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1-
Bene Kjold, benvenuto su dk666, personalmente stimo molto il lavoro della Eerie
Art, per cui mi sembrava d'obbligo parlare di questa piccola ma efficientissima
label/distro italiana. Come, quando è nata l'idea e quali sono stati i motivi
che ti hanno portato a fondarla?
Il
progetto nasce un paio di anni fa, in maniera concreta. Di motivo ce n’è uno
solo, la mia passione per questo tipo di musica. Associa questo alla voglia di
creare qualcosa di totally underground che fosse realmente competitivo con il
“dominio” estero.

2-
La Eerie Art si distingue fra le altre label/distros per la scelta molto
"oculata" delle bands da inserire nel roster e per i prodotti trattati
in per la distribuzione...quali sono i criteri di scelta delle bands da mettere
sotto contratto e i dischi da distribuire?
La scelta
è lunga ma soprattutto, come giustamente dici tu, oculata. EAR non è quantità,
non è una sfida contro il tempo per rilasciare più materiale possibile. Al
limite è una sfida contro un mercato saturo di materiale di dubbio gusto. Il
primo obiettivo è sempre quello di pubblicare materiale di qualità. Tutto ciò
che mi colpisce emozionalmente e che ha caratteristiche musicali e attitudinali
che reputo valide viene preso in seria considerazione. Per ovvi motivi per i
dischi in distribuzione le cose sono un po’ differenti. Cerco comunque di
trattare materiale serio e di qualità, per quanto mi è possibile.
3-
Cosa pensi della scena attuale black metal, italiana e non? Quali i gruppi più
meritevoli e quali da evitare?
Aumentando
il numero di band, aumenta in percentuale il numero di band immeritevoli di
essere chiamate tali, e soprattutto di far parte di un genere musicale chiuso.
Aumentando il numero di label che hanno come obiettivo mettere il proprio nome
dietro ad un disco, si da la possibilità a queste realtà di dare voce alla
propria inutilità. Fa parte delle cose, non credo sia un dramma, basta
conoscere ed evitare. La scena italiana sta migliorando, come quantità e qualità,
e sarà interessante vedere gli sviluppi e seguire con attenzione le prossime
produzioni italiche per fare il punto della situazione. L’anno scorso è stato
molto positivo. Ad ogni modo, direi che le prospettive sono buone, basta
crederci. I gruppi da evitare, che siano italiani o meno, sono quelli che
antepongono dichiarazioni e proclami alla musica, e solitamente questo viene
fatto per colmare evidenti carenze artistiche. Non è solo colpa delle band
comunque, certe descrizioni altisonanti, pirotecniche ed altamente improbabili
che leggiamo molto spesso, non sono certo farina del loro sacco.

4-
Se potessi scegliere un gruppo qualsiasi, chi vorresti nel tuo roster e perchè?
Domanda
difficile. Ci sono davvero molte band che apprezzo e con cui vorrei lavorare. Ma
se devo dirne una direi i Manes di 10 anni fa. Il motivo è perché secondo me i
loro lavori sono stati fondamentali per un certo tipo di black metal che col
passare degli anni sta trovando una dimensione che riesce a coinvolgere
l’ascoltatore profondamente, quello che mi viene da descrivere come “distant
bm”. Certe soluzioni, certi arrangiamenti e passaggi credo che per l’epoca
furono fin troppo “avanti” per essere capiti, forse oggi è il momento di
dare loro merito di ciò che hanno contribuito a costruire in silenzio.
5-
Fra le bands con cui hai avuto modo di lavorare, chi ti ha soddisfatto
maggiormente e chi ti ha deluso?
Sinceramente
sono molto soddisfatto di tutti i lavori che ho pubblicato sino ad ora. E’
banale dirlo, ma è anche vero che se non credessi in un disco non avrei ragioni
per dedicarmici. Dal punto di vista umano, non posso dire la stessa cosa per
tutti. E questo vale sia per personaggi con cui ho lavorato direttamente, sia
soprattutto di band con cui sono entrato in contatto per eventuali
collaborazioni, e che si sono rivelate molto differenti dall’immagine elitaria
che cercano di dare.

6-
Cosa pensi della NoEvDia e THR?
Due label
diametralmente opposte, ma unite da un intento comune. Una che predilige la
pubblicazione di uscite “mirate” e concettualmente in linea, l’altra la
quantità. Come per ogni etichetta ci sono uscite buone, altre scadenti. Quello
che le differenza dalle altre è che si sanno vendere molto meglio. Come vedi
nel bene o nel male gli sto facendo pubblicità anche io rispondendoti.
7-
Quali sono i dischi che ti hanno colpito maggiormente negli ultimi tempi?
Ultimamente
ho ascoltato con piacere alcune uscite degne di nota, tutte ovviamente sperdute
nell’underground. Una in particolare è fissa nel mio stereo in questi giorni,
l’album di debutto degli Scorched, giovane one man band svedese dal grande
talento e dal potenziale esplosivo. Poi citerei Beastcraft e Animus, che hanno
rilasciato entrambi un buon album di debutto quest’anno.
8-
Quali invece i dischi che reputi fondamentali?
Tutti
quelli che riescono a distanza di anni o dopo innumerevoli ascolti a regalare
ancora sorprese e emozioni. Quei dischi in cui scopri un passaggio che negli
innumerevoli ascolti precedenti non avevi mai notato, quelle sfumature che
rendono un disco immortale. Niente altro.

9-
Progetti futuri? C'è qualche gruppo che tieni particolarmente d'occhio?
Allora,
innanzitutto sono appena usciti due 7ep “Krieg/Nachtmystium” e
“Diabolicum/Angst”. Tra poco sarà disponibile il nuovo album dei Blodulv,
l’attesissimo terzo capitolo di fottuto black metal old style come ormai ci
hanno abituato. Entro fine anno vedrà la luce un disco che secondo me farà
parlare di sé per la sua grande qualità e per il suo spirito fortemente black
metal, ossia il debut album dei Lorn. La prova che l’italian bm può spaccare
culi all’estero senza fare troppa fatica
10-
Grazie ancora per il tempo concessoci, puoi concludere come preferisci.
Grazie
a te per la possibilità. Non posso concludere se non riproponendo un problema
che in questi giorni sta attanagliando il nostro paese, in una morsa di terrore
misto curiosità: chi è la talpa? Vergogna!
Intervista di
Winterkaelte
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