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E
concludiamo questa rassegna sulle nuove uscite della Cold Meat con i Foundation
Hope, giunti sin qui al secondo album. Mai sentito parlare di loro prima d'ora
ma c'è sempre tempo per rimediare, specie poi se ci si confronta con della
musica così magnetica...darkambient dalle tinte cinematografiche, quasi una
colonna sonora per un funerale...si, quello del mondo. C'è lo zampino del mitico
Peter Andersson, ma si tratta "solo" di mixing, uno che comunque il suo lavoro
lo sa fare bene. C'è spiritualità nel "drone-ambient" dei Foundation Hope, che
con un nome così, sembrerebbe un paradosso, o quantomeno mi sembra palese una
ricercata ironia in questa scelta. Non è dark ambient claustrofobica alla
Lustmord, piuttosto ricercherei le influenze nel periodo "religioso" dei Raison
D'Etre, cosa sempre gradita dal sottoscritto, ma anche in una certa experimental
da progetti Ant-Zen...si tratta di un buon ibrido senza dubbio. Ovviamente, non
si tratta di un ascolto per tutti i momenti e può essere interiorizzato al
meglio solo in determinati stati d'animo, come d'altronde questo genere da
sempre impone. A discapito del nome, se cercate la "speranza", questa non
alberga certamente nei Foundation Hope, che al massimo, possono offrirvi 51
minuti di desolazione e solitudine... |
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