I Near Death Experience sono una delle migliori realtà che ultimamente popolano il panorama italico. Sarà anche gusto personale, ma ritrovo in loro professionalità tanto nelle registrazioni (ovviamente non sempre dipendente dalla band) quanto negli arrangiamenti. Ispirati e dotati di notevole personalità hanno sfornato un album di grande valore: Threshold Of Consciousness, e ora sono al lavoro sulla nuova release. Nell’attesa dell’uscita vi propongo 4 chiacchiere scambiate con Bruno, chitarrista della band.

Pinhead: Allora, ragazzi, intanto vi ringrazio per la disponibilità. Vorrei iniziare da qualche nota biografica. Siete attivi da 4 anni. Raccontateci la vostra esperienza fin’ora...

NDE: Innanzitutto grazie a Te per lo spazio ed il supporto concessoci….si il progetto nasce 4 anni fa da un’idea mia (Bruno) e di Giuseppe, rispettivamente chitarra e voce.Abbiamo esordito con il promo “In the spectrum” nel 2002 che ha riscosso una buona critica a livello di stampa , e che ci ha portato a suonare di supporto a band come Necrodeath e festival importanti con Natron , Infernal Poetry ecc.

P.: E quindi passiamo alla vostra ultima release: Threshold of consciousness. Intanto, come sta andando? Impatto su stampa e pubblico italiani?

NDE: Siamo parecchi soddisfatti dei responsi in generale, la stampa sta parlando molto bene di noi e speriamo che continui così.Anche il pubblico sembra apprezzare la nostra prima fatica e live i pezzi sembrano coinvolgere il pubblico in modo soddisfacente

P.: Sinceramente nel panorama italiano che a volte tende un po’ a ripetere stereotipi di importazione, mi ha molto impressionato il vostro stile per una forte personalità. Prima di parlare proprio di questo vorrei chiedere come sono i riscontri all’estero...

NDE: Ho letto qualche recensione estera e sembrano altrettanto buone come quelle nazionali, ora stiamo cercando di trovare una buona distribuzione in vari punti all’estero dove siamo meno coperti e speriamo di chiudere quanto prima le trattative.
 


P.: Allora parliamo un po’ dell’aspetto creativo. In fase di recensione vi ho paragonato soprattutto ai Nevermore... O comunque vi ho accostati a un power thrash di matrice americana... vi ci ritrovate? Come avviene il processo compositivo all’interno della band? Cosa vi ispira?

NDE: Solitamente siamo accostati ai Nevermore ,anche se non mi ci rivedo al 100%. Abbiamo varie influenze e certamente tra queste ci sono anche i Nevermore ma non credo che siamo la risposta italiana ai thrasher di Seattle.La matrice è certamente americana anche perché sono il principale compositore e adoro il metal americano in tutte le sue forme più di quello europeo.non parlerei proprio di venature Power credo che siano più delle aperture melodiche che possono distogliere dai momenti più Thrash tutto qua’, poi ceredo anche che le classificazioni siano molto soggettive.
Non ho idea di quello che mi ispira perché ascolto talmente tanta musica di diverso genere che ormai sono contaminato da qualsiasi cosa.per quanto riguarda le composizioni come ho già detto sono il maggiore compositore e con il resto della band completiamo tutto il lavoro solo per la parte lirycs il lavoro è tutto di Giuseppe.

P.: Ciò che emerge dall’album è un suono corposo, una produzione molto “corale” che esalta l’intero brano, non i singoli elementi. E’ questo ciò che volevate ottenere?

NDE: Si volevamo creare un’amalgama totale del sound in modo da far uscire fuori delle song compatte che suonassero omogeneamente in tutte le loro partiture e non dare risalto a tal o talatro strumento.credo che quando si fa un genere come il nostro bisogna avere un impatto globale e diretto, senza troppi fronzoli attorno!

P.: Tornando al discorso precedente, non sono molte le band che propongono questo stile in Italia, anzi, trovo che siate un’isola nel deserto in questo senso. Voi vi sentite parte di una scena?

NDE: Non posso che prenderlo come un complimento! Comunque credo che alla fine fai sempre parte di una scena (ammesso che ancora in Italia esista una scena!) in cui bene o male ti ci devi identificare per forza di cose, tutto sommato siamo sempre un gruppo metal.



P.: Ci sono ospiti illustri sull’album. Come sono nate le collaborazioni con Gianluca Ferro,chitarrista dei Time Machine e Emil Bandera, chitarrista dei Death SS?

NDE: Sono entrambi due chitarristi di due band che stimo tantissimo e portabandiera del metal italiano.
Con Gianluca siamo anche diventati amici non che sono un suo grande estimatore e credo che sia uno dei migliori chitarristi italiani, gli ho proposto di partecipare come guest e lui ha accettato con entusiasmo e questo non puo’ che lusingarci ! Per quanto riguarda Emil Bandera ho sempre apprezzato il suo stile e quando gli ho mandato il pezzo su dove avrebbe dovuto registrare le sue parti si è dimostrato subito disponibile e con una professionalità incredibile!

P.: Attualmente siete in forze alla Deadbang records. Come è il vostro rapporto con a label?

NDE: Conosco personalmente il Boss della DB, abbiamo un rapporto abbastanza diretto ed è impegnato nel supporto della scena underground italiana al 100%, ben presto usciranno nuove produzioni targate Deadbang tenetelo d’occhio sul sito www.deadbangrecords.com

P.: Progetti e passi futuri?

NDE: Ci siamo presi un periodo di pausa per quanto riguarda i live e stiamo lavorando sul nuovo disco forte di un nuovo sound ma sempre con il marchio NDE! Tutte le novità sul nostro sito ufficiale www.ndemetal.com e sulla pagina di myspace www.myspace.com/neardeathexperienceband

P.: A voi le ultime parole: Hailz!!!

NDE: Grazie ancora per il lavoro che fate solo ed unicamente per la scena e per lo spazio che ci avete dedicato , un saluto a tutta la redazione e a tutti gli amici che ci seguono !!!

intervista raccolta da
Pinhead