Ecco a voi una bella chiacchierata con Lutter, bassista dei teutonici IN EXTREMO, in esclusiva per dk666!

DK:   Bene, prima di tutto grazie per averci concesso l’intervista, che ne dici di presentare gli IN EXTREMO al nostro pubblico?

L:     Wow, in due parole? Ho scritto un libro di 400 pagine sulla nostra storia J…ok, ci provo: siamo una simpatica band tedesca, la cui idea originaria era quella di metter sù un gruppo tutto fatto di amici. Ma molti dei ragazzi sapevano suonare strumenti medievali, come la cornamusa, così abbiamo dato vita ad un nostro stile personale. Da allora abbiamo sfornato 8 cd e siamo divenuti molto noti, in Germania come all’estero…tranne che in Italia, vero? J

DK:   Bè, anche qui avete una discreta cerchia di fan (tra cui il sottoscritto), ma andiamo a conoscere più a fondo la band, come è nata la vostra passione per gli strumenti medievali, soprattutto l’idea di suonarci musica metal?

L:      Per puro caso! Siamo un gruppo nutrito di amici e il nostro primo vero pensiero è stato: “c’è un modo per suonare tutti assieme?”.

DK:   Puoi dirmi da cosa deriva il vostro moniker?

L:     Intendi “IN EXTREMO”? E’ latino e significa “nella perfezione”.

DK:   E come definireste il vostro genere musicale?

L:     Penso che chi fa musica come noi, non ami etichettare il proprio stile… è compito vostro…che ne so, medieval rock? World music eseguita con strumenti misteriosi? Fate voi.

DK:   Come vi è venuta i mente l’idea di cantare testi in lingue diverse dal tedesco?

L:      Non l’abbiamo deciso. Raccogliamo testi da ogni parte del mondo, la stragrande maggioranza è scritta in francese e spagnolo antico, alcuni in lingue morte, come il latino, ed altri ancora in svedese e in islandese. Ho anche trovato uno scritto in ebraico, che è poi è andato a costituire il testo di  “Le’or chiyuchech”, contenuto in ”sunder ohne Zugel”. 

DK:   Quali sono gli argomenti principali nei vostri testi, qual è il filo conduttore che lega le vostre canzoni?

L:      Come avrai capito ascoltando i nostri dischi, facciamo largo uso di testi medievali. I temi principali sono “amore e morte”, argomenti, credo, centrali nella musica in genere, non credi?

DK:   Ci sono, gruppi o correnti musicali che hanno influenzato o ispirato la vostra musica?

L:      Siamo 7 musicisti, e ciascuno di noi ascolta la musica più disparata. Davvero, non saprei dire con precisione quale sia la nostra fonte di ispirazione. Ma credo che si possa trarre ispirazione da tante cose che ci sono al mondo, non necessariamente musicali. Ci piace saltare da un tipo di musica all’altra, non è importante per noi essere considerati una band medieval rock o altro, non ha alcuna importanza.

Conosci i canadesi The tea party? Ci piace il loro modo di mescolare rock a sonorità provenienti da ogni parte del mondo.

DK:   cosa pensate dell’attuale situazione mondiale? Ha in qualche modo ispirato il vostro modo di fare musica?

L:   Abbiamo una vasta fonte di ispirazione, ma  penso che quest’argomento non sarà il pozzo a cui attingeremo, molte altre band hanno le stesse idee.

DK:   Come si è evoluta la vostra musica attraverso gli anni e 8 dischi pubblicati?

L:      Nei primi due anni di carriera abbiamo sfruttato maggiormente testi originali di musica medievale, senza produrne di nostri, soffermandoci sulla musica medievale dei paesi nordici. Solamente dopo aver raggiunto il successo abbiamo cercato di trovare un modo diverso di fare musica. Into the great wide open… J

DK:   Avete progetti per il vostro futuro? State lavorando a qualcosa di nuovo?

L:      Sì, lo scorso mese abbiamo fatto una pre-produzione per un nuovo album e fra 3 settimane torneremo in studio. Probabilmente uscirà a marzo/aprile.

         Appena terminato l’album su cui stiamo lavorando ora daremo il via ad un tour che toccherà vari paesi e credo non solo l’olanda e l’austria, dove abbiamo un grande riscontro di pubblico.

DK:   Bene, allora parlaci delle vostre esibizioni dal vivo, sappiamo che sono caratterizzate da una vostra forte presenza scenica, qual’è la risposta del pubblico?

L:   Quest’anno non abbiamo intrapreso un vero e proprio tour, ma abbiamo solo preso parte ad alcuni festival durante il periodo estivo. Ad ogni modo questi festival sono il massimo che si possa chiedere, e abbiamo avuto  un sacco  di buone occasioni per farci conoscere: al “Rock Im Park” di Norimberga, ad esempio, abbiamo suonato di fronte a 25000 persone nonostante una pioggia battente.

DK:   Avremo mai l’occasione di vedere una vostra esibizione dal vivo qui in Italia, magari a Roma?

L:      come annunciato prima, abbiamo in progetto un tour europeo a marzo, durante il quale verremo anche in Italia. Ma i costi rappresentano un grosso problema per noi: compresa la troupe siamo 18 ragazzii, non è così semplice, credimi.

DK:   Cambiamo argomento, cosa pensate della musica sulla rete?

L:      Niente, ma i tempi cambiano...

DK:   Il disco dell’anno?

L:      Uno solo? Tedesco: “Reise, Reise” dei Rammstein, internazionale: N.E.R.D. con “Fly or die”.

DK:   Un’ultima domanda, cosa pensate della scena musicale italiana, conoscete qualche gruppo?

L:      Mi dispiace ma non conosco nessuna band italiana, è veramente un peccato…

DK:   Grazie per la tua disponibilità, adesso ti lasco un po’ di spazio per salutare i nostri lettori e per dire quello che vuoi!  

L:      Si, certo! Un grosso saluto da parte degli “IN EXTREMO” a tutti i fan italiani. I hope we we us – in Italy Speriamo di vederci presto in Italia!

Con tanto affetto, Lutter/In Extremo

The Exploding Boy

Traduzione dall’anglo-tedesco a cura di Monica Paniccia