Intervista a cura di Giovanni "Monnezzza" D'amelio
- Più che di un'opinione vera e propria si può parlare del rammarico di non avere sfruttato un fenomeno del genere finchè è stato completamente gratuito... con tutto quello che costano la pubblicità sulla stampa di settore-e aggiungerei con quel poco che serve- ed un' attività live adeguata alla promozione di un disco quello degli mp3 è senz'ombra di dubbio il modo più comodo ed economico per far girare il mondo alla propria musica e metterla a disposizione di tutti; è un vantaggio per le piccole bands come noi e sicuramente non è un danno economico per le grandi bands che hanno sollevato polemiche come Ulrich e soci, che saranno anche a corto di idee ma sicuramente non di verdoni. Anche se sinceramente penso che tutte queste cause tipo "i Metallica contro Elektra" o "Ulrich contro Napster" o ancora "Hetfield contro Maciste" siano delle grosse trovate pubblicitarie ( o l'inequivocabile segnale che i legali americani non hanno un cazzo da fare tutto il giorno...). Se non si era capito siamo sostenitori di Napster!
-Ultimamente c’è un esplosione di ‘zine sul web. Credete che un fenomeno come questo possa influire sulla scena metal e da quale punto di vista (es° recensioni più oneste!).
-Ti dirò , non mi ha stupito più di tanto un fenomeno del genere, sintomo ulteriore dello spostamento dei media su supporti più moderni, più nuovi , meno inflazionati e quindi più credibili e più stimolanti della classica "cartastampata". E poi su internet facci caso, ognuno ci fa un po' il cazzo che gli pare , se voglio fare il sito del mio cane mi siedo un'oretta e lo faccio, senza poi dovermi sbattere a portare in giro borsate di fotocopie per rendere il mio cane di dominio pubblico, do una cliccata et voilà , il mio cane lo vedi anche in Guatemala. E se posso farlo per il mio cane figurati per una 'zine...Quello che mi stupisce piuttosto è che tanti sanno usare linguaggi web complicatissimi e magari cappellano clamorosamente sugli editori di testo.Come tutto questo possa influire sulla scena non lo so, in questi casi dico sempre "staremo a vedere", è chiaro che Internet è un grande aiuto per un certo tipo di stampa underground che spesso abortisce le uscite o partorisce pantagrueliche edizioni semestrali per questioni di sincronizzazione tra i vari collaboratori o per difficoltà di reperire materiale in tempi accettabili. Una bella botta di efficenza, insomma.
- Il vostro esordio "Link" è stato l’album più sorprendente della scena italiana dai tempi in cui uscì "Treasures Arcane" dei Crown of Autumn. A parte quest’opinione personale, come lo hanno giudicato nell’ambiente.
-Ne abbiamo sentite di tutti i colori a proposito del nostro disco fino ad adesso, che è un capolavoro , che è una merda , che è registrato male ma è un bel disco , ecc. ecc. ecc. tutto è stato detto di "Link" , talmente tanto che adesso non sappiamo se andarne orgogliosi o spararci un colpo, o sparare a qualcuno.Cazzate a parte è bello il fatto che all'estero la critica underground ci apprezza molto, come apprezza molto anche i nostri label-mates Iblis e Glacial Fear.
-"Link" è un’album atipico perché può piacere sia a chi è un patito della scena death americana, caratterizzata spesso dai suoi tecnicismi esasperati ma sempre fluidi, sia a chi ama la furia melodica della scena scandinava. Era questo il vostro obbiettivo quando lo avete composto?
