
Live report a cura di King of Outlaw
Decadenza+Krys - Roma – 29/02/2004 – Jailbreak
Ieri sera domenica 29 Febbraio si è inaugurata presso il Jailbreak di Roma, la prima serata del R’N’R Damnation, ossia un movimento che cerca di far crescere il movimento r’n’r nella nostra bigotta penisola…Purtroppo l’abuso di matita nera, di lacca, di lustrini e quant’altro che ci aspettavamo non si è verificato, molti “personaggi” che di solito sgattaiolano dalle loro tane per eventi più blasonati non si sono visti, ma si sa “it’s a long way to the top (if you wanna r’n’r)…
La prima serata ha visto alternarsi sul palco due band romane, i Krys e i Decadenza…
KRYS : Ho conosciuto questa band negli ultimi scampoli del 2003 e fin da subito l’ho amata per via del song writing delicato e vellutato, per la loro capacità compositiva così dannatamente nordica, per la loro decadenza tipica di band quali Dogs D’Amour, Quireboys o Dogtown Balladers e quindi la curiosità di vederli dal vivo era davvero tanta… La band decide di aprire la propria esibizione con “Every Single Day”, un brano nuovo presumo, perché assente nel loro splendido debut “Hope And Tears”, ma che lascia subito trasparire come il suono della band, dal vivo, sia molto più robusto ed energico rispetto a quanto proposto su cd. Un buon inizio non c’è che dire, ma è con “Queen Of The West”, “A Letter To Hel( l )sinky, brano dedicato ad alcune band che hanno influenzato le radici della band, e con la splendida “Take Me Away” che i nostri conquistano il pubblico, tre autentiche perle di pura rock intimista, tre spaccati di paesaggi desolati, calda come un deserto “Queen Of The West”, fredda e tagliente come la notte svedese “A Letter To…”, un canto dell’anima “Take Me Away”. Si prosegue con “Killer Clown”, “Sly Girl”, “Day By day” e “I Love You” ( tutte estratte dal debut sopra citato ) inframezzate da una manciata di nuovi brani tra le quali spicca la “Misfitiana”, almeno per quanto riguarda l’horror attitude, “Halloween Town”e “Trick or Treat”. Non mi ha convinto per nulla invece “Not Time To You”, brano interpretato dal bassista Nasty, la cui timbrica vocale, eccessivamente sporca e rabbiosa, non si adatta per nulla alle sonorità della band, limite che ho riscontrato anche nei cori delle altre song…Nel complesso una buona esibizione davvero, una band che col tempo può solo crescere…
DECADENZA : a distanza di qualche mese dalla loro ultima esibizione all’interno della serata “No Slapper” ho di nuovo il piacere di assistere ad una performance di questi “Dandy Of Vice” romani e quanto visto ieri sera conferma il fiume di belle parole spese in passato per descrivere questa band, ormai perfettamente a suo agio con una chitarra in più, che come già detto in altre occasioni, dona maggior spessore e corposità ai brani, già eccellenti di per sé…La band si presenta al pubblico con un paio di brani nuovi, estratti dal loro imminente Ep, “Fame Di Rumore” e “Ego” che denotano uno spessore compositivo notevolissimo, una spanna sopra alle composizioni medie della nostra triste penisola; brani nuovi dicevamo, ma che dopo poche note sembrano già dei classici della band, perfettamente arrangiati, maledettamente taglienti, morbosamente veri. Un tuffo nel passato buio e cupo della band con “Anime”, “Specchio” (splendida power ballad) e “Giudy” (se vi siete mai chiesti che suono abbia l’eroina, questa song risponde al vostro interrogativo) inframezzate dalla nuova e maestosamente decadente “Polvere Di Lei” , brano sanguigno, dolce come l’aroma del miele selvaggio, rassicurante come il sorriso di sua maestà lucifero, poesia vera…”Brucia lento in me, il demone di un folle che senza un rumore mi ha privato della tua bocca, amante del peccato”!!! “No Hey Banda”, altro brano nuovo, altra cronaca di un successo annunciato, ma che la band aveva eseguito in maniera migliore in altre performance, ma questo non sminuisce il valore di questa song dal dubbio valore morale, una song dall’indubbio disprezzo per l’ipocrisia. “Punto Di Non Ritorno”, “Hey Man” e la vecchia “Maelstrom” sono tra i brani migliori della serata, quelli che incarnano in pieno il nuovo spirito dei Decadenza, sempre in bilico tra quelle ritmiche pompose e potenti, che hanno nei Backyard Babies e i Turbonegro i loro maestri, e melodie/armonie magiche, sorprendenti, a metà tra strada tra incubo e sogno, tra cielo e inferno tanto care ai “Partners In Crime” Prima di lasciare il palco la band ci delizia con tre cover che fanno ormai parte del bagaglio genetico dei vari membri: si comincia con “Degenerated”, già portata in auge dal film “Airheads” e da quel gran gruppo che erano i D Generation, “Riot Act” sulla quale non vale la pena spendere parole, interpretarla non è cosa per tutti, c’è chi può e chi non può Killo (im)modestamente può!!! Si conclude con “Whole Lotta Rosie”, se il Jonna non suona un pezzo degli AC/DC ad ogni sua performance si sente male, lo dovete capire ;). Quella di ieri sera è stata l’ennesima grande prova di una band fottutamente narcisista, egocentrica, superba, strafottente, arrogante, menefreghista, lontana da ogni trend imperante, scevra da compromessi o facili soluzioni, una grande prova di una grande band che ha “Fame Di Rumore”!!! Support them or die!!!
Se nella scaletta fosse stata inserita anche “La Mia Strada” (correte a scaricarla su www.decadenza.com) la serata sarebbe stata perfetta, ma è solo un mio cruccio.
Concludo questo report nella speranza di poter recensire altri mille di questo R’N’R DAMNATION…
Infine un ringrazimento al Jailbreak che ha fatto in modo che tutto ciò avesse luogo, a Moreno e a Slam Magazine (www.slamrocks.com la bibbia del r’n’r) per la loro collaborazione e Rob dei Bubble Crash per le foto.