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Non mi
sono mai spiegato come mai il precedente lavoro di questa band svedese fosse
descritto da molti come un piccolo gioiello poco considerato nello scrigno dei
tesori nascosti del death-metal. Qualche spunto interessante sì, ma nulla di
trascendentale o mai visto prima. Ora, se per voi l'alternarsi di ritmiche
ossianiche con altre più marcatamente prog, il turbinio di riff death mitigati
da una sufficiente vena melodica, il mutevole filo conduttore di un brano
guidato in maniera quasi matematica, se non lo scorrere piacevole di 53 minuti
di death metal tecnico, possano essere dei validi motivi per fare altrettanto
con questo nuovo lavoro degli Anata, correte pure a comprarlo e a vantarlo nella
vostra collezione. Per me infatti, se c'era qualcosa in cui il precedente lavoro
non lesinava, era la furia e la spontaneità. L'impressione è che "TCD" sia un
lavoro concepito a tavolino, talmente è sapiente l'evolversi delle strutture
armoniche e ritmiche. Pur apprezzandolo in molti passaggi, e soprattutto in
piccole dosi, questo disco è un tantinello noioso nella sua perfezione. I
Necrophagist a me bastano e avanzano. Se voi ne volete ancora, accomodatevi
pure. |
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