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Gran bel
disco questo secondo album intitolato "Occupatria" dei polacchi Cold Fusion.
Stiamo parlando di un relativamente giovane ensemble dedito all'industrial più
marziale e militareggiante, che radica le sue influenze nei primissimi Der
Blutharsch (i migliori per quanto mi riguarda) lasciando aperta una
desolatissima strada al neoclassico...ottimo, oppressivo e intenso il pathos
generato...il concept sul quale ruota l'album è quello di un immaginario paese
occupato ("Occupatria" appunto) con la forza dalle armi, con tutto ciò che ne
consegue a livello emozionale...drammaticità, impotenza di fronte agli eventi,
profonda tristezza e velo malinconico aleggiano per tutti i 45 minuti del disco,
scandite dalle percussioni che sembrano spietati carroarmati, da struggenti cori
e orchestrazioni, da crudi e repressivi colpi di mitra ed esplosioni. Il
risultato è ineccepibile. Finalmente qualcuno in grado di contrastare l'egemonia
di Arditi, Triarii e Toroidh in questo campo. Un'ulteriore nota di merito va
allo splendido e curatissimo digipack limitato a 1000 copie che valorizza, e non
di poco, un lavoro fra i migliori nel suo genere. Se l'odore della morte e della
tragedia è quello che cercate, correte a procurarvi "Occupatria"... |
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