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Live report a cura der monnezZza |
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Stasera siamo qui tutti per un motivo. Vogliamo vedere e sentire dal vivo tutto quello che i Death SS sono stati in passato e probabilmente non saranno mai più in futuro. Tournèe e disco raccolta in uscita, che vertono esclusivamente sui vecchi Death SS, quelli antecedenti "Do What Thou..". Tre band a precederli. La seconda (la prima non l'ho vista) si chiama L'impero delle ombre. Nome altisonante, ma non altrettanto efficace musicalmente. La band è fortemente ispirata al rock oscuro degli anni '70, era che pone una forte impronta anche a livello visivo. E' evidente la passione di questo gruppo per l'epopea italiana giallo-horror di quell'epoca. Insomma una band che sembra uscita dal rooster della Black-Widow. Il cantante (che ricordo nelle fila di una band power-prog) si presenta inceronato, con un mantellone draculesco e con tastieroni oscuri a fare da cornice. Purtroppo il doom-rock esoterico della band non riesce a decollare. Hanno degli ottimi riff, una forte impronta lirica, ma il lavoro da fare è ancora molto per riuscire a creare una propria matrice. Una esile fetta di presenti sembra però gradire la loro esibizione. Io mi rifugio nella birra. L'apparizione dei Vision Bleak a quanto pare è attesa da molti dei presenti, e la band tedesca non fa nulla per deludere. Se su disco li ho trovati interessanti, l'esibizione live me li fa apprezzare ancora di più. Questo grazie ad una tenuta del palco ottima, e a del materiale dove echi dark dei Sister of Mercy e potenti iniezioni di riffoni quadrati, alternati ad un buon uso di tastiere e ritmiche variegate, fanno bello sfoggio elargite a piene mani dal singer. Quest'ultimo dimostra di essere un buon intrattenitore, con la sua mimica da direttore d'orchestra mitigata da un fare dandy curioso e ben apprezzato dall'audience (N.d.kINeTiC a me me pareva Massimo Boldi da giovane!). Finalmente un gruppo di supporto più che decente.....
Ora tu affronterai il mare delle tenebre e ciò che in esso vi è di esplorabile. L'oscurità ammanta l'Alpheus. La nebbia trabocca dal palco e le note di "Ave Satani" scuotono le menti, convogliandole nel sabba mantrico ' Ave versus Christus. Ave Satani". Il gran sacerdote, ritorna tra le genti nella sua vecchia calzamaglia nera, con l'oramai mitico copri-pacco in finta pelle a forma di pipistrello. Le lancette del tempo scorrono inesorabilmente all'indietro, e gli anni '80 ritornano nella loro irripetibile forma. Quelle cassete al ferro che giravano nel mio Amstrad da centomilalire, cominciano a prendere vita. Quello che avevo solo visto sulle foto di oramai ridicole riviste metal. Quei retro copertina dei vinili posseduti da pochi fortunati. Quei racconti dal tono leggendario di chi li aveva visti esibirsi nella notte dei tempi. Tutto ora viene spazzato via da una realtà tangibile ed emozionante. Il passato riprende forma e si abbatte come una scure affilata sui presenti. Cominciano a piovere uno dietro l'altro i classici della band. Non si ha il tempo di riconoscere una 'Heavy Demons', che devi fare i conti con 'Baphomet'; neanche il tempo di rimanere increduli e commossi con 'Terror' che ti piomba addosso "Black and Violet'. E così ancora per 'Inquisitor', 'Chains of death', 'The Night of the Witch', 'Horrible Eyes'....ESTASI! E' l'unico termine per descrivere lo stato della maggior parte dei presenti. Il nuovo bassista è molto, ma molto più convincente di quel manico di scopa che accompagnava lo scorso anno la band nel tour di 'Humanomalies' (Kaiser Sotze però era di un'altro pianeta). Steve Sylvester continua a non perdere un colpo nonostante l'età, e domina l'audience con carisma e piccoli giochetti. Dalla croce in fiamme, al calince di sangue (?) lanciato sul pubblico, sino alla conversione sessuale di una suora con tanto di accoppiamento (ovviamente finto) sul palco. Delirante il finale, con i Vision Bleak che salgono a cantare, e la gente che va fuori di testa appena la pulzella che ogni tanto deliziava i presenti con i suoi balli e le sue forme non è uscita a distribuire ostie finte alle prime file (il sottoscritto ha rifatto la comunione dopo non so quanti anni ^__^). Me ne vado sbavando per quello che ho ascoltato. Forse mi aspettavo ancora di più come spettacolo visivo. Ma la possibilità che ci è stata concessa di veder eseguire forse per l'ultima volta dal vivo un pezzo di storia del metal, ha un valore troppo grande per finire vittima di critiche dovute più all'ingordigia che ad altro.
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