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CARTERTUTTI DER FEUERKREINER
Black Out Live Report a cura di Exploding Boy |
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Chris e
Cosey, per quei pochi trentenni che come me non dimenticano il passato, sono
ricordati come gli storici fondatori dei Throbbing Gristle, gruppo che è
passato alla storia per aver inventato un nuovo genere musicale, l’industrial. Come al
solito l’organizzazione della Grinding Halt è impeccabile, tant’è che
all’ingresso vengo addirittura accolto da una bellissima damigella che mi
offre una rosa bianca. L’interno del Blackout è stato abbellito appositamente
per l’occasione con tende bianche alle pareti, agitate dai ventilatori, e un
bellissimo impianto luci. Tutti
questo dava un’atmosfera onirica alla serata. Ad aprire il concerto i bravissimi Der Feuerkreiner, che con la loro musica, che definirei folk-electronic-medievale mescolata a testi in tedesco, hanno entusiasmato gli ancorai pochi avventori del locale.
Credevo
che per tutto il concerto l’affluenza fosse del tipo pochissimi ma buoni, sia
perché sono in pochi ormai a ricordare chi siano Chris e Cosey, sia per la
vicinanza con il concerto dei Cure ad Imola. Fatto sta che invece il locale si
riempie proprio quando stanno per salire sul palco CarterTutti. La musica
proposta dal duo espande quasi all’inverosimile la ritmica densa dei TG,
aggiungendo elementi sinth-pop più accessibili. Le canzoni sono molto meno
strutturate rispetto al passato, più sperimentali e a volte sembrano anche
improvvisate. Pezzi della durata media di dieci minuti, delicati, morbidi,
sospesi in aria, ovattati, comunque accattivanti. Non certo musica per tutti, ma
solo per palati raffinati che sanno trarre piacere anche da un sapore appena
percettibile. Il
concerto è finito senza alcun entreat da parte di Chris e Cosey, mentre
qualcuno si risvegliava dal sonno profondo in cui era caduto ascoltandoli. Mi
convinco ancora di più che non era un concerto per tutti.
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