BACKYARD BABIES

THEE STP


Milano - 11/05/2004

Transylvania Live

Live Report a cura di King of Outlaw

Giornata strana l’11 Maggio 2004, dal clima incerto: a Milano mi accoglie un cielo dai colori strani, plumbei, quasi apocalittici, ma fortunatamente la pioggia annunciata non fa la sua comparsa, e questo permette al sottoscritto e alla combriccola di Rockers presenti di godersi in tutta tranquillità, tra un drink e l’altro, l’attesa spasmodica per il concerto. Finalmente il locale apre i cancelli, il sogno comincia…a night for the outcast

 

THEE STP: Sono i Thee Stp ad aprire l’unica data italiana di Nicke & Soci e mai come questa volta si è avuto un supporto all’altezza della situazione. Ho scoperto questa band qualche giorno fa ascoltando il loro ultimo album “TROUBLEMAKERS #1” e, benché il disco suoni davvero bene, mai mi sarei aspettato una band di tale calibro… sì i Thee Stp sono fenomenali: potenti, melodici, rodati, compatti, divertenti, ribelli e simpatici…insomma una band con i controcazzi!!! Descrivere la loro musica non è facile, in alcuni momenti potrebbero ricordare dei Wildehearts più potenti, in altri i The Bones, ma anche i Ramones e i Social Distortion hanno una componente importante nel sound della band. I Thee Stp sono italiani, ma sicuramente il loro approccio è molto molto europeo (roba che se fossero stati svedesi o americani si parlerebbe di loro come una delle new sex-action dei giorni nostri del punk rock), il loro sound è trascinante, impossibile stare fermi, non farsi contaggiare da IlMetius, frontman vero, o restare indifferenti a Casey Cooper, una sorta di Dregen nostrano…Prometto che vi farò sapere di più di questa fantastica band.

BACKYARD BABIES : …”feel adrenaline it’s burning” è con le parole della band stessa che inizio questo report; più che una recensione, è una pagina di vita vissuta, fatta di lacrime, alcool e sudore. Le luci si spengono, il fumo sale, mentre le casse del locale suonano una versione di “Do You Remember Rock’N’Roll Radio” eseguita dai Kiss, la band fa il suo ingresso on stage: look minimale o rozzamente fashion che dir si voglia, l’immagine è qualcosa che ai Backyard Babies non serve, è altro a parlare: la musica.

“Look At You” apre il concerto, delirio assoluto e non potrebbe essere altrimenti, non è certo un segreto che “Total 13” è forse il vero capolavoro della band, il lavoro che la gente ama di più. Inaspettata. Dopo questo tuffo nel glorioso passato ( ci saranno altri momenti) la band comincia a proporre i brani del glorioso presente, i brani che più di tutti mostrano la crescita della band verso un sound più maturo, brani che si fregiano di un’attitudine “loser” paragonabile solo a quella dei SxDx, I brani di Stockholm Syndrome. “Earn The Crown”, “Say When”, “Year By Year” (un inno che in pochi minuti spiega cosa significhi essere sempre in prima linea anche quando provano a schiacciarti, quando sei costretto a mangiare mexxx) e “Be Myself And I” vengono offerte al pubblico senza troppi complimenti, inframezzate da qualche brano estratto da “Making Enemies Is Good”, vedi “Payback”,”Star War” e l’ottima “Heaven”. Poi è il turno della “Powerhead” che non ti aspetti, un brano che dal vivo acquista una potenza devastante. Personalmente ritengo che la band raggiunga l’apice quando propone “A Song For The Outcast”, secondo singolo estratto dall’ultimo album, un brano che adoro, un inno, una song che ho imparato ad amare da subito, sicuramente una delle mie song preferite dell’intera discografia della band svedese. “Highlights” e “Minus Celsius” non sono da meno, ancora ho i brividi e se dovessi descrivere le emozioni provate, beh non ci riuscirei, rischierei solo di banalizzare tutto, di racchiudere dentro semplici parole, un qualcosa che invece va oltre ogni confine dell’intelletto. Un rabbioso Nicke ironizza sull’amore e introduce con voce sarcastica “You Tell Me You Love Me You Lie”, brano autobiografico, un’indice medio alzato verso una promessa eterna spezzata. Si torna di nuovo ai fasti di “Total 13” (del quale purtroppo, però, non vengono riproposte le immense “Robber Of Life” e “Bombed”)  con “Made Me Mad” che fomenta, con “U.F.O. Romeo” che rincara la dose. Non è ancora finita. C’è tempo per “Everybody Ready?!”, dove il pubblico risponde alla grande e per “One Sound”, brano anonimo su disco, ma che dal vivo ha tutto un altro impatto, merito soprattutto di un Dregen insuperabile, l’incarnazione del R’N’R!!! “Brand New Hate”, altro inno autentico, dà il commiato ad una serata unica, irripetibile. L’unico appunto che posso fare riguarda il volume, veramente troppo basso, che ha penalizzato l’impatto della band, ma che non macchia di certo una prova impeccabile sotto ogni punto di vista. L’ultimo elogio spetta a Nicke, singer e leader della band, un frontman vero, magnetico, energico, un uomo che canta ciò che scorre nelle sue vene, ciò che batte dentro il suo cuore, ciò che infiamma il suo stomaco; una persona gentile e disponibile, che rocker è nato e che da rocker autentico vive!!!

A quanti di voi troveranno esagerate le mie parole dedico il mio più sincero e sentito “Shut The Fuck Up”, a quanti troveranno delle “imprecisioni cronologiche” nel mio report faccio una sola domanda: riuscite a ricordare ogni particolare dei vostri sogni?