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Questo ritorno dei Fates Warning
non mi ha convinto appena l'ho avuto tra le mani. Ho continuato ad ascoltarlo
per una settimana, pensando che forse lo spessore della band in questione fosse
nascosto dietro un superficiale aspetto di banalità. Niente. L'ho messo da
parte, l'ho ripreso dopo una settimana: niente. Lo ascolto ancora adesso, e
quello che mi fa sentire è sempre la stessa cosa: niente. Cos'è successo ai
Fates Warning? Dov'è l'ispirazione? Dove sono finite le geniali intuizioni del
combo americano che ha scritto "Parallels" e "Inside Out"? Dov'è finita quella
capacita di cambiare e rinnovarsi figlia dell'ispirazione e delle idee? Che fine
ha fatto quella band che ha fatto sembrare i Dream Theater dei patetici bambini
che giocano a coverizzarsi? Già l'acronimo del titolo (questo è il decimo album
dei FW) non è che parli a favore della ricercatezza latente in quest'album.
Musicalmente "FWX" è un lavoro scarno, quasi minimalista. Ma non è queso il
problema. Anche "A Pleasant Shade.." lo era. Solo che dentro scorreva la magia
che qui è lontana come la tranquillità lo è da Gascoigne. Spompato, moscio,
tedioso, noioso. Il più brutto lavoro della loro carriera. L'unico spasmo me
l'ha creato la copertina. Quei due personaggi seduti su una sdraio a guardare
una tromba d'aria nel deserto mi hanno ricordato due loschi figuri che al Gods
of Metal di quest'anno sono rimasti imperterriti seduti tutto il giorno su degli
spiaggini a godersi il concerto: che miti. Spero che in futuro, grazie alla
sostituzione di Zonder, con un batterista che componga insieme agli altri invece
di incidere le sue parti via e-mail, la band ritrovi quel mordente e quell'energia
che le grandi qualità di Matheos, Alder e Vera non sono stati in grado di far
venire a galla con questa prova. Altrimenti è meglio che se ne stiano zitti o al
massimo girino in tournèe a farci sentire quel materiale degno del nome Fates
Warning. |
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