Roma - 10/04/2005

Stazione della Birra

Live report a cura di Fyragon

 

Le notizie che mi erano giunte riguardo a Don Dokken erano che si trattava di un pomposo e arrogante, una delle classiche rock star altezzose...insomma in poche parole che fosse uno stronzo. Niente di più sbagliato, almeno per quello ho visto io. Quello che ho visto è stato un frontman di classe, in grado di intrattenere il pubblico, di divertirsi oltre che, naturalmente, di saper cantare come si deve. Poco c'è da dire del gruppo di spalla, gli SOS, hard rock cantato in italiano con dei gusti discutibili in fatto di testi ("Sono innamorato di una porno star" e roba del genere, roba che si commenta da sola insomma). Quando sale sul gruppo la band americana , la musica cambia per fortuna e la scaletta è tutto fuorchè quello che mi aspettavo. Praticamente i nostri hanno ritirato fuori dal cilindro tutto il loro primo repertorio, tralasciando, ahimè, per quello che mi riguarda, i loro ultimi lavori, che a mio parere non hanno niente da invidiare ai primi classici. Il primo pezzo a partire è "Kiss Of Death" e chi la conosce sa bene di cosa sto parlando, il pubblico reagisce e il buon Don sembra apprezzarlo. Tra un pezzo e l'altro il batterista ci delizia su ciò che abbia realmente imparato in italiano (w la figa e poco altro). Seguono una dietro l'altra "Into The Fire", "When Heaven Comes Down", "Tooth And Nail", "Breaking The Chains", facendo un pò riaffiorare il presente con una "Too High To Fly" piena di stravolgimenti solistici. La band è presente e, nonostante lo scarso afflusso di pubblico (oramai a Roma non mi sorprendo veramente più di niente) sprizza energia da ogni poro (lo stesso Don dice che più che un concerto sembra una pazzesca festa di compleanno). A gran richiesta i nostri eseguono "In My Dreams" e dallo stesso "Under Lock And Key" arrivano "Unchain The Night" e "The Hunter". Poteva mancare il bis? Ovviamente no e quindi eccoci riproposta sempre da "Back For Attack" il classico "Dream Warriors". Che dire, ancora una volta si capisce come alcuni artisti siano riusciti a uscire dalla massa in passato e a sopravvivere nel presente...la classe non è acqua.