-Sinceramente penso che abbiamo sempre scritto i nostri brani senza un obiettivo preciso, almeno io trovo che studiare a tavolino l'effetto della musica sia il primo passo verso la sindrome da emulazione .La nostra esigenza di comporre da subito ha sviluppato contemporaneamente una profonda ricerca di personalità , che naturalmente non ha ancora portato a quello cui vorremmo arrivare ma le strade lunghe , come quelle corte del resto , si fanno un passo per volta.Chiaramente non essendo ancora dei musicisti navigatissimi con LINK abbiamo lasciato parecchio in evidenza le nostre influenze , credo comunque dicendo la nostra senza troppe scopiazzature
-Il suono un po’ debole è forse l’unico difetto di "Link" (anche se forse sarebbe meglio parlare di curiosità nel sentire l’album con un suono più potente!). E’ una questone di equipaggiamento dello studio, di mixaggio o altro?
-Mixaggio , inesperienza , stanchezza. Tutte cose che hanno collaborato attivamente a rovinare un disco che comunque ha di base dei suoni buoni , ma nelle mani di un Andi Sneap o di un Neil Kernon avrebbe fatto tutta un' altra figura.Invece noi che siamo dei poveri fessi dovremmo preoccuparci solo di scriverli i pezzi e di suonarli decentemente, e non di produrli ( con "noi" intendo dire i Dammercide , il fonico dello studio ed i nostri produttori non hanno colpa dell' accaduto, ma in compenso hanno una grande pazienza!).
-Di cosa parlano i vostri testi, e quanto influiscono nella direzione che prende la vostra musica.
-Ti parlo come autore al 50% dei testi ( l'altro è Alex , il cantante). Sarei troppo vago dicendoti che parlano di esperienze personali e sarei bugiardo se ti dicessi che non parlano di niente in particolare. I Dammercide si sono creati con gli anni un universo lirico personale , con cui possiamo esprimere tutte quelle cose che colpiscono la nostra sensibilità ma di cui difficilmente si parla, anche con le persone che stanno più vicine. Con questo non voglio dire che diciamo cose particolarmente nuove o emozionanti , dico che per noi il testo è il modo di traformare tramite la fantasia idee e sentimenti che il normale vivere traformerrebbe in incubi e frustrazioni.Ad esempio "Crimson spring" parla di quanto sia bello scopare, e non mi sembra che questa sia una novità! (ma nel normale vivere è un incubo?)
-So che state già componendo del nuovo materiale. Che forme sta assumendo?
-Fondamentalmente la differenza tra i vecchi ed i nuovi brani secondo me sta nel diverso approccio alla composizione che abbiamo assunto.Vedi , i pezzi presenti su "Link" sono una specie di selezione del materiale migliore composto negli ultimi cinque anni, tre di essi addirittura erano già presenti sul demo-tape "Compromise", e quindi risentono se vogliamo dei cambiamenti avvenuti in un'arco di tempo abbastanza ampio; quando si è concretizzata la proposta della Negatron Rec. non abbiamo fatto altro che scegliere tra una ventina di brani già pronti quelli che ci sembravano caratterizzati da un legame -da qui il titolo dell'album-, da una matrice stilistica comune. La nuova produzione invece nasce proprio con l'intento di assemblare un lotto di pezzi per una nuova uscita discografica, con la consapevolezza di aver fatto dei grossi passi avanti nella nostra ricerca di un sound che ci appartenga sempre di più.Il primo disco è una grande occasione di prendere la propria personalità artistica e metterla di fronte allo specchio e dire "Ok , questo mi piace , questo no , quell'altro va curato di più ", insomma ti permette di maturare ulteriormente a livello compositivo. Penso di poter dire che i nuovi pezzi abbiano il grosso pregio di mescolare in maniera ancora più armoniosa ed equilibrata quelli che abbiamo sempre considerato i tre ingredienti fondamentali della nostra musica: partiture cerebrali , melodia e impatto.
-Il cantato alterna lo screaming con delle cleans vocals. Continuerete a farne quest’uso, o privilegerete uno dei due stili in futuro?
-Anche per il cantato il discorso è lo stesso , forse il cambiamento va visto sotto quest'ottica: prima si cercava di scrivere pezzi belli , adesso i pezzi si cerca di farli azzeccati.
-L’uscita di un album sul mercato è sempre un’occasione per suonare dal vivo. Non mi sembra però, a parte un paio di esibizioni, che sia il vostro caso . Come mai? (è una vostra scelta, avete problemi a trovare posti dove suonare, non avete un management che abbia buoni contatti, o cos’altro?)
-Hai praticamente risposto tu con la stessa domanda. Un po' è una scelta obbligata da parte nostra, non vivendo di musica ma di lavoro a volte bisogna metterci una pietra sopra e rinunciare alla vita da palco perchè ahimè, siamo in Italia, il paese di Lunapop, Celentano e cover bands del cazzo, quindi sperare di vivere di musica è una possibilità per pochi eletti, peraltro dalla pochezza di un pubblico di citrulli che si beve qualsiasi porcata che esca da un televisore . Per quello che riguarda la mancanza di spazi per il metal live il discorso si complica, e suvvia , si fa anche un po' polemico: per prima cosa i locali in cui vale la pena di suonare (vale a dire con un palco ed una strumentazione almeno decenti ed un afflusso di persone che non siano i dieci clienti fissi, ma neanche pretendo trentamila persone in una ex tabaccheria) sono veramente pochi e comunque hanno i calendari saturati da managements ed agenzie che noi non possiamo permetterci economicamente. Non sto candidamente ammettendo che ci piace fare i preziosi, anzi sono fiero sostenitore della nostra umiltà e della nostra onestà e mi sbatto per cercare di organizzare date, però alle sopracitate condizioni di musicisti non professionisti aggiungo che il live è un esperienza che deve essere galvanizzante prima di tutto per il gruppo stesso e mettiamola così, scendi in campo per giocare una partita di calcio, ma lo stadio è vuoto: non so a Vieri cosa potrebbe importare con i soldoni che si intasca,ma se capita al giocatore di serie C che gioca per passione e non per lucro, magari quando gioca in casa, penso che gli girerebbero i coglioni proprio come quando noi suoniamo in un locale quasi vuoto e quasi gratis.E qui scatta il polemicone: secondo me la situazione è aggravata ulteriormente dalla politica di alcune bands anche piuttosto famose in territorio nazionale, che piuttosto di rimettersi alla situazione poco incoraggiante che stiamo vivendo in casa nostra sono disposti a suonare ne li peggio posti a dei prezzi ridicoli. Questo, visto che le leggi di mercato non sono un'opinione e in Italia funzionano più per la musica che per la carne bovina, non fa nient'altro che relegare il metal , in qualsiasi sua forma, ad una specie di genere di serie B( tornando alle metafore calcistiche: le radiocronache di serie B le trasmettono su scala nazionale quando la serie A non gioca, oppure le trasmette la radio locale che con la radiolina tascabile non si sente mai).
Concludendo , la scena metal italiana è buffa: è una delle più giovani ma si prende sul serio come un' istituzione centenaria, con un'organizzazione che la Ansa al confronto sembra un' edicola, e sviluppa tutta la sua forza lavoro su strutture ai limiti del ridicolo: visto che ai metallari piace considerarsi spesso i nemici del sistema,mi chiedo cosa stiamo aspettando a mettere giudizio e a smettere di prenderci per il culo.
-L’artwork del booklet non ha uno stile omogeneo: la cover ne ha uno ( ricorda molto H.R.Giger), lo sfondo dei testi un altro e quello delle vostre foto un altro ancora. Come mai?
-Uhm, è.. è venuto così , non ci avevo mai fatto caso!
-Che significato ha il nome Dammercide e perché lo avete scelto?
-Beh , l'aveva tirato fuori Alessandro, il nostro ex batterista, e esattamente sarebbe la contrazione di Dammerrung(crepuscolo in tedesco, danke) e ... e.... Homicide, suicide, boh qualcosa del genere in somma , roba molto dark e affascinante per cinque adolescenti brufolosi appassionati di science fiction .Dopo sette anni di attività mi commuovo quasi a spiegare il significato di un nome così bizzarro ( una volta mi vergognavo ).
-Dalle foto sembrate molto giovani: si può sapere quanti anni avete!
-Oh grazie , avresti potuto aggiungere anche che siamo molto belli ( forza lettrici comprate "Link" dei
Dammercide che è disponibile dal 14 Febbraio 2001 con il booklet adesivo tipo-copertina-di-Cioè)!!! A parte gli scherzi, siamo tutti intorno ai 25 anni , non so se siamo giovani o relativamente giovani per fare quello che facciamo, nella mia città ci sono quarant'enni che ancora ci provano e nel mondo ci sono fenomeni tipo Christofer Ammott o i Children of Bodom... oppure gli Hanson. (Cristo come ha ragione!!!nda)
-Perché anche voi avete messo una ghost-track alla fine? E poi perché proprio uno strumentale così diverso dallo stile del disco?
-Mah così , ci piaceva l'idea di mettere la "sigla di chiusura" , tipo trasmissione della rai... poi perchè trovi strano che sia così diverso dal resto del disco, certi programmi soft porno delle reti private hanno sempre dei commenti musicali decisamente fuori luogo ma non lo nota mai nessuno... ah, già noi non abbiamo le tette! (ma sto tipo è proprio un simpaticone!!nda)
-Vi trovate bene con la Negatron rec.? Continuerete a collaborare con loro o avete avuto proposte da label più importanti?
-Con l'etichetta va tutto a gonfie vele , siamo in ottimi rapporti anche a livello personale e ti dirò di più: dubito che una qualsiasi major abbia in seno due lavoratori caparbi e tenaci come Luca e Riccardo, anche se i mezzi a disposizione sono limitati (per ora) loro li spremono senza risparmiarsi mai, poi ci coinvolgono nel lavoro dell'etichetta , ci interpellano per discutere le decisioni e noi interpelliamo loro per cose che magari riguardano il gruppo da vicino.Siamo entusiasti di lavorare con loro, e penso che per quello che ci può offrire l'Italia sarà una luuuunga collaborazione la nostra.
-Qual è il disco uscito quest’anno che vi ha impressionato di più e perché!
-Purtroppo non posso risponderti a nome del gruppo perchè abbiamo dei gusti talmente eterogenei che non mi stupirei se nella discussione saltasse fuori anche la colonna sonora di "Charlie's Angels" . A me personalmente è piaciuto molto "Crisis" dei Symbyosis, il perchè non lo so, però mi piace.
-DK666 ha una rubrica dove vengono recensiti dischi del passato che la critica ha ingiustamente bistrattato o che il pubblico ha distrattamente trascurato. Ve ne viene in mente uno?
-Ti posso dire che mi sembra assurdo oltre che ingiusto che dopo un disco come "Painting on glass" ( e io ci metto anche il successivo "In this Room" nda) i 3rd and the Mortal non abbiano avuto più di tanto successo, o comunque meno di quelle solite quattro baldracche che tra uno shopping e l'altro ammazzano il tempo incidendo dei dischi al limite del vergognoso di pseudo metal-gothic-paraculo-simphonic-ambient-dark-wave.
Una citazione quasi religiosa va al mai troppo apprezzato "Focus" dei Cynic. ( e qui mi prostro in ossequiosa adorazione nda)
-Cosa chiedereste ad un personaggio (anche morto) che non avrete mai la possibilità d’incontrare.
-Non lo so , non conosciamo di persona gente che non avremo mai la possibilità di incontrare , tantomeno quella morta....
-Ed ora il momento Marzullo: vi lascio carta bianca per dire qualsiasi cosa. Grazie della disponibilità e alla prossima.
-Grazie a te per la disponibilità e lo spazio concessoci su DK666! Sentiamoci presto( e l'invito è aperto a tutti i lettori ) all'indirizzo DAMMERCIDE@LIBERO.IT e fammi sapere quanto ti devo per l' intervista!