|
|
DITHER AMEK
Genere: IDM/Break Core Sito: http://dither.free.fr/ Voto: S.V. |
|
Conosco
poco questo artista francese, ma quel "Summit" uscito un annetto fa
sempre per la geniale M-Tronic, mi piacque (e tuttora mi piace) moltissimo,
mentre i lavori precedenti (ben 5), sono a me sconosciuti. In "Summit"
ciò che lascia il segno è la capacità di "alterare" con un tappeto
elettronico di atmosfere dark/idm, il mio già fragile equilibrio. In "Amek"
questo aspetto viene un po' a mancare. Sembrerebbe che Dither abbia voluto
deliberatamente discostarsi da ogni paragone (in molti lo accostano allo stile
di Gridlock, personalmente non concordo), cercando di abbandonare gli stereotipi
del genere. "Amek" è "Summit" privo di quelle atmosfere
angoscianti sincronizzate con grande maestria. "Amek" sfida le leggi
della idm, mescolandola con la break-core più acida, estrema, quella
metabolizzata a fatica dal sistema neurologico. Più volte ho provato le stesse
sensazioni che mi diede lo squilibrato "Liminal Space" di Xanopticon.
Power Trip N°1: voi al centro di un nero universo tridimensionale ben definito,
in cui le linee disegnate in modo irregolare creano una massa infine
uniformemente bianca...Power Trip N°2: le macchine parlano. Comunicano. Clicks,
strutture "morte", intervalli di pulsazioni irregolari e scariche
elettriche percuotono insistenti i centri nervosi, impadronendosi infine della
carne. Questo è ciò che ho "visto" in "Amek", ma sono
consapevole che il risultato è una variabile impazzita proporzionale al grado
di ricettività individuale. Resettate la mente e iniziate a viaggiare. |
|
Recensione pubblicata anche su www.kaoskulture.com