
Intervista a cura di kINeTiC-M
E' con estremo piacere che vi presento una delle bands che adoro di più, i Falkenbach, di Vratyas Vakyas, che ebbi modo di conoscere via posta anni e anni or sono...dopo più di un lustro di silenzio, l'Arte Skaldica ha ritrovato un nome ed è Falkenbach!
DK - Ok Vratyas, dal tuo
ultimo album "Magni Blandinn..." sono passati ben 6 anni e finalmente il nuovo
album è fuori! Cosa è successo in questo lasso di tempo?
Vratyas: Ci sono diverse ragioni. Per prima cosa sono stato molto impegnato a
costruire la mia label, la Skaldic Art Prod. Poi ho avuto diverse questioni
personali di cui ora non intendo parlarne più dettagliatamente. Ovviamente,
molta gente, compresa la Napalm, si è chiesta il perchè di questo lungo periodo
di silenzio. Per me questo non ha importanza. I Falkenbach non sono mai stati "a
business thing" e per me l'unico obiettivo non è rilasciare un album il più
presto possibile, ho bisogno di tutta la calma e il tempo necessario. Ho passato
molto tempo a capire come l'underground business lavora e ovviamente il 99%
della gente pensa a fare soldi con la musica. Questo vale per le labels quanto
per i magazines. Ho voluto dimostrare che i Falkenbach non saranno mai un modo
per fare denaro e in questo periodo non abbiamo venduto tante copie.
Fortunatamente la Napalm non mi ha fatto alcuna pressione, e alla fine i
risultati mi hanno dato ragione. Penso che la gente che ci ha supportato non ci
ha dimenticati nonostante tutto questo tempo...
DK- Il nuovo album è un
classico dei Falknebach. Suona un po come le precedenti releases, ma è piu
epico. Inoltre le scream vocals sono presenti in minor misura che in passato...
Vratyas: Hai descritto gli aspetti principali, suppongo. Il nuovo album è la
prosecuzione del nostro secondo lavoro, con qualche cambiamento, come maggiori
inserti di chitarra acustica per esempio. Le influenze Black Metal sono meno
presenti ma ci sono ancora perchè fanno parte del background dei Falkenbach.
Comunque preferisco consigliare a tutti di farsi un'idea personale del disco.

DK- Non ho i testi del
nuovo album, ce ne vuoi parlare? Posso soltanto immaginare...antichi re,
mitologia norse...the raven eye...
Vratyas: I testi non sono cambiati nei contenuti, e il concetto è sempre lo
stesso dal primo demo. Questo album si concentra di pià sulle trubù germaniche,
principalmente in quella dove vivevo (N.d.kINeTiC minkia abbiamo un autentico
"esemplare" di tribù germanica! hehe), chiamata "Tenkterer". I Falkenbach non
sono mai stati unicamente attratti dalle tradizioni nordiche, ma ovviamente sono
legati da vicino a tutte le culture pagane nord/ovest europee. Sembra che molta
gente non conosca dove la cosidetta "northern mythology" ha avuto origini...
DK- Definisci la tua
musica "Skaldic Art". Cosa intendi? Inoltre ci hai già detto che è il nome della
tua label. Che tipo di materiale supporti? Che caratteristeche deve avere una
band per firmare un contratto con la Skaldic Art?
Vratyas: Lo Skaldo è una sorta di bardo germanico, che unisce l'arte alla magia.
Questa mia label supporta bands poco conosciute come i finlandesi Furthest Shore,
una delle migliori epic metal bands che abbia mai ascoltato, sulla scia di
Falkenbach/Bathory penso. I Rivendell sono una sorta di folk/metal band che si
basa sui racconti di Tolkien. I Menhir invece fanno parte dell'elite, il meglio
del pagan metal, senza alcun dubbio e Vindsval hanno in pratica uno stile
assolutamente unico di metal. Fanno parte della Skaldic Art anche gli Ordo
Draconis e gli Obsidian Gate. Gli aspetti pricipali per firmare un contratto con
noi sono: essere una band di talento e avere la giusta attitudine. Just have a
look at www.skaldicart.de and make up your own mind about those bands.

DK- Ricordo in una
vecchia intervista che dicesti di essere totalmente immerso nel paganesimo. Può
essere uno stile di vita ai giorni d'oggi Vratyas?
Vratyas: Of course it is. Il paganesimo non hanulla a che fare con i weekend...non
sono una persona che va ai festval medievali il Sabato, giusto per sentirsi
fighi per poi tornare alla vita usuale ogni Lunedì. Sono ciò che sono sin dalla
nascita e così resterò fino al giorno che morirò (N.d.kINeTiC ammirevole...)
DK- Sembra che la nuova
strada intrapresa dai Falkenbach sia maggiormente orientata sull'epic metal puro
senza influenze black metal come in passato...cosa ne pensi?
Vratyas: Se parliamo dello sviluppo dai tre album hai ragione. L'album di
debutto conteneva elementi più rozzi che ad oggi ovviamente sono meno presenti.
Dall'altro canto ci sono dei demo che contengono altro materiale. Nessuno può
dire che il divenire più epici è effettivamente una cosa voluta. Forse il
prossimo album sarà il più rozzo, forse no. Non pianifico questi aspetti.
DK- Ora i Falkenbach
incidono per la Napalm, ma cosa ricordi dei tempi in cui uscì "En Their Medh
Riki Fara" per la No Colours? Ho una copia originale di quel disco! White &
black artwork yeah! Può essere considerato ormai rarità...
Vratyas: La prima versione senza la stampa dorata e con una foto in mezzo è di
sicuro da considerarsi rarità (N.d.kINeTiC yeah!). La No Colours decise di
cambiare il booklet dopo le 1500-2000 copie mi pare, perchè era inaccettabile
qualitativamente (N.d.kINeTiC non direi proprio hehe). Comunque le due versioni
in LP, picture LP e gatefold LP, sono state stampate in sole 500 copie.

DK- Parlaci del brano
"The Ardent Awaited Land", già presente sul primo album. E' per caso la
prosecuzione di quella canzone?
Vratyas: A un primo ascolto sembra la stessa canzone, con le stesse melodie e
stessi testi. Ma a un secondo ascolto ci si accorge che è una canzone totalmente
nuova per gli strumenti che ho utilizzato. Pensavo che riregistrala avrebbe dato
la possibilità di far vedere più di ciò che realmente questo pezzo significa.
D'altro canto, volevo dimostrare che i Falkenbach ancora sono ben saldi alle
loro radici e anche se le cose possono cambiare o meno - come per questo brano -
c'è ancora lo stesso spirito, forse più forte di prima.
DK- Quando avremo la
fortuna di vedervi dal vivo?
Vratyas: Probabilmente non ci sarà un tour nel prossimo futuro. Credo che ci sia
un po' di gente che vorrebbe vederci suonare e hanno ognuna grosse aspettative.
I Falkenbach sono conosciuti nell'underground ma non hanno grossa esperienza dal
vivo e se dovessi suonare in un tour vorrei essere headliner. C'è una buona
possibilità che i Falkenbach suoneranno un paio di concerti in piccoli posti,
qui nell'area dove vivo. Questi concerti non avranno molta promozione e forse i
biglietti saranno limitati. Se siete interessati a questo evento, date
un'occhiata a
www.falkenbach.de e
www.skaldicart.de
DK- Ok Vratyas come al
solito puoi chiudere tu questa intervista. Grazie di tutto e continua a darci la
migliore musica skaldica.
Vratyas: Grazie dal profondo del mio cuore a tutti coloro che hanno supportato i
Falkenbach durante tutti questi anni. Supportate anche le bands su Skaldic Art
come avete fatto con noi, lo meritano veramente!
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