CLAN OF XYMOX

DIVE

INSTITUT


Roma - 28/03/2004

Black Out

Live Report a cura di Exploding Boy

Era parecchio che aspettavo il ritorno a Roma del Clan of Xymox, non solo perché negli anni passati non sono mai riuscito a vederli dal vivo, ma anche perché ero curioso di assistere al cambiamento stilistico coincidente con il loro ultimo album “farewell”. Ma prima di loro si sono esibiti i due gruppi spalla INSTITUT e DIVE, dei quali ad essere sincero conoscevo solo qualcosa.

Il Blackout è pieno per meno della metà quando sale sul palco qualcuno molto simile ad un impiegato della Germania dell’est, il quale passa circa dieci minuti a manovrare degli strani apparecchi che producono rumori estremamente fastidiosi. Subito ho pensato a problemi con l’impianto audio, ma quando il simpatico impiegato ha cominciato ad urlare frasi incomprensibili, ho capito che il concerto era iniziato: quello che stavo ascoltando era INSTITUT! Il suo primo pezzo mi ha lasciato basito, quello che sentivo non aveva una base ritmica, ne una melodia, non era musica, era rumore puro. In breve tempo il locale si svuota (N.d.kINeTiC bambocci...Institut è industrial-noize...ma guarda te sti "gotici" de oggi...), ma io mi sforzo di proseguire lo stesso l’ascolto, e questo mi porta pian piano ad apprezzare il lavoro di INSTITUT, tanto da dispiacermi quando per un problema tecnico non è più in grado di proseguire il suo concerto.

Passati dieci minuti è il turno di DIVE, e il Blackout si riempie quasi completamente. L’artista belga, tanto osannato nell’ambiente electro/industrial/EBM, viene acclamato dal pubblico romano, ma il mio parere soggettivo è che abbia fatto una performance fredda e monotona. Se mi si passa il paragone sembrava di vedere l’equivalente gotico di un rapper di strada: un cantante che si agita e canta su una base pre-registrata, ritmica uguale dalla prima all’ultima canzone.

Verso mezzanotte finalmente è il turno del Clan of Xymox che attaccano subito con “There’s no tomorrow” e di “cold damp day”, i due pezzi più di successo del loro ultimo album. L’impressione che si ha è di una quasi totale freddezza della band, che viene esaltata dalla loro evidentissima rigidità sul palco. Basso e tastiera si limitano a dei movimenti lenti e meccanici, il chitarrista è completamente assente mentre Ronny mentre canta cerca in modo imbarazzante di “ballare” le sue ultime creazioni. Per fortuna mi tiro decisamente su con il trio di canzoni che seguono, Ronny imbraccia la sua chitarra ed attacca con “Jasmine and Rose”, “A day” e la stupenda “Louise”, unici pezzi degni di nota della prima parte del concerto.

Il seguito torna ad essere decisamente monotono con una successione anonima di pezzi dal gusto decisamente EBM, tratti dai loro ultimi due dischi. Il concerto si conclude con la title-track dell’ultimo lavoro “Farewell”. Con i  loro primo entreat finalemnte la “musica” cambia e riesco ad ascoltare “Craving” e “This world”, mi basterebbe quest’ultima per essere soddisfatto, ma con il secondo entreat riescono fuori gli Xymox che ho amato, e che mi riportano indietro nel tempo con “Backdoor” e “michelle”, per concludere definitivamente con “Moscoviet Mosquito”.

Alla fine del concerto ammetto di essere rimasto perplesso, perché mi è sembrato di assistere a due concerti separati, una cosa è stato vedere Ronny che si agita su basi musicali abbastanza scontate e circondato da automi, ed un’altra è stato vedere un gruppo che ha fatto la storia della musica dark degli anni ’80 mentre si entusiasmava riproponendo i suoi cavalli di battaglia. Il mio giudizio resta comunque positivo, in quanto, anche se a tratti, il Clan of Xymox è riuscito a farci rivivere dei bellissimi momenti, senza indugiare troppo sulla nostalgia di un periodo ormai andato o sul loro nuovo corso musicale.

PLAYLIST

There's no tomorrow
Cold damp day
Jasmine and Rose
A day
Louise
Into Extremes
It's not enough
I want you now
Number One
Bittersweet
Farewell
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Craving
This World
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Backdoor
Michelle
Moscoviet Mosquito