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Riecco di
ritorno uno dei pochi progetti di industrial marziale degni di nota...la mia, è
una conoscenza relativa del genere, ma in base ai miei gusti posso
tranquillamente asserire l'assoluta superiorità degli Arditi nei confronti di
coloro che, a detta degli "esperti", sarebbero i loro "mentori"...tralasciando
Puissance e The Protagonist che comunque sono più apocalittici, si possono
citare ben pochi lavori di autentico spessore "militare"...parlo di Triarii e
Toroidh in primis e degli emergenti H.E.R.R. e Cold Fusion, e dei veterani Von
Thronstahl (comunque non tutti i loro lavori) susseguentemente. Derniere
Volontè mi ha destato più di un dubbio, per non parlare di Blood Axis o degli
idolatrati Der Blutharsch...il panorama con cui ho avuto a che fare è stato
piuttosto deludente ed ecco i motivi principali che mi spingono ad acquistare a
scatola chiusa i lavori di Henrik Moller (Puissance) e
Mårten Björkman (Algaion e
Octinomos): la coerenza e la costanza. Tutti i loro dischi sono pervasi da reali
plumbee atmosfere da seconda guerra mondiale...come detto, in pochi riescono
veramente nell'intento di "raccontarci" uno dei periodi più folli e tetri della
storia dell'umanità...e così ecco che dagli opprimenti tempi marziali avvolti da
tastiere magnificenti e solenni, si ergono entusiasmanti discorsi dei "profeti"
dell'apocalisse degli anni '39-'45...tristezza, malinconia, drammaticità ma
anche ardore e forza possono essere sperimentati in prima persona...ed è quindi
grandissimo ritorno a tutti gli effetti, considerando anche il non proprio
esaltantissimo "Spirit of Sacrifice". "Marching On to Victory" per me rimane il
loro capolavoro, ma "Standards of Triumph" ci riconsegna una band in grado di
celebrare magistralmente gli orrori e i trionfi dello scorso secolo... |
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