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Quando si
dice band di culto. Dopo ben sette anni, ritornano 'gli esuli figli di Eva',
solo project di quel geniaccio di Protector dei Summoning. Ce n'era bisogno?
Dopo aver ascoltato questo "Dusk and void..." la risposta è innegabilmente SI!
Appena parte il disco, il tempo si ferma, l'evoluzione tecnologica scompare, e
rimane solo l'animo umano a cantare i suoi sogni. Il suono del pianoforte a
ricamare nenie ipnotiche e avvolgenti, deliziate da occasionali arrangiamenti di
corni che richiamano situazioni cavalleresche. L'uso delle percussioni aumenta
le sensazioni di magniloquenza di alcuni passaggi, sottolineati e impreziositi
dalla voce eterea di Christina Kroustali. Forse in alcuni frangenti si ha
l'impressione che l'ala più classica del fantasma Summoning aleggi tra le
composizioni, ma sono solo momenti. DVKE, è una creatura che dimostra nuovamente
di saper vivere di vita propria. DAVBA è un lavoro dove arte e poesia si
uniscono in splendidi arazzi senza tempo, nati per nascondere la freddezza della
modernità, e donare a chi li osserva reminiscenze di tempi perduti. Quando si
dice, e a ragione, una band di culto.... |
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