi il fatto che il cantante/chitarrista non aveva assolutamente voce, mi sono forzato ad ascoltare con finto piacere e malcelata a me stesso noia le vecchie "Phantom of the opera", "Paranoid" (fatta esattamente come dai Black Sabbath, du palle!), "Iron Man".. e meno male che ero arrivato tardi.
Finito lo show dei tediosi anacronistici, saltano finalmente su i Kingcrow. E cominciano a suonare. E fin qui tutto bene. Il cantante estrae il microfono dalla tasca. E fin qui ancora tutto bene. E comincia a cantare. E finì la mia tranquillità interiore. Già ero stato avvisato dai miei "gentili" compagniucci fanzinari che l'ex Windseeker che sta alla voce del gruppo romano (ai quali, ricordo di nuovo ai telespettatori, ho messo un 4/5, mortacci loro) era una schiappa; "ma andate a morì ammazzati, che non ci capite niente" ero sempre stato solito rispondere, "io il disco l'ho sentito e quello c'ha na bella voce, punto!"; e di solito a quel punto partiva uno scroscio di sghignazzi di tutta la redazione, seguiti da buuuuu e lanci di pomodori e altri oggenti fallici...Ma ieri sera ho avuto comferma. Non solo ho realizzato cosa volesse dire Monnezza con "il cantante bello impossibile", a giudicare dagli atteggiamenti e movenze di quest'ultimo, cosa che peraltro nemmeno mi infastidisce più di troppo, ma ho anche compreso appieno la seconda parte della frase: "tutto fuorchè un cantante!" I Kingcrow sono una di quelle band che su cd sembrano i Dream Theater e dal vivo... bè, fanno pena e fastidio. Il cantante è di una svociatezza più unica che rara, troppo fragile e incapace di tenere una nota per più di un paio di secondi senza avere un calo di 2-3 semitoni e di volume tendente a zero. E questo basta appieno per penalizzare, ma che dico, ANNULLARE completamente qualunque altro giudizio esprimibile su questa band che, portata in alto da una kermesse su disco molto buona (quanto illusoria), casca come un sacco di patate sul palco; e questo è sicuramente un peccato, perchè i riff sono convincenti, buono il lavoro di batteria e originale anche il concept. Manca la voce. E davvero non mi spiego il gusto di quella gente che steva lì quella sera ad applaudire e a cantare a squarciagola i ritornelli... Mi spiace per i Kingcrow, ma l'incazzatura maggiore l'ho avuta io nel corso di questa ferocissima stroncatura, che non basta a descrivere la delusione cocente che mi hanno regalato ieri sera. Ho finito.
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