Roma - Alpheus - 13/09/2005

Love report a cura der monnezZza e SeregoN

 

I Vital Remains checchè ne dica qualunque anima nera presente all'appello questa sera, danno vita ad una prestazione dove qualità del suono , ferocia, tecnica e live attitude toccano delle vette non solo inaspettate ( io il loro 'Dechristianize" l'ho stroncato ) ma soprattutto inaudite. Se l'Armageddon dovesse scegliere una band per annunciare la sua venuta, dubito possa trovare qualcosa di meglio in giro. Di solito quando ti ritrovi al cospetto di tali macchine sonore dopo un paio di brani l'effetto sorpresa svanisce. Invece per tutti i 45 minuti del loro live, all'attacco di ogni pezzo questa sensazione di sovrumana potenza era li vivida e inalterata a far prede tra i presenti. Le prestazioni dei singoli componenti sono state tutte tecnicamente da ricordare. Tocca però fare una menzione speciale per il singer. Sull'album, per chi non lo sapesse, canta Glenn '33' Benton, quindi era tanta la curiosità di vedere se ci fosse lui alla voce. Invece l'apparizione di questo mastro lindo ha inzialmente deluso i fan. Appena l'ho visto sono rimasto atterrito perchè esteticamente è uguale a quel pippone che si fa passare per il nuovo 'cantante' dei Naglfar. Invece appena apre bocca la domanda è: ma sicuri che questo non sia Glenn Benton rasato e senza pizzetto? Mai ascoltato un growling così devastante e terrorizzante. Ci sono qualità vocali tipiche degli uomini, e altre delle bestie: è terribile udire le une quando la fonte dovrebbe invece essere l'altra. Non l'ho scritto io, ma H.P.Lovecraft. E credetemi si adatta magnificamente a descrivere la prova inumana di quest'uomo. Se su disco non sono ancora una band fondamentale, dal vivo non hanno da invidiare nulla a nessuno, Nile compresi. Come hanno fatto i Marduk a trovare un pò di coraggio per salire sul palco dopo questa carneficina, non riesco ancora a spiegarmelo. Vital Remains. Ovvero: come dare un senso ai soldi spesi stasera.

monnezZza


Accompagnati da suoni d'artiglieria e bombardamenti (Alla faccia del gruppetto che,ad apertura di concerto,annunciava "questo pezzo è contro la guerra!), salgono sul palco i ristrutturati Marduk.
Ovviamente iniziano a tirare come le bestie...Ma forse un po' troppo. Il povero Arioch sembra fare le strofe scioglilingua, cercano di stare appresso alla velocità aumentata dei brani; durante "slay the nazarene" l'unica cosa ad essere ammazzata è l'interpretazione vocale.
A parte questa pecca però il gruppo navigato si vede e tirano fuori una scaletta relativamente equilibrata anche se, complice la velocità, lo show durerà poco meno di un'ora. Un po' pochino per un gruppo con alle spalle più di dieci dischi.
Niente bis (e se avessero suonato per un tempo ragionevole ci sarebbe stato anche l'evitare la buffonata di scendere dal palco per poi risalire) e tutti a casa...Di sicuro nella mente rimarrà l'esibizione dei Vital Remains, piuttosto che degli headliners.

SeregoN