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Come si fa
a non avvicinarsi ad un disco creato dal quel genio dell'oscuro, Duncan
Patterson (ex Anathema, Antimatter) e che esce per la portoghese Equilibrium? Il
paragone della fruit-joy, l'ho già sprecato più di una volta, quindi confesso di
aver ceduto: e godo. "Mater, protegenos" è di una bellezza primate, pura e
cristallina. Leggo che ION in gaelico significa 'puro': non poteva trovare nome
migliore. Musica fatta di chitarre acustiche, percussioni appena accennate,
arrangiamenti dal sapore esotico che riverberano le culturee mediterranee, voci
femminili che sembrano sgorgare da angeli del cielo giunti sin qui per
proteggere anime erranti nell'oscurità. ION si muove tra le nebbie decadenti di
un folk intimista, costruito sulle sabbie mobili del malessere umano: tutto però
sembra stranamente ricoperto da una fine patina di soffuse luci dorate che
segnano i contorni dei brani come fossero persone. Un lavoro splendido che
consiglio a tutti, specie a chi ha amato gruppi come gli Amber Asylum di Kris
Force (non ci starebbe male una collaborazione tra i due). |
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