|
|
|
||||||||||||||||
|
Heavy
metal, un genere dentro tutti gli altri ma spesso dimenticato proprio per
questo, moltissime band moderne l'hanno incarnato e ripreso a pieno regime come
unica e spesso 'ossea' influenza (vedi certe rinascite di death metal e black
metal bands per esempio), gli irlandesi Honey For Christ invece intraprendono
una strada del tutto diversa: "gettata la maschera dimostriamo con coraggio cosa
abbiamo dentro, ecco qui rivelato il nostro amore per l'HM, quello vero!". In
effetti non fa una piega il genere, diversamente invece avrei da dire nel
valutare questa prova, 5 brani son pochini, ma dalle primissime note di questo
album si evince una certa primordialità nello stile, molto fisica è
l'esecuzione, quasi una esibizione 'live' senza fronzoli e abbellimenti
sintetici, solo strumenti elettrici (chitarra, basso e batteria) ed una voce
melodiosa che si spalma musicalmente sulle note senza contrastare nè dimostrare
peṛ acuti di originalità, ed acuti nel vero senso del termine per la
prestazione vocale del singer non certo cervellotica e super potente. Abbiamo
peṛ delle attenuanti, penso proprio dovute alla registrazione che non ha voluto
osare nemmeno sui volumi, ecco spiegata la poca personalità o potente impronta
delle vocals sulla musica. La musica invece è veramente interessante,
grossissimi margini di miglioramento all'orizzonte ed una vena '70s bene rivista
e modernizzata, riffing mozzafiato, distorsioni 'umane e naturali' ma cupissime
e accompagnamento sempre all'altezza con inserti melodici rotondi e mai noisi,
anzi intervallati spesso con cavalcate, arpeggi ipnotici, drumming sospeso con
doppio pedale in risalto e magnifiche spirali di rallentamenti e repentine
sortite. Le tracks migliori sono 'Satan & Swastica' e la title track. Termini di
paragone ne avrei a milioni (tra bands '80 in prevalenza e l'heavy Americano),
ma non voglio togliervi il piacere e gusto di 'riscoprire' ascoltando
attentamente almeno questo disco. Sentiremo parlare di loro spero. |
|||||||||||||||||
|
|