EXODUS


Roma - 02/06/2004

Circolo degli Artisti

Live Report a cura di Fyragon

Perchè i gruppi storici sono "storici"? Ve lo siete mai chiesto? Se non lo avete fatto è perchè molto probabilmente non vi è mai capitata una serata come quella di mercoledì, qui a Roma, dove gli Exodus hanno semplicemente messo a ferro e fuoco il Circolo degli Artisti e i duecento spiriti eletti che hanno avuto il coraggio di accettare la sfida. I due gruppi di spalla alla fine non hanno suonato, ma questo non importa perchè gli headliner non hanno avuto certo bisogno di qualcuno che riscaldasse gli animi. Dopo i primi due brani, tratti rispettivamente dall'ultimo e dal primo lavoro, la bolgia già regnava sovrana, in scene che non si vedevano da anni. Stage Diving, pogo violento, tutto all'insegna del divertimento comune: cosa troppo rara per non capire che ci trovavamo di fronte a una serata speciale. Steve "Zetro" Sousa, in forma smagliante, incitava il pubblico a suon di "motherfuckers", incantando con la sua voce di un'acidità mostruosa. La tracklist, a mio giudizio, completamente azzeccata, ovviamente con la predilezione per l'ultimo "Tempo Of The Damned", dal quale tra le altre hanno suonato (e alla grande, ragazzi, troppo alla grande!) "Forward March", "Black List" e...poteva mancare "War Is My Sheppard"? Ottime anche le digressioni nel passato, vedi su tutte quelle riguardanti il mitico "Bonded By Blood", da cui hanno ripreso le varie "Piranha", "Bonded By Blood", "Deliver Us To Evil", "And Then There Were None" (con grande partecipazione del pubblico presente) e con la chiusura nel bis (a proposito, questa è stata una delle rare volte in cui al momento del bis ero pronto a reggere almeno un'altra ora di concerto) di "Strike Of The Beast", senza contare una "Fabolous Desaster" al fulmicotone. Semplicemente una live performance fuori dai schemi, niente da dire e niente da criticare (senonchè il mio stupore nel constatare lo scarso afflusso di gente per una simile bomba a orologeria): chi c'era sa di cosa sto parlando, chi non c'era spero che abbia avuto i suoi motivi. E dopo il concerto pensate forse che gli Exodus si siamo messi a fare le rock star giù dal palco, come siamo abituati ormai tristemente a vedere, in band del valore molto molto inferiore? Decisamente no. Erano lì, in mezzo ai loro fans, tranquilli e sorridenti, probabilmente consapevoli di non dover dimostrare niente, al di sotto del palco. E per una volta anche il nostro Oalbert si è fomentato a ragione